Napoli Capitale Morale a Mattina 9

Due chiacchiere con Claudio Dominech su Napoli Capitale Morale e, più in generale, su Napoli, il Sud e l’Italia a ‘Mattina 9’ (Canale 9 Napoli).

Il conflitto interiore dello juventino del Sud che guarda le trasmissioni sul Napoli

A Linea Calcio (Canale Otto), due chiacchiere con Silver Mele  sul calcio italiano, sulle polemiche attorno al VAR, sull’egemonia della Juventus e possibilità scudetto del Napoli, sul discusso titolo del Roma (“È fuga con la Rubentus”) e relative minacce. Con una interessante telefonata di un tifoso juventino di Calabria che è interessante spunto di riflessione.

In soccorso della lingua napoletana

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La lingua napoletana è sempre più presente su cartelloni pubblicitari, insegne di Napoli e iniziative commerciali varie, ma aumentano gli errori, anche da parte di napoletani stessi, non solo di scrittura di un idioma “vulnerabile” che va trasformandosi per molteplici cause, prima fra tutte l’assenza d’insegnamento, in un territorio in cui è già deficitario l’apprendimento delle lingue internazionali. Proviamo a far da soli.
Di seguito i link per il download di due file pdf di grammatica napoletana, di cui uno essenziale per avviare a una corretta scrittura, curato dal sottoscritto, e un altro, assolutamente più articolato, redatto nel 1889 da Raffaele Capozzoli.

► Vedemecum per scrivere in Napoletano corretto – di Angelo Forgione

► Grammatica napoletana completa – di Raffaele Capozzoli

Napoli e Milano sul palco

È andata in scena l’anteprima dell’adattamento teatrale di Napoli Capitale Morale all’Avanposto Numero Zero di Napoli.
Sul palco, con le letture di Marilia Marciello e le musiche del Maestro Raffaele Cardone, per la regia Egidio Carbone Lucifero, ho portato l’essenza del dialogo tra Napoli e Milano, interrotto dall’Unità e dall’Italia sradicata dalle sua Cultura.
A far Cultura, nonostante tutto, ci proviamo.

Questione catalana, meridionale e napoletana

In una puntata speciale di Club Napoli All News, le istanze catalane e quelle meridionali, che pochissimo hanno in comune. Al netto delle manganellate franchiste di Madrid, la politica di Barcellona sfrutta il vero sentimento identitario per questioni economiche, e assomiglia più a quella di Lombardia e Veneto, con i loro referendum. La secessione lasciamola ai popoli colonizzati, non alle politiche “leghiste”.
E poi, l’Italia che non esiste e i problemi di Napoli, a tutto tondo.

La vera storia della pizza margherita a ‘Melaverde’

Yuri Buono, giornalista pubblicista e imprenditore nel settore food, legge Made in Naples e racconta la vera nascita della pizza ‘margherita’, svelando il vero segreto della qualità napoletana, nella trasmissione ‘Melaverde’ di Canale 5.

Sud palla al piede o colonia del Nord?

Angelo Forgione A Quinta Colonna per reclamare che il Sud non è affatto palla al piede ma colonia, e che la vera questione nazionale è meridionale, non settentrionale.
A dibattito, io, scrittore, coi politici Maurizio Gasparri (FI), Davide Ermini (PD) e Roberto Marcato (LN) sul tema del separatismo e del secessionismo economico alla trasmissione filo-leghista di Rete 4 che ha analizzato l’inesistente questione settentrionale dimenticando l’atavica, cronica e primaria Questione meridionale. L’ho dovuta tirare in ballo io.
Il confronto più serrato è stato proprio col leghista Marcato, tra trasferimenti statali del Nord al Sud e flussi economici dal Sud al Nord. Indigesto per il Settentrione produttivo dover accettare la dipendenza dal Sud consumista.

Chi ci guadagna di più? Non potevo certo entrare nel dettaglio in quel poco tempo concessomi. Lo faccio qui. Il calcolo è noto a chi mi legge, ed è presto ripassato.
Il residuo fiscale di Lombardia, Veneto, Emilia Roagna e, in parte, Piemonte, regioni che finanziano il resto del Paese per effetto della ridistribuzione dei trasferimenti statali, dall’area più ricca a quella più povera, è quantificato in circa 50 miliardi di euro annui dal sociologo Luca Ricolfi, docente torinese di psicometria, nel suo saggio Il sacco del Nord – Saggio sulla giustizia territoriale. Più considerevoli sono i 63 miliardi di euro (su 72 di spesa complessiva), sempre su base annua, che i meridionali versano per acquisti di beni e servizi settentrionali, pari a un terzo dell’intera produzione della parte industrializzata d’Italia. Il calcolo è dall’economista sardo Paolo Savona, professore emerito di politica economica e docente di geopolitica economica, coadiuvato dagli omologhi Zeno Rotondi (Unicredit) e Riccardo De Bonis (Banca d’Italia), nella pubblicazione Sviluppo, rischio e conti con l’esterno delle regioni italiane’. Lo schema di analisi della “pentola bucata. Nel conto in rosso del Sud ci sono anche circa 2 miliardi di euro annui (dati SDO-Sole 24 Ore Sanità) di spesa per la “migrazione sanitaria” dei meridionali che vanno a farsi curare in Alta Italia. Si tratta di risorse che vengono investite sul territorio di destinazione, incrementando il divario e riducendo la capacità di recupero del Mezzogiorno, le cui carenze, sia reali che percepite, sono mal gestite dal Servizio Sanitario Nazionale. Lombardia, Emilia Romagna, Toscana e Veneto le regioni, nell’ordine, che ci guadagnano di più; Lazio, Puglia, Sicilia, Calabria e, in fondo a tutte, Campania quelle che ci rimettono maggiormente. Il totale farebbe 65 MILIARDI, ma a questi bisogna aggiungere i 20miliardi di euro annui che il Sud spende per la formazione universitaria dei giovani che poi vanno a rifornire il Nord. Il totale farebbe 85 miliardi, senza considerare la spesa pubblica corrente (stipendi, pensioni, sanità) e la spesa in conto capitale (investimenti e opere pubbliche), superiore al Nord.
Ed ecco smascherato l’esercizio dei leghisti che, con la complicità forte e colpevole di buona parte dei media, hanno indirizzato il dibattito a Nord, sostituendo un proprio vantaggio ad un problema reale del paese. La questione prioritaria da meridionale è diventata settentrionale. Se si risolvesse la prima e il paese si riequilibrasse, il Nord smetterebbe di staccare l’assegno e il Sud smetterebbe di comprare l’intero 70% della produzione industriale del Nord. Altro che “sacco del Nord”, il sacco è a Sud ed è pieno di merci settentrionali.
50 miliardi contro 85. Il saldo è positivo per il Nord (anche escludendo i 2 miliardi di migrazione sanitaria meridionale e i 20 per la consegna “chiavi in mano” degli istruiti giovani del Sud). Serve dire altro? Sì. Controllate le etichette e comprate Sud!