Lo spettacolo delle Acque alla Reggia di Caserta

Angelo Forgione – Secondo appuntamento con “Le acque della Reggia. Acqua che viene… Acqua che va…”, la rappresentazione teatrale alla Cappella Palatina del Real Palazzo di Caserta già presentata lo scorso 30 novembre. In occasione di “Una notte al museo”, l’apertura straordinaria del 28 dicembre promossa dal Mibac, nei due spettacoli delle 20 e delle 22, i visitatori saranno trasportati indietro nel tempo, alla metà del Settecento, quando fu pregettato e realizzato il magnifico Acquedotto Carolino. Un adattamento teatrale delle lettere di Luigi Vanvitelli inviate a Roma al fratello Urbano tra il 1751 al 1768, con testi tratti dal libro “Reali delizie, itinerario storico-artistico in Campania Felix” di Ettore e Roberta Ventrella, e monologhi di Patrizio Ranieri Ciu. La ricostruzione della vita di corte prende vita con un ballo di dame e cavalieri che danzano sulla musica d’epoca eseguita della Grande Orchestra Reale. L’atmosfera settecentesca coinvolge il pubblico, che incontra la figura del grande architetto, pronto ad aggiornare sull’avanzamento dei difficilissimi lavori, portati avanti tra la perplessità di chi non pensava che le acque sarebbero arrivate fino ai monti Tifatini partendo dalle falde del Taburno. Quell’opera faraonica fece fiorire tante altre piccole iniziative imprenditoriali in tutta l’area casertana e implementò anche l’approvvigionamento idrico di Napoli.
Dove apprese il Vanvitelli le sue competenze di ingegneristica idraulica? Al fianco dell’amico Nicola Salvi, che a Roma aveva ricoperto la carica di “Architetto dell’Acqua Vergine del Salone e suoi acquedotti e fontane” e firmato la realizzazione della Fontana di Trevi. Vanvitelli, in seguito, fece qualcosa di molto più imponente: oltre 38 chilometri di percorso idrico con pendenza perfetta, nove trafori e il Ponte della Valle di Maddaloni, il più grande d’Europa in quell’epoca, ispirato al Pont du Gard dell’acquedotto romano di Nîmes. L’architetto realizzò la più imponente opera di ingegneria idraulica del Settecento, dal 1997 inserita nella lista dei patrimoni UNESCO con la reggia e le seterie di San Leucio (maggiori approfondimenti su “Made in Naples” – Magenes, 2013)

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