“Questa è l’Italia che piace”? Era discriminazione!

“Questa è l’Italia che piace”? Era discriminazione!

Fiat perde la causa e dovrà riassumere 145 operai Fiom

Angelo Forgione – L’avevo denunciato dal primo momento che lo spot di lancio della nuova “Fiat Panda” era subliminalmente discriminatorio. Qualcuno aveva storto il naso. “Questa è l’Italia che piace” era l’esaltazione degli operai di Pomigliano senza tessera Fiom, quelli che avevano accettato di lavorare alle condizioni di Marchionne. Gli altri, quelli con tessera Fiom, erano quelli che non piacevano, i napoletani alla napoletana che non erano stati chiamati in fabbrica per produrre la nuova “Panda”, quelli dell’immagine “pizzaemandolino” di Napoli che, a bordo della nuova utilitaria, finiva rinnovata nella piazza centrale di Lucca.
Proprio in quei giorni La Fiom faceva causa alla Fiat sulla base di una normativa specifica del 2003 che recepisce direttive europee sulle discriminazioni. Su 2.093 assunti da Fabbrica Italia Pomigliano nessuno risultava iscritto alla Fiom e la dinamica era chiarissima. Non poteva essere un caso. È accaduto che il Tribunale di Roma ha condannato la Fiat proprio per discriminazioni contro la Fiom a Pomigliano: 145 lavoratori con la tessera del sindacato di Maurizio Landini dovranno quindi essere assunti immediatamente, e 19 iscritti al sindacato che hanno deciso di sottoscrivere individualmente la causa avranno anche diritto a un indennizzo di 3.000 euro.
Il Presidente del Comitato Centrale della Fiom Giorgio Cremaschi ha così commentato: «Finalmente è stata riconosciuta in Fiat la violazione dei più elementari diritti della persona e premiato l’eroismo di chi ha resistito. Ora si mandino i carabinieri da Marchionne per fargli rispettare la sentenza». Il punto è proprio questo. Fiat, che ricorrerà in appello, rispetterà la sentenza o rivedrà i suoi piani di produzione italiani spostandoli all’estero? Val la pena ricordare che un’altra sentenza aveva dato ragione a Fiom e imposto a Fiat di reintegrare 3 operai di Melfi che durante una manifestazione avevano bloccato un carrello. Quegli operai sono ancora fuori dalla fabbrica lucana.
Inutile dire che la sentenza bolla idealmente come discriminatorio anche lo spot con cui fu lanciata la “Panda” che non aveva come protagonista la vettura ma la filosofia produttiva, la cui esegesi era tutta nello scontro ideologico Fiat-Fiom. Chi non lo aveva capito mi aveva accusato di essere visionario e vittimista. Che miopia!

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Un pensiero su ““Questa è l’Italia che piace”? Era discriminazione!

  1. Il buon Angelo dimostra sempre elevato acume in uno con perspicacia e sensibilità; ha, in altre parole, sempre buon fiuto sull’origine e lo sviluppo dei fatti o, meglio, delle malefatte.
    La mia amara considerazione è che siamo stati capaci di annullare 40 anni di lotte e conquiste sindacali, cosa che mi sembra normale considerando che nel paese non vi sono più proletari vista la sparizione dei Comunisti dall’arco parlamentare e considerando che l’attuale centrosinistra può essere considerato semplicemente partito di centro poichè nulla fa di sinistrorso e, addirittura, appoggia il governo monti.
    Il centrodestra tutela fermamente il suo elettorato (borghesia), il proletariato italiano, invece, ha fatto in modo da annullare gli unici che, per intrinseca natura, lo avrebbe tutelato, ossia i veri partiti di sinistra.
    Se poi consideriamo anche che abbiamo un capo di stato, ultimo vero comunista, che ha messo il paese nelle mani della finanza e che ha omaggiato i savoia al pantheon, credo che la considerazione che ho fatto in apertura sia bella che spiegata.
    Questa è l’italia che non piace e tantomeno a noi meridionali e meridionalisti!
    Ah, come vorrei essere governato dal socialista Borbone ma, non essendo purtroppo possibile, mi accontenterei di essere governato dalla Merkel quale commissario straordinario di uno stato fallito.
    Walter Rho

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