Aggressione agli svedesi. Non sono napoletani, chiamatele bestie!

Tifosi svedesi vengono in città sfidando un viaggio scomodo per godere di una trasferta di sole, cibo e divertimento. Finiscono in ospedale in tre perchè dei teppisti camuffati da ultras li sorprendono vigliaccamente a volto coperto con coltelli e mazze da baseball in una pizzeria del centro. È il trionfo dell’ignoranza!
Non è la prima volta che certi fatti accadono nella zona, lontano dallo stadio e il giorno prima della partita. Questo è teppismo puro e la partita è un mero pretesto per creare disordini e dare sfogo all’istinto tribale di qualche anima nera in cerca del proprio diversivo premeditato. Il tifo non c’entra niente, questi non sono né tifosi né napoletani ma semplice feccia di Napoli da cui ogni vero napoletano deve prendere le distanze. Sono loro che costringono gli innamorati della città e della sua storia a dover lottare ogni giorno per ripararne i danni.
Senza leggi e pene esemplari tutti si ripeterà. Siamo loro ostaggi e paghiamo ogni giorno per chi distrugge l’immagine di una città stanca. Grazie al ristoratore per essere intervenuto in difesa dei suoi clienti con il risultato di prendersi una coltellata. È lui che ha onorato il nome dei Napoletani. E infatti ha pagato.

Intanto V.A.N.T.O. condivide l’iniziativa degli amici Carmine Attanasio e Francesco Borrelli (Verdi Ecologisti Campania) che chiedono di individuare e punire immediatamente i responsabili della vile aggressione ed invitano gli albergatori del lungomare ad ospitare gratuitamente, nelle loro strutture e per tutto il fine settimana, gli svedesi aggrediti. Gino Sorbillo della storica pizzeria ai tribunali si è gia reso disponibile ad ospitare gratuitamente fino a domenica sera, a pranzo e a cena, gli svedesi aggrediti mentre Arturo e Antonio Sergio titolari del caffè Gambrinus li invitano a colazione. I Verdi chiedono al sindaco Luigi De Magistris che il Comune di Napoli riceva poi tali tifosi e si faccia carico del loro ritorno in Svezia.
V.A.N.T.O., associandosi, chiede altresì che il Comune, una volta individuati i responsabili, si costituisca parte civile per danno d’immagine della città nel mondo. Inoltre non dimentichi di ringraziare il ristoratore e il cameriere che si sono presi delle coltellate per tentare di ripristinare l’ordine e difendere i malcapitati in una città che specialmente la sera è terra di nessuno.

5 pensieri su “Aggressione agli svedesi. Non sono napoletani, chiamatele bestie!

  1. Ciao Angelo, bisognerebbe indagare che non sia una cosa premeditata da alcuni giornalisti
    sportivi che per fare il loro becero scoop su Napoli città violenta sarebbero disposti a tutto. Questa mattina leggevo su alcuni giornali sportivi ( Corriere dello Sport) che il governo svedese aveva invitato i propri tifosi di stare attenti di passeggiare per alcune zone di Napoli di cui ne indicava anche i posti, che adesso non ricordo e camminare a folti gruppi. Se non fosse così, allora ci sarebbe da preoccuparsi sul futuro della città e del calcio Napoli.

    • Caro Michele,
      non scadiamo in complottismi inutili. Se vogliamo ribellarci a certi fatti questa non è la strada giusta. Fino a prova contraria, noi abbiamo il dovere di sentirci indignati e schifati.

  2. vivo a Milano da quasi 5 anni ormai… e da 5 anni, (pur vivendo nel 2000quasi e tredici) mi trovo a combattere contro pregiudizi e stereotipi di ogni tipo sul falso mito del napoletano. Gretto, Cafone, Camorrista, Maleducato, Violento e chi più ne ha, più ne metta. Paradossalmente, però, la frase che maggiormente odio è: “ma tu che centri… tu non sembri napoletano”. Quello che nella mente malata di parecchie persone dovrebbe essere un complimento rivolto alla mia persona… diventa la più infamante delle offese, come se il mio essere semplicemente una persona civile, cordiale ed educata mi rendesse estraneo alle mie origini, alle mie radici. Milano, come tutte le grandi metropoli d’Italia e del mondo, non è certamente una città tranquilla e i recenti fatti di cronaca lo dimostrano ampiamente. Nonostante tutto, però, ogni qual volta, con la ragione, buone maniere o a volte anche con veemenza e decisione riesco a ribaltare la situazione e far capire a questi personaggi da perimetro sociale (persone che non conoscono neanche la loro città, ma solo il perimetro del loro bel quartiere in centro) che i veri napoletani siamo NOI, persone straordinariamente normali e normalmente straordinarie, vengo smentito da gentaglia che puntualmente calpesta le mie radici e la mia identità, con atti di violenza e di teppismo ignobili. Che siano persone giunte nella mia Napoli per una partita di calcio, scese da una nave da crociera ferma al porto, con il legittimo diritto di indossare rolex o gioielli, che cenino in centro o in periferia, NON E’ AMMISSIBILE che dei finti napoletani infanghino una storia, una cultura ed una filosofia di vita che dovrebbe suscitare solo invidia nel mondo e non paura. Non c’è droga, disoccupazione, ignoranza che tenga… questa è gente che non merita l’appellativo di napoletano.

    • Le solite capre che con i loro gesti infangano Napoli ed i Napoletani. Non ci sono complotti in questo caso che tengano, ma solo condanne per i fatti accaduti ed un profondo senso di vergogna che mi pervade.

  3. Sono napoletano è ciò mi consente, anche se a ob torto collo, di dire che nella nostra città siamo, e da troppo tempo, in stato di guerra!
    Siamo in guerra contro la delinquenza organizzata, contro quella spicciola, contro i parcheggiatori abusivi, contro chi insudicia e devasta i monumenti, le stazioni della metropolitana, le pensiline dei pullman, contro chi lancia per strada, dalla macchina, il sacchetto dell’immondizia (sua collega), contro chi non rispetta il rosso del semaforo, contro gli abusi di potere e la malversazione del burocrate (a tutti i livelli, dall’usciere al dirigente della cosa pubblica)………
    Sono tali e tante le cose contro le quali il napoletano civile (o normale) deve combattere che non gli è possibile farlo se non unicamente tentare di difendersi.
    SIAMO IN GUERRA e, pertanto, i mezzi che si usano in tempo di pace non sono ne’ sufficienti ne’ utili.
    Occorrono misure speciali, occorre tanto ma tanto esercito per le strade, occorre una giustizia rapida e certa, occorrono ronde di quartiere in servizio 24 ore su 24, occorrono tribunali installati su camper.
    Occorre una LEGGE PICA riveduta e corretta.
    Le parole, l’indignazione, il nostro schifarci sono cose che non servono più a nulla!
    E’ necessario che la gente sappia che a partire dal giorno ics le regole e le leggi avranno valore anche a Napoli e che la sanzione per chi non le rispetta è CERTA ed IMMEDIATA.
    Walter Rho

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