San Francesco di Paola post-restauro è già indecente

Angelo Forgione Sono trascorsi pochi mesi dalla conclusione del restauro della basilica e del colonnato di San Francesco di Paola, in piazza Plebiscito, nonché dei basamenti dei monumenti equesti. Ma, come da facile previsione, il nitore è durato pochi giorni, cancellato dai giovani che bazzicano la zona abitualmente nel loro ozio, gli unici per la verità. Giusto il tempo di far girare un bellissimo spot alla Ferrero per il suo dolcissimo Rocher e l’insensibilità ha subito reso amara la vista ravvicinata del bellissimo scenario.
A nulla sono servite le notoriamente inutili camionette dell’Esercito e i diversi “presidi” nello slargo, come disinteressati al repentino imbrattamento della basilica simbolo del neoclassico napoletano da parte dei ragazzi armati di pennarelli e bombolette di vernice. Non solo le tipiche dediche di fidanzatini ma anche disegni volgari e incisioni nei muri stanno già avviando lo storico colonnato alle condizioni indecorose in cui versava all’avvio del restauro.
Mentre coi simpatici “Nati con la Camicia” giravamo un’improvvisata gag ricca di amara ironia per denunciare la nuova triste condizione del sito, un gruppo di ragazzini giocavano all’interno dell’inadeguata recinzione originale del monumento di Ferdinando a cavallo e né una coppia di agenti della Polizia Municipale né i militari si preoccupavano di ricondurli all’esterno. Chi di dovere, poi, neanche provvede a coprire certi scempi, prima che sia troppo tardi. Sì, perché questo è un braccio di ferro che vincono i più deboli.

Plebiscito: al via il restyling

ma quali misure per la sorveglianza e l’illuminazione?

Angelo Forgione – Partiranno entro il mese di luglio i lavori di restyling di Largo di Palazzo, alias piazza del Plebiscito, che dureranno almeno due anni, periodo durante il quale, come annunciato dal Comune di Napoli e dal Provveditorato alle Opere Pubbliche, si procederà al restauro del colonnato della basilica di San Francesco di Paola e al recupero dell’ipogeo. 3 milioni di euro che si aggiungono ai 15 già da tempo stanziati dal Ministero dei Beni Culturali per il recupero di Palazzo Reale, in partenza entro fine 2013. L’assessore alla Cultura e al Turismo Nino Daniele ha annunciato che sarà tutta l’insula compresa tra piazza del Plebiscito e il Porto ad essere interessata da importanti interventi di restauro e di valorizzazione.
C’è da esclamare un corale “finalmente!”, anche se, una volta recuparato l’antico Largo di Palazzo si porrà il problema della conservazione del decoro dei luoghi, che, a distanza di venti anni dall’ultimo recupero (1994), e ormai da troppo tempo, versano in condizioni inaccettabili. Al momento non trapelano notizie su eventuali interventi previsti per l’illuminazione, da sempre umiliante in piazza come in tutti i luoghi monumentali della città, e la videosorveglianza.

Sostegno alla Treves, sostegno alla cultura che muore

Angelo Forgione – Si è svolto a Piazza del Plebiscito l’incontro sul caso Treves e abbandono della piazza, per richiamare con forza l’attenzione delle istituzioni sulle gravi difficoltà in cui versa la maggior parte delle realtà culturali napoletane. Il dibattito si è svolto in una piazza abbandonata, dove regna il degrado su tutti i versanti. Presenti i soliti noti, e NapoliUrbanBlog tra le pochissime fonti informative che hanno raccolto le varie voci inascoltate.
Nel mio intervento, ho sottolineato ai presenti che la chiusura della Treves sarebbe un’ulteriore operazione di negazione della cultura, avviata da anni in questa città. Chiudere una libreria è come lasciare vuoti (come sono) i leggii dei monumenti equestri in modo che i napoletani non sappiano chi raffigurino e chi li abbia scolpiti. Chiudere una libreria è come rubare libri antichi dalla libreria dei Girolamini.

Plebiscito occupato… dal degrado. Tutti in piazza!

scritte plebiscitoAngelo Forgione – “Il Mattino” di oggi, 22 Gennaio ’13, torna sullo sfascio del colonnato di Piazza del Plebiscito. Ennesimo grido di dolore, sollecitato per la verità dall’amico Francesco Emilio Borrelli, commissario regionale dei Verdi Ecologisti, col quale ci ritroveremo sul posto Sabato 26 alle ore 11 per affrontare la vicenda della libreria Treves in funzione di tutto il recupero dello slargo. In quell’occasione si terrà un’assemblea-dibattito con vari protagonisti del mondo culturale e della società civile in difesa della storica libreria, con l’obiettivo di richiamare con forza l’attenzione delle istituzioni sulle gravi difficoltà in cui versano la maggior parte delle realtà culturali napoletane. È auspicabile che partecipino tutti i cittadini sensibili alle problematiche specifiche della piazza e dell’intera città in generale. Perchè il lamento non basta più!
Radio Marte, nello spazio delle “news regionali” di Peppe Varriale, inserito nel pragramma “La Radiazza” di Gianni Simioli, ha voluto ospitare il mio parere sulla triste vicenda. E nel frattempo, è previsto per domani un mio incontro con Maarten van Aalderen, corrispondente da Roma del principale quotidiano olandese “De Telegraaf”, che sarà a Napoli per raccogliere l’allarme lanciato da alcuni comitati civici, V.A.N.T.O. e Portosalvo in testa, e realizzare un reportage sulle gravi condizioni del centro storico.

La libreria “Treves” muore nel colonnato abbandonato

«Non deve esistere che tutta questa area sotto il porticato debba essere orinatoio o ci debbano stare saracinesche abbassate, o serrande o ferraglia. Napoli deve essere sempre unita di un percorso di vivibilità sempre aperta».
Queste furono le parole di Luigi De Magistris in campagna elettorale, pronunciate proprio sotto i portici di San Francesco di Paola, dove si trova la libreria Treves di Rino De Martino. Il porticato, così come un po’ tutta la piazza, non è di competenza del Comune e quelle promesse, evidentemente, non potevano essere mantenute. E già questo è scandaloso in un paese che dovrebbe tutelare uno spazio che è simbolo di un’architettura Neoclassica che, partendo dai fermenti degli scavi di Ercolano e Pompei, ha cambiato i gusti d’Europa nel Settecento; mentre invece le complesse pastoie burocratiche continuano ad essere un alibi per gli affanni degli enti preposti alla salvaguardia del patrimonio monumentale, napoletano e italiano.
Quando nel 2006 Rino De Martino entrò nei locali del porticato, sfrattato da Via Toledo, ebbe rassicurazioni sulla rivalutazione del luogo. Ma mai nulla è stato fatto e oggi il colonnato è sempre più orinatoio e scrittorio (su muri e marmi), condito da infiltrazioni d’acqua “tamponate” con reti di protezione per evitare che i calcinacci colpiscano i pochi passanti e “arricchito” dai preziosi monumenti equestri del Canova nel completo oblio. La vicenda è ingarbugliata. La società privata “Romeo Gestioni” ha segnalato alla Giunta De Magistris che la libreria non ha provveduto a sottoscrivere il contratto di locazione e non ha ottemperato al pagamento dei canoni, una somma che ammonterebbe a 162.500 euro. De Martino non ha stipulato il contratto, e il Comune neanche perché inadempiente rispetto alla rivitalizzazione dei locali che detiene in fitto. Ma una cosa è certa: 2500 euro di fitto per un luogo che ha solo storia umiliata e nessuna attenzione, sembrano davvero ingiustificati.
Nel servizio di “Napoli Urban Blog” curato da Antonella Cozzi e Carlo Maria Alfarano, lo stesso De Martino esprime il suo pensiero sulla vicenda che sta a cuore anche a noi. Sia per le nostre insistenti e incessanti denunce sulle condizioni di degrado monumentale dell’intera piazza che per l’importanza dell’attività della “Treves” che, grazie a De Martino, è anche aperta a gratis per chiunque ha bisogno di un luogo di dibattito, rendendosi unico cuore pulsante in un luogo in stato comatoso.

firma la petizione online per salvare la “Treves”

Plebiscito, Cassa Armonica e Guglia dell’Immacolata. Restauri in vista?

Angelo Forgione – L’iniziativa di massa supportata da Radio Marte volta alla sensibilizzazione verso le condizioni di Piazza del Plebiscito inizia a dare incoraggianti segnali. La Sovrintendenza di Palazzo Reale, nella quale da poco si è insediato Giorgio Cozzolino, sta rispondendo a tutti con il seguente messaggio:
“il Provveditorato alle OO.PP per la Campania compulsato da Questa Soprintendenza ha finanziato i lavori di restauro e di consolidamento del Complesso Monumentale di San Francesco di Paola. I lavori inizieranno tra breve dopo aver espletato le formalità amministrative. Il progetto è stato approvato da Questa Soprintendenza che eserciterà l’alta sorveglianza di competenza”.
Buona notizia certamente, in attesa di poter conoscere i dettagli dell’operazione e capire che valorizzazione sarà data ai monumenti equestri del Canova e che ne sarà del Palazzo Salerno che cade a pezzi, mentre anche per il Palazzo Reale sono già stati annunciati corposi interventi di restauro grazie allo stanziamento del CIPE. Resta ovviamente il problema dell’illuminazione e quello della conservazione del colonnato una volta ripristinato che, senza opportune misure di sicurezza, sarebbe comunque oggetto di aggressione umana.
Buone notizie anche sul fronte della Cassa Armonica in Villa Comunale, privata della pensilina policroma in vista delle “world-series” della Coppa America di vela (i cui pezzi sono riversi in un cantiere all’aperto nelle immediate prossimità). Lo staff del sindaco De Magistris ci informa che, stante la mancanza di fondi comunali e le lungaggini relative alla soluzione di eventuali contenziosi con l’azienda che non ha completato gli interventi pattuiti, si è deciso di risolvere la questione utilizzando il contratto di sponsorizzazione, nuovo strumento di cui si è dotato il Comune di Napoli. Già alcune aziende avrebbero manifestato la volontà di eseguire i lavori apponendo pubblicità sui ponteggi; a giorni dovrebbe arrivare in Giunta una delibera ad hoc per la sponsorizzazione della Cassa Armonica, che avverrebbe con manifestazione pubblica.
Tutto questo sperando che i lavori di restauro della pericolante Guglia dell’Immacolata di Piazza del Gesù, previsti in partenza dal prossimo Dicembre e per due anni di durata come si evince dal “Programma Triennale dei Lavori Pubblici” del Comune di Napoli approvato lo scorso Giugno. Il dubbio c’è perchè, sul documento online, cinque righi dopo l’intervento approvato per la guglia è segnalato quello per il restauro della Cassa Armonica previsto per Settembre ’13, ossia tra un anno.
È evidente che la certezza dei tempi e degli interventi è un optional, così come la volatilità di alcune promesse del passato non rispettate. Vigiliamo!

Crollo al colonnato del Plebiscito, ancora infiltrazioni d’acqua. È questa la nuova Napoli?

Un anno fa avevamo lanciato l’allarme: infiltrazioni d’acqua nel colonnato di Piazza del Plebiscito e pericolo incombente. Non ci voleva molto per prevedere danni perchè, si sa, l’acqua non risparmia di certo l’architettura monumentale. Allarme lanciato nel vuoto, ancora una volta in quattro anni di richieste di attenzioni per l’intera piazza formulate nel deserto. Con noi, per la TGR, anche Rino De Martino della libreria Treves, ma gli enti competenti per il sito non hanno fatto nulla in questi ultimi dodici mesi, così come il Comune che non stimola alcun dibattito sulle condizioni della piazza.
Nessuno ha posto rimedio ad un’emergenza che travolge un monumento massimo dell’architettura neoclassica e i danni si sono acuiti con le piogge di Venerdì scorso che hanno lasciato segni dolorosi (vedi foto). E così continua a crollare il patrimonio architettonico e culturale di Napoli per colpa dell’incuria e del disinteresse di persone senz’anima e sensibilità.
Grida d’allarme inascoltate, conseguenze preannunciate e colonnato transennato, si fa per dire, con nastro di plastica e protezione civile che starebbe per far rimuovere quei pochi tavolini al servizio dei pochi turisti e cittadini che hanno il coraggio di avventurarsi sul posto. E stiamo parlando di un luogo storico, di un monumento di rilevanza internazionale, non certo di una piazzetta qualunque. Ma stavolta diciamo “per fortuna”, perchè non sarebbe bello ritrovarsi sotto una pioggia di intonaco. I detriti sono tutti li.
La piazza è ormai abbandonata al suo destino e il nuovo spot del rinascimento napoletano, che in realtà non c’è, si chiama “lungomare liberato” dove peraltro la Cassa Armonica di Errico Alvino resta smontata. Del foro che trasuda storia, oltre che acqua piovana, nessuno se ne cura ed è da troppo tempo uno scenario triste oltre che spettrale. I monumenti equestri del Canova (e dell’allievo Calì), mica uno scultore qualunque, restano prive di qualsiasi tabella informativa ed è più facile leggere i nomi di chi vi scrive sopra con le bombolette spray piuttosto che quelli dei personaggi raffigurati. Anche la proposta di valorizzarle è caduta nel vuoto, e potremmo elencarne altre.
Al momento delle foto, nonostante il bel tempo della giornata di Domenica, la volta del colonnato continuava a gocciolare e le evidenti tracce di umidità non promettono nulla di buono. Grazie, grazie e ancora grazie a tutti coloro che stanno cancellando la nostra identità nel silenzio compiacente di gran parte dei cittadini incapaci di indignarsi.

Si prega di inviare una email di protesta ai seguenti indirizzi di posta elettronica:
lucia.dimaro@interno.itfondoedificiculto@interno.it 

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