‘Napoli Capitale Morale’ a ‘La Radiazza’

Due chiacchiere sul nuovo libro Napoli Capitale Morale, nel giorno dell’uscita in libreria, al fortunato show radiofonico La Radiazza di Gianni Simioli, sulle frequenze di Radio Marte.

Ulisse legge Made in Naples

Angelo ForgioneUlisse, il piacere della scoperta, la fortunata trasmissione Rai di Alberto Angela, per la redazione della puntata dedicata a Napoli, ha utilizzato, tra le varie fonti, anche Made in Naples, come testimonia la storia del caffè tratta più o meno fedelmente dal relativo capitolo sul libro. Peccato però che non sia stata fatta citazione nei credits di chiusura. Poco male. L’importante è rimettere a posto la storia e anche smentire i luoghi comuni sulla specificità dell’espresso napoletano.

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La storia bandita al ‘San Paolo’. Dopo le bandiere tocca alle sciarpe.

Angelo Forgione sciarpeAncora sequestri di materiale recante lo stemma dell’antico Regno delle Due Sicilie allo stadio ‘San Paolo’ di Napoli. La vicenda ha ormai assunto connotati grotteschi. A novembre scorso partì la censura delle bandiere storiche, e il Gruppo Operativo di Sicurezza della Questura informò che tale simbologia avrebbe dovuto essere associata ai simboli e ai colori del Calcio Napoli. Ora, improvvisamente, vengono sequestrate sciarpe azzurre con simboli storici, e non è pensabile che siano state sottratte solo perché prive dello stemma ufficiale della SSC Napoli, o perché magari materiale non ufficiale. A questo punto bisogna chiedersi perché la linea ufficiale firmata dallo sponsor tecnico, che stava facendo registrare un picco di vendite mai verificatosi prima, sia improvvisamente sparita dagli stores ufficiali del club azzurro.
Quanto si sta verificando, con incomprensibile accanimento da qualche mese – lo dico da studioso e saggista di storia e scienze sociali – è grave. Non si tratta di affermare forme politico-nazionali ormai superate ma di diritto negato all’ostentazione dell’identità storica e alla rivendicazione non violenta, in un luogo pubblico come lo stadio, della dignità culturale di un popolo, peraltro bersagliato con cori e striscioni infamanti e razzisti in tutti gli impianti d’Italia, dove si vedono simboli ed espressioni offensive di ogni tipo.
Sulla vicenda si sono espressi univocamente anche Gianni Simioli, popolare conduttore de La Radiazza (Radio Marte) e il consigliere regionale di Davvero Verdi Francesco Emilio Borrelli:
“Questa vicenda non può passare sottotraccia. Pur non essendo neoborbonici, troviamo incredibile e ingiustificabile che delle sciarpe da tifosi con il simbolo delle Due Sicilie vengano sequestrate privandoli della libertà di esprimere le proprie idee culturali e storiche in modo pacifico. Negli stadi da anni sono stati consentiti simboli neofascisti o anche neonazisti senza che nessuno sia intervenuto. Sono state accettate scritte inneggianti alla violenza, alla criminalità o anche alla camorra. Quasi in ogni partita i tifosi napoletani vengono insultati e denigrati con cori razzisti o offensivi e ci si concentra nel sequestrare delle sciarpette con simboli identitari? Chi ha deciso il sequestro dovrà risponderne in tutte le sedi opportune”.

Ultras fottuti o depurati? Pallotta e Agnelli, le due facce del Calcio italiano

Angelo Forgione Antonello Venditti chiede conciliazione tra romanisti e napoletani e incontra Antonella Leardi nel backstage del suo concerto napoletano all’Immacolata. Ma i tifosi giallorossi ignorano la richiesta, insultano la mamma di Ciro Esposito, e danno il “buon” esempio ai più giovani con uno nuovo coro razzista, durante il “derby del sole” del campionato Primavera, sulle note di “L’estate sta finendo” dei Righeira.
A chiedere scusa, stavolta, è il giornalista Furio Focolari (ex Rai) dai microfoni romani di Radio Radio, e poi intervenuto anche sulle emittenze napoletane di Radio Marte: «Quella minoranza non deve rappresentare Roma. Tra noi romani e voi Napoletani siamo uniti da una filosofia comune solo nostra, noi papalini e voi borbonici, vediamo la vita dal lato positivo. Certi imbecilli non c’entrano con Roma e andrebbero isolati».
Andrebbero isolati, ma nessuno vuole farlo. Quello che accade è il più logico risultato di un insabbiamento operato dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio, figlio delle volontà di certi presidenti che un anno e mezzo fa dettarono le semplici multe invece di condannare fermamente il fenomeno e di chiedere l’individuazione chirurgica dei responsabili. Al prossimo incidente grave si dovrà chiedere alla dirigenza della Juventus se sarà convinta che la “discriminazione territoriale” è una “forma tradizionale di insulto catartico”, così come suggerito nello studio sul razzismo finanziato dal club bianconero e presentato da Andrea Agnelli all’Unesco, issatosi a faro della lotta al razzismo ma indicando a tutto il movimento di tollerare i cori contro Napoli.
C’è oggi il presidente del massimo club italiano che traduce il razzismo in campanilismo e paga uno studio che lo ritiene purificatore, e ce n’è un altro, pure proprietario di un club tra i più importanti, che si scontra senza timori coi suoi ultras definendoli “Fucking idiot and assholes…” per le offese ad Antonella Leardi. “Questi tifosi sono degli str… e dei fottuti bastardi…”, questa la traduzione delle parolacce per cui il presidente della Roma, James Pallotta, è contestato della Curva Sud, pubblicate dopo l’esposizione dello striscione contro la mamma di Ciro in occasione del match tra Roma e Napoli della scorsa primavera. Parole chiare, che mai sono state pronunciate dai presidenti dei club italiani, talvolta vincolati alle “curve” da perversi rapporti. Il presidente della Roma non si oppose alla squalifica della curva, al contrario di quanto fecero gli altri illustri colleghi, tutti uniti a far fronte comune al tempo delle chiusure dei settori. Non è un caso che il proprietario della seconda squadra sia straniero e viva negli Stati Uniti, lontano dal nostro Paese e dalla sua sottocultura sportiva. Non è un caso neanche che lo zio d’America sia già isolato dalle altre società, oltre che dagli ultras della sua squadra. E ora iniziano ad isolarlo anche le istituzioni. Forse capirà che investire in Italia non è un grande affare.

Premio “Gallo d’Oro 2014”, riconoscimento ad Angelo Forgione

premio_gallodoro_1Si terrà a Mariglianella, nelle serate del 3, 4 e 5 settembre, l’ottava edizione del “Premio internazionale Gallo d’Oro” in memoria di Franca Rame. Tanti i temi che saranno toccati durante la kermesse strutturata in tre giorni di interventi e riconoscimenti, tutti con inizio alle 21:00 in piazza Carafa – via Parrocchia.
La prima serata sarà dedicata a Ciro Esposito, il tifoso napoletano morto a Roma dopo gli eventi dell’ultima finale di Coppa Italia. L’appuntamento di Giovedì sarà invece dedicato alla detenzione femminile. La chiusura di Venerdì sarà invece incentrata sull’inquinamento nella “Terra dei fuochi” e sulla speranza di una Terra da risollevare, con interventi e premiazioni per personalità che si sono distinte per azioni positive in difesa di Napoli e della sua gente, tra cui Angelo Forgione, “in nome dei valori della legalità e della giustizia in difesa della Napoletanità nobile e sincera, e  in virtù del libro Made in Naples che esalta le qualità di una città stretta tra Inferno e Paradiso”. Premiati, tra gli altri, anche Gianni Simioli e Francesco Emilio Borrelli per la comunicazione radiofonica identitaria dai microfoni de “la Radiazza”.

(clicca sulla locandina per leggere il programma completo)

Crollo Galleria Umberto I non casuale e non isolato

La lunga lista dei momumenti di Napoli che crollano. E l’Unesco aspetta.

Angelo Forgione – Napoli crolla. E non ce ne accorgiamo solo oggi che un ragazzo di quattordici anni è finito sotto i calcinacci della Galleria Umberto I. L’incuria e l’imperizia hanno aggiunto degrado a degrado. Monumenti, palazzi, alberi, lampioni… La mancanza di manutenzione e, soprattutto, di una cultura del decoro e della conservazione dei beni sta presentando il conto da qualche tempo.
Dopo decenni è arrivato il momento del dramma monumentale per il Centro Storico di Napoli, il più esteso d’Europa, e per tutto quello che gli gravita attorno. L’Unesco lo sa benissimo da tempo, e perciò ha deciso di stanziare un bel gruzzolo di euro per riqualificare il cuore di Napoli e non perdere tutto l’antichissimo patrimonio artistico e storico che custodisce. Da Parigi c’è l’attenzione ma a Napoli manca ancora l’azione, che si perde tra ipotesi, dibattiti, progetti e liti tra Comune e Soprintendenza, che non riescono neanche a far rigar dritto i privati. Ma mentre il medico studia il malato muore. Chiese, palazzi storici e monumenti vari sono già coinvolti nella stagione dei crolli, che è iniziata da tempo. Camminare per Napoli, se i cornicioni non mettono a rischio la vita, è una tristezza infinita. Gran parte dei monumenti e degli edifici storici di Napoli sono imbragati, in attesa del miracolo finanziario. E I “visitatori” più assidui  sono diventati i Vigili del Fuoco, pronti a intervenire per spicconare e piazzare reti e teloni di contenimento. Basta alzare lo sguardo e se ne vedono ovunque: Galleria Umberto I, Galleria Principe di Napoli, facciata laterale del San Carlo su piazza Trieste e Trento, Palazzo Salerno, Guglia dell’Immacolata, Guglia di Santa Maria di Portosalvo, Basilica di Capodimonte, Complesso monumentale dei Girolamini, Ponte di Chiaia, Cassa Armonica della Villa Comunale, cortili interni di Palazzo Reale ed edifici nei Decumani. Sono solo alcuni degli sbriciolamenti della storia e della cultura in corso. Senza contare il cedimento del palazzo ottocentesco Guevara di Bovino alla Riviera di Chiaia. E meno male che alla Basilica di San Francesco di Paola sono iniziati i lavori di restauro. Inevitabili dopo la caduta dei calcinacci del porticato. Tutti sapevano che la Galleria Umberto I sputava pezzi su ogni versante da dieci anni almeno. Prima o poi qualcuno ci sarebbe finito sotto. Ma il problema non è circoscritto. Crollano Pompei e la Reggia di Caserta, e non ci vuole molto a capire che la crisi per un’area antichissima come quella napoletana è di sistema.

Fatturato del caffè napoletano in crescita. Eccellenza da proteggere con un consorzio.

Continuano le polemiche sulle performance di Andrej Godina a Napoli. Da “la Radiazza” (Radio Marte), l’analisi di Angelo Forgione sulla vulnerabilità della grande tradizione del caffè napoletano sul mercato e sull’incapacità napoletana di fare marketing nonché la denuncia di Walter Wurzburger, responsabile commerciale caffè Kenon, sui reali intenti dell’operazione in corso: «il fatturato delle aziende napoletane del caffè è in crescita e sta dando fastidio ai competitors».