Festival Internazionale del ‘700 Musicale Napoletano

La Scuola Musicale Napoletana del Settecento fu una vera e propria rivoluzione dell’Opera compiuta da tutta una serie di maestri che mandarono in soffitta la tradizione ingessata della musica francese del secolo precedente e influenzarono l’Europa intera, Mozart compreso, che vi attinse giovanissimo sul posto. Migliaia di manoscritti sono conservati nella biblioteca del Conservatorio di San Pietro a Majella e nel Convento dei Girolamini, e in oltre centocinquanta biblioteche sparse nel mondo che detengono almeno un manoscritto di autori napoletani. Si tratta di un patrimonio capitale per la storia della musica e per l’umanità che per qualcuno sembra non essere mai esistito. A picconarla fu inizialmente l’epoca rivoluzionaria di fine secolo.
In epoca risorgimentale subì il boicottaggio da parte da certi settori occulti tedeschi, decisi a canonizzare la Musica classica di radice germanofona e l’opera di Händel, Bach, Haydn, Mozart e Beethoven, a scapito di quella italiana. La Scala di Milano, geograficamente più vicina alla Germania, iniziò a guadagnare priorità a scapito del San Carlo di Napoli. A unità d’Italia fatta, la grande Scuola Musicale Napoletana del Settecento, con le sue opere, fu totalmente eclissata dal repertorio e tramandata come fenomeno del tutto casuale dalla nuova critica italiana, che la considerò un’astrazione storiografica, cioè un’invenzione di chi cercava di affermarne l’importanza. La verità è che i manoscritti dei compositori Napolitani sono custoditi ovunque nel mondo, non solo a Napoli, dove è concentrata una ricchezza enorme. Ecco perché abbiamo il dovere di raccontare, suonare e ascoltare quella Musica.
Da qualche anno si tiene a Napoli il Festival Internazionale del ‘700 Musicale Napoletano, per encomiabile iniziativa del maestro Enzo Amato. Venerdì 24 gennaio, alle 19.30, in occasione del concerto di chiusura della XX edizione, darò il mio contributo storico per la restituzione a Napoli della sua primaria importanza culturale nel mondo della Musica. Lo farò in una chiesa bellissima del centro cittadino, la Chiesa di Santa Maria dell’Aiuto (nei pressi di Santa Maria la Nova), dove poi sarà eseguita la “Sonata a tre” (violini, violoncello e clavicembalo) con le strumentazioni di Hasse, Jommelli e Porpora, tre dei grandi maestri della “Scuola Musicale Napoletana” del Settecento.

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