Crollo al colonnato del Plebiscito, ancora infiltrazioni d’acqua. È questa la nuova Napoli?

Un anno fa avevamo lanciato l’allarme: infiltrazioni d’acqua nel colonnato di Piazza del Plebiscito e pericolo incombente. Non ci voleva molto per prevedere danni perchè, si sa, l’acqua non risparmia di certo l’architettura monumentale. Allarme lanciato nel vuoto, ancora una volta in quattro anni di richieste di attenzioni per l’intera piazza formulate nel deserto. Con noi, per la TGR, anche Rino De Martino della libreria Treves, ma gli enti competenti per il sito non hanno fatto nulla in questi ultimi dodici mesi, così come il Comune che non stimola alcun dibattito sulle condizioni della piazza.
Nessuno ha posto rimedio ad un’emergenza che travolge un monumento massimo dell’architettura neoclassica e i danni si sono acuiti con le piogge di Venerdì scorso che hanno lasciato segni dolorosi (vedi foto). E così continua a crollare il patrimonio architettonico e culturale di Napoli per colpa dell’incuria e del disinteresse di persone senz’anima e sensibilità.
Grida d’allarme inascoltate, conseguenze preannunciate e colonnato transennato, si fa per dire, con nastro di plastica e protezione civile che starebbe per far rimuovere quei pochi tavolini al servizio dei pochi turisti e cittadini che hanno il coraggio di avventurarsi sul posto. E stiamo parlando di un luogo storico, di un monumento di rilevanza internazionale, non certo di una piazzetta qualunque. Ma stavolta diciamo “per fortuna”, perchè non sarebbe bello ritrovarsi sotto una pioggia di intonaco. I detriti sono tutti li.
La piazza è ormai abbandonata al suo destino e il nuovo spot del rinascimento napoletano, che in realtà non c’è, si chiama “lungomare liberato” dove peraltro la Cassa Armonica di Errico Alvino resta smontata. Del foro che trasuda storia, oltre che acqua piovana, nessuno se ne cura ed è da troppo tempo uno scenario triste oltre che spettrale. I monumenti equestri del Canova (e dell’allievo Calì), mica uno scultore qualunque, restano prive di qualsiasi tabella informativa ed è più facile leggere i nomi di chi vi scrive sopra con le bombolette spray piuttosto che quelli dei personaggi raffigurati. Anche la proposta di valorizzarle è caduta nel vuoto, e potremmo elencarne altre.
Al momento delle foto, nonostante il bel tempo della giornata di Domenica, la volta del colonnato continuava a gocciolare e le evidenti tracce di umidità non promettono nulla di buono. Grazie, grazie e ancora grazie a tutti coloro che stanno cancellando la nostra identità nel silenzio compiacente di gran parte dei cittadini incapaci di indignarsi.

Si prega di inviare una email di protesta ai seguenti indirizzi di posta elettronica:
lucia.dimaro@interno.itfondoedificiculto@interno.it 

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3 pensieri su “Crollo al colonnato del Plebiscito, ancora infiltrazioni d’acqua. È questa la nuova Napoli?

  1. Trattasi del colonnato della Chiesa di San Francesco di Paola, quindi bene della Chiesa e di conseguenza le competenze per la manutenzione e cura sono del Ministero Beni culturali e Curia . In questo caso il Comune, quindi, è tenuto a non mettere becco. Anche quando i beni (penso ai palazzi storici) sono del Comune l’autorizzazione a ristrutturazione e decoro deve essere data dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici ed il Paesaggio e per il Patrimonio Storico Artistico di Napoli. Sapete quante pratiche inevase (quasi tutte istanze da parte del Comune) ha lasciato sulla scrivania il soprintendente Gizzi al suo successore? Migliaia. Pare che il nuovo soprintendente Cozzolino abbia istituito una task force per il disbrigo ma il carico è così imponente che non si prevedono tempi rapidi, quindi sai quanti colonnati, facciate e cornicioni crolleranno nel frattempo.

    • La piazza è un coacervo di competenze e lo sappiamo benissimo. Ma un’amministrazione comunale che vuole veramente indicare un cambiamento alza la voce, stimola… e risponde alle domande. Mi spiace ma il Comune è colpevole come gli altri enti preposti e i cittadini menefreghisti.

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