Noa fa vincere Napoli al festival di Sanremo

Noa fa vincere Napoli al festival di Sanremo

«“Noapolis” è un omaggio alla vostra bellissima cultura musicale»

La serata di gala del Festival di Sanremo era battezzata col nome di “Viva l’Italia nel mondo”. E non poteva mancare la tradizione napoletana, portata sul palco del teatro Ariston prima da Lucio Dalla che ha accompagnato per mano i giovani Carone e Mads Langer sulle note di “Anema e Core”; veramente trionfante però con Noa che, su “Torna a Surriento”, ha prima duettato con Eugenio Finardi per poi dedicare un ricordo a Roberto Murolo con una toccante “Era de Maggio”Emozionante la cantante israeliana quando, rivolgendosi a Gianni Morandi e a tutta la platea nazionale, ha detto: «“Noapolis” è un omaggio alla vostra bellissima cultura musicale».
In conferenza stampa, l’artista aveva detto: «la musica Napoletana abbatte tutte le barriere del mondo, è un tesoro della cultura italiana». Sottoscritto da Finardi.

2 pensieri su “Noa fa vincere Napoli al festival di Sanremo

  1. Oggi, giornali e telegiornali (Rai), non hanno dato risalto alla cosa, hanno parlato degli ospiti stranieri più disparati, alcuni venuti fuori dalle catacombe musicali,nessun accenno alla performance del duo Noah-Finardi ed al loro apprezzamento per la Canzone Napolitana ha giusto titolo ritenuta “La Canzone”. Forse la paura che si oscurasse sanremo le sue canzonette e tutto il lavoro sporco fatto per creargli un pò di attenzione intorno.
    Viva il patrimonio musicale Napolitano

  2. Questi sono i veri piaceri della vita!!!!!
    A tal proposito vorrei segnalare questo stupendo film a chi non lo avesse visto:

    PASSIONE di Jhhon Turturro
    Un’appassionata cartolina che esplora la musica e la musicalità di Napoli.

    Lo scenario di base della sceneggiata napoletana è il vicolo ed è esattamente in esterni, sulla strada e nelle piazze che si svolge Passione, il documentario musicale di John Turturro sulla relazione ardente tra Napoli e le sue canzoni.
    Regista di un cinema sofisticato (e istruito) con un’anima radicalmente popolare, Turturro ancora una volta va al cuore delle cose esprimendo la sua incontenibile “passione” per la musica dopo Illuminata eRomance & Cigarettes. Già travolto dall’opera lirica e dal bel canto, il regista italo-americano rilancia e prosegue la sua ricerca in direzione ostinata e contraria all’atteggiamento snobistico delle culture “alte” italiane nei confronti della canzone napoletana. Passione si potrebbe definire senza esagerare un’opera di “ridefinizione dei valori”, che prevede il recupero di un patrimonio culturale dimenticato o emarginato dalla critica ufficiale e dai normali circuiti e che ancora individua e promuove le canzoni più significative del repertorio “pop” partenopeo. La febbrile attività di Turturro, favorita dalla sensibilità di Peppe Barra, anima e voce della Nuova Compagnia di Canto Popolare, è risalita indietro nel tempo fino a intonare le “villanelle”, canzoni bucoliche a tema amoroso cantate a più voci dalle lavandaie del Vomero. Infaticabile indagatore, ha adattato al suo documentario gli schemi e le convenzioni del cinema napoletano, inserendo e “sceneggiando” canzoni celebri come “Era de maggio” o “Malafemmena”, “Maruzzella” o “Tammuriata nera”, e più recenti come “Don Raffae” (di De Andrè) o “Nun te scurda” di Raiz.
    L’humus culturale da cui nasce la “sceneggiata” di Turturro è naturalmente quella del sottoproletariato ma in un’accezione reale e non mitica, la Napoli attraversata dal suo sguardo è quella della precarietà sociale, oppressa dalle invasioni, dagli usi, dalle speculazioni, dalle mistificazioni, dai miracoli pretesi, dall’idealizzazione turistica da esportazione. Lasciate indietro le strade del Queens, spazzate dalle coreografie dei suoi netturbini e battute dal carpentiere innamorato di James Gandolfini, Turturro fa ballare e cantare artisti nazionali e internazionali, turisti e napoletani davanti a un marechiare e dentro na jurnata ‘e sole. In cerca di zaza e in sella a nu cammello affittato Turturro esplora la musica e la musicalità di Napoli, invitando sul suo caravan petrol una messe di artisti oltremodo ispirati, che con la loro interpretazione hanno dato rilievo ai testi delle canzoni, esplicitazione e sintesi della Storia di una città e di un’intera nazione. Storie d’amore e tradimento per Massimo Ranieri e Lina Sastri, passioni sperimentali e signorinelle sfrontate per Raiz, scorrerie sul litorale campano e femmene impressionate per Peppe Barra, festa di San Gennaro e virtù invocata per Pietra Montecorvo, cariche ritmiche e turbanti per Fiorello, ‘800 e canzoni prima dei microfoni per la voce e il sax di James Senese.
    Turturro spedisce all’Italia la sua cartolina appassionata, pagando il debito che la musica nazionale ha contratto con la canzone napoletana. Mina apre con “Carmela”, Pino Daniele chiude con “Napul’è”. Una donna e una città che si incontrano sotto un sole amaro che passa e se ne fuje.

    Incassi Passione
    Primo Weekend Italia: € 53.000
    Incasso Totale* Italia: € 338.000
    Ultima rilevazione:
    Box Office di domenica 16 gennaio 2011
    Fonte:
    http://www.mymovies.it/film/2010/passione/
    Marzia Gandolfi

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