Napoli asfissiante, così i calciatori fuggono!

Napoli asfissiante, così i campioni fuggono!

lasciare gli azzurri in pace per strada è indice di civiltà

È un problema che viene da lontano quello del fanatismo verso i calciatori del Napoli. Ciò che gli viene dato in termini di calore e seguito si trasforma in un boomerang nella vita privata. Maradona chiese a Ferlaino di lasciarlo andare a Marsiglia anche perchè non ce la faceva più a dover vivere di notte, lui che non sarebbe mai andato a giocare in nessun’altra città italiana. Ora sono gli attuali alfieri azzurri a lanciare messaggi di intolleranza all’eccessivo calore della piazza. Non possono mettere piede in città che scatta il delirio ingiustificato, il fanatismo più degradante, quella mancanza di rispetto per la privacy che è diritto di ognuno, quella ressa condita da grida che rende impossibile vivere Napoli in santa pace con le proprie famiglie.
Lavezzi ha detto in prima persona e per bocca del suo agente che a Napoli vive male e che quando il figlio lo raggiunge dall’Argentina non può neanche portarlo al parco a causa dell’assalto della gente. «Napoli è molto bella, ma per noi calciatori è difficile visitarla a fondo. Sono stato una sola volta al Castel dell’Ovo, per la presentazione di un motorino. E nemmeno sono stato a Pompei. Vorrei un giorno, uno solo, di normalità. Mi basterebbe. Vorrei uscire per una volta come una persona qualunque, prendere un caffè, fare una passeggiata con la mia donna, portare mio figlio al cinema senza bisogno di camuffarmi, nascondermi e scappare».
Gli fa eco Cavani che sogna di godersi la città senza l’affetto esagerato dei tifosi. «È molto difficile fare una vita normale. I napoletani vivono di calcio e il nostro lavoro non ci permette di fare molte attività specie in questo momento dove, grazie a Dio, le cose stanno andando bene. Uscire di casa è difficile, la gente mi ferma continuamente e non riesco a stare con Maria Soledad e Bautista». E perciò “el Matador” va a cercare altrove quello che fatica a trovare a Napoli.
Anche Gargano mostra la sua insofferenza: «Napoli è una città bellissima ma non possiamo uscire di casa e vederla, la passione dei tifosi ci impedisce di poter andare in giro per la città. Io voglio vivere solo in pace con la mia famiglia, qui a CastelVolturno posso farlo e mia moglie può passeggiare senza problemi». Il DG Fassone ha commentato da esterno questo fenomeno:  «È una città difficile da gestire, ma anche entusiasmante per come ti accompagna. La passione del tifoso napoletano è talmente travolgente che vanno prese le misure necessarie per lavorare tranquilli».
Malcostume, inciviltà e autolesionismo, di questo si tratta, e va detto. I calciatori sono uomini come tutti, felicissimi di ricevere giubilo e cori allo stadio ma infastiditi e impauriti dal contatto di massa. E hanno tutto il diritto di visitare e godersi Napoli, città che gli offre bellezze uniche ed è invece gabbia dorata. Certo è che fama e danaro potrebbero giustificare il fanatismo e qualche fastidio da sopportare, ma il problema non è dei calciatori bensì di chi li asfissia che non si accorge di quanto assottigli la propria dignità. Basterebbe la misura, un semplice saluto o un complimento senza arrivare al contatto invasivo e di massa. Dunque, non è che sia il caso di fare gli avvocati difensori dei già privilegiati calciatori e sia ben chiaro che se il fenomeno si limitasse sarebbe nell’interesse esclusivo dell’immagine dei napoletani.
È bene che tutti lo capiscano, e che siti e i quotidiani che si occupano del Napoli si facciano promotori di una sensibilizzazione in tal senso, perchè anche questo è progresso sociale per la nostra città.

8 pensieri su “Napoli asfissiante, così i calciatori fuggono!

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  2. Pingback: Privacy dei calciatori, Gianni Simioli ascolta i tifosi « il blog di Angelo Forgione – Movimento V.A.N.T.O.

  3. Ma che schifo, è normale che poi vogliano andarsene!
    Ho guardato i tre video ripetendo costantemente:” Madò, poverini, poverini!”
    Sinceramente, il mio sogno più grande era quello di incontrarli, ma se devono passare tutto questo preferisco continuare a sognare!

  4. Sono sempre più convinto di far bene a strafottermene del calcio e, soprattutto, degli undici mercenari in mutande che corrono dietro un pallone, nei quali, per motivi a me oscuri, i miei concittadini si identificano.
    Il Sig. Lavezzi dice: “Vorrei uscire per una volta come una persona qualunque”? Beh, allora io rispondo al Sig. Lavezzi che egli non è una persona qualunque. E’ un super-privilegiato, cui vengono corrisposte, in un solo anno, cifre che la maggior parte di noi “comuni mortali” non riuscirebbe nemmeno a immaginare di ottenere vivendo dieci vite “normali”.
    Inoltre, Lavezzi, Cavani e soci abitano in case extralusso, poste in siti esclusivi, cui i napoletani “qualunque” non possono neppure accostarsi.
    E ancora: ai suddetti signori piace essere osannati da folle in delirio negli stadi? Si sentono gratificati dal pensiero che nella maggior parte delle abitazioni e degli esercizi commerciali di Napoli compaiono i loro poster e le loro foto? Le “persone qualunque” guardano a loro come se fossero semidei, sì o no?
    E allora non scocciassero: i privilegi si pagano!
    Pensino piuttosto che la loro fama è enorme, ma effimera. A quarant’anni la gente si sarà scordata pure delle loro facce!
    Perciò, si godano la ricchezza e le ville a Posillipo: non sfottessero!
    Cavani se ne vuole andare perché – poverino! – “uscire di casa” gli risulta difficile?
    Per quanto mi riguarda, gli canto il “refrain” di una canzone nostrana: guagliò, “si te vuo’ sciogliere, ‘a strada è libbera: puo’ cammenà”!
    E voi, concittadini miei, invece di sprecare entusiasmo, soldi e fatica per questi quattro venduti, perché non “vuttate ‘e mmane”, così da migliorare la situazione di Napoli, a beneficio di voi stessi e dei vostri figli?

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