Privacy dei calciatori, Gianni Simioli ascolta i tifosi

Angelo Forgione e l’assalto ai calciatori del Napoli

su Radio Marte, l’insofferenza degli azzurri all’amore smisurato

L’eco delle parole di Lavezzi, Cavani e Gargano in cerca di pace durante lo shopping e le impossibili passeggiate napoletane non poteva non arrivare alla radio ufficiale del Calcio Napoli e, a “La Radiazza”, Gianni Simioli ha raccolto con ironia la “campagna” di V.A.N.T.O., ascoltando Angelo Forgione per poi svelare un personalissimo “scoop”.

“Abbandona il calciatore in strada”

Napoli asfissiante, così i calciatori fuggono!

Napoli asfissiante, così i campioni fuggono!

lasciare gli azzurri in pace per strada è indice di civiltà

È un problema che viene da lontano quello del fanatismo verso i calciatori del Napoli. Ciò che gli viene dato in termini di calore e seguito si trasforma in un boomerang nella vita privata. Maradona chiese a Ferlaino di lasciarlo andare a Marsiglia anche perchè non ce la faceva più a dover vivere di notte, lui che non sarebbe mai andato a giocare in nessun’altra città italiana. Ora sono gli attuali alfieri azzurri a lanciare messaggi di intolleranza all’eccessivo calore della piazza. Non possono mettere piede in città che scatta il delirio ingiustificato, il fanatismo più degradante, quella mancanza di rispetto per la privacy che è diritto di ognuno, quella ressa condita da grida che rende impossibile vivere Napoli in santa pace con le proprie famiglie.
Lavezzi ha detto in prima persona e per bocca del suo agente che a Napoli vive male e che quando il figlio lo raggiunge dall’Argentina non può neanche portarlo al parco a causa dell’assalto della gente. «Napoli è molto bella, ma per noi calciatori è difficile visitarla a fondo. Sono stato una sola volta al Castel dell’Ovo, per la presentazione di un motorino. E nemmeno sono stato a Pompei. Vorrei un giorno, uno solo, di normalità. Mi basterebbe. Vorrei uscire per una volta come una persona qualunque, prendere un caffè, fare una passeggiata con la mia donna, portare mio figlio al cinema senza bisogno di camuffarmi, nascondermi e scappare».
Gli fa eco Cavani che sogna di godersi la città senza l’affetto esagerato dei tifosi. «È molto difficile fare una vita normale. I napoletani vivono di calcio e il nostro lavoro non ci permette di fare molte attività specie in questo momento dove, grazie a Dio, le cose stanno andando bene. Uscire di casa è difficile, la gente mi ferma continuamente e non riesco a stare con Maria Soledad e Bautista». E perciò “el Matador” va a cercare altrove quello che fatica a trovare a Napoli.
Anche Gargano mostra la sua insofferenza: «Napoli è una città bellissima ma non possiamo uscire di casa e vederla, la passione dei tifosi ci impedisce di poter andare in giro per la città. Io voglio vivere solo in pace con la mia famiglia, qui a CastelVolturno posso farlo e mia moglie può passeggiare senza problemi». Il DG Fassone ha commentato da esterno questo fenomeno:  «È una città difficile da gestire, ma anche entusiasmante per come ti accompagna. La passione del tifoso napoletano è talmente travolgente che vanno prese le misure necessarie per lavorare tranquilli».
Malcostume, inciviltà e autolesionismo, di questo si tratta, e va detto. I calciatori sono uomini come tutti, felicissimi di ricevere giubilo e cori allo stadio ma infastiditi e impauriti dal contatto di massa. E hanno tutto il diritto di visitare e godersi Napoli, città che gli offre bellezze uniche ed è invece gabbia dorata. Certo è che fama e danaro potrebbero giustificare il fanatismo e qualche fastidio da sopportare, ma il problema non è dei calciatori bensì di chi li asfissia che non si accorge di quanto assottigli la propria dignità. Basterebbe la misura, un semplice saluto o un complimento senza arrivare al contatto invasivo e di massa. Dunque, non è che sia il caso di fare gli avvocati difensori dei già privilegiati calciatori e sia ben chiaro che se il fenomeno si limitasse sarebbe nell’interesse esclusivo dell’immagine dei napoletani.
È bene che tutti lo capiscano, e che siti e i quotidiani che si occupano del Napoli si facciano promotori di una sensibilizzazione in tal senso, perchè anche questo è progresso sociale per la nostra città.

Napoli città di m…? Forse perchè qualcuno ci defeca.

Napoli città di m…? Forse perchè qualcuno ci defeca.

Furti a Cavani, Hamsik e Lavezzi. I tre tenori colpiti trasversalmente, e gli ultimi colpi giungono puntuali nei giorni delle partite contro Manchester City e Atalanta. E così, la città è andata di nuovo sotto la lente d’ingrandimento nella domenica calcistica. Promosse la “Domenica Sportiva” (RAI) e “Che Domenica” (Sportitalia), bocciato “Controcampo Linea notte” Mediaset.
In RAI, Paola Ferrari mostrava chiaramente il frutto dello scambio privato di pensiero col sottoscritto, pronunciando quanto cercato di farle capire con documentazione di casistica, e cioè che “accade ovunque”, mentre tutto il parterre si dimostrava obiettivo, con Fulvio Collovati che chiosava con un «Napoli è una città meravigliosa».
A Sportitalia ci pensava Emiliano Mondonico a evidenziare che quando allenava a Napoli la moglie non ha mai avuto alcun problema e ha invece potuto apprezzare la disponibilità dei napoletani che le facevano credito nei bar dei quartieri spagnoli quando si accorgeva di non avere soldi con se.
Noti dolenti invece a “Controcampo”, orfano di Abatantuono ricordato da una sagoma alle spalle di Cruciani che non perdeva occasione per fare la domanda del secolo all’ospite Schelotto: «Avresti paura di andare a giocare a Napoli?». La risposta: «Quello che succede al di fuori non conta, in tutte le parti del mondo succedono queste cose, non è una bella cosa ma capita».
È vero, capita anche altrove, come è vero che la ristrettezza cronologica dei tre fatti ai tre giocatori più rappresentativi può far pensare ad un disegno prestabilito. La vendita dei biglietti online e il contrasto del bagarinaggio possono significare qualcosa, ma non spetta a noi dirlo. Le rapine, a Napoli come altrove, sono ormai all’ordine del giorno a prescindere che si tratti di personaggi noti e loro familiari o di semplici cittadini. E questo da l’esatta dimensione di un paese in cui alle forze dell’ordine sono stati tagliati drasticamente i fondi con conseguente consegna del territorio alla micro/macro criminalità. E sparare su Napoli, come sempre, è esercizio antico quanto comodo che non è utile alla discussione del reale problema.
Resta la frase violenta della fidanzata di Lavezzi Yanina Screpante che è da prendere come uno sfogo di una persona shoccata, perchè di questo si tratta. L’unico errore è stato quello di esternarlo su Twitter, regalandolo agli strumentalisti dell’informazione, ovvero coloro che non riportano una notizia ma la danno in pasto all’opinione pubblica ricamandoci sopra e tirando fuori pedissequamente da Wikipedia il dato statistico dell’Istituto Meridionale delle Scienze Forensi che parlò di 88 omicidi nella provincia di Napoli del 2005, periodo in cui la faida tra il clan camorristico dei Di Lauro e gli “scissionisti” di Secondigliano provocò 50 morti in pochi mesi. Sono passati sei anni e quella faida si è placata, le statistiche si sono evidentemente modificate e l’ultimo dato dell’Associazione Nazionale Forze di Polizia riporta Milano e Roma come maglie nere dei reati, seguite da Torino e solo dopo Napoli. Dati del 2010, e quelli del 2011 inchioderanno Roma al triste primato, con più di 30 morti per le strade della capitale, cosa evidenziata anche dallo stesso De Laurentiis. Ho già scritto più volte che, dall’ultimo rapporto sulla criminalità del Ministero degli InterniNapoli è dietro Catania in quanto a numero di scippi in rapporto al numero di abitanti, ma se parliamo di borseggi è ben dietro Venezia, Roma, Firenze, Torino, Genova, Milano e la capofila del borseggio Bologna. Classifiche confermate anche da “Il Sole 24 Ore” che confermano il dato degli scippi e modificano quello dei borseggi a favore di Napoli e a sfavore di Milano che si prenderebbe lo scettro scalzando Bologna e Genova. Con ciò non bisogna nascondere i problemi di Napoli ma dargli certamente la giusta dimensione, e chi fa un discorso diverso è in malafede.
Premesso che è dunque comprensibile, lo sfogo di Lady Lavezzi pecca solo di stile è arriva da una persona che è comunque ospite in una città ospitale dove il suo compagno riceve soldi e fama. La vera vergogna sono i commenti di alcuni cittadini alla sua reazione impulsiva, gente non shoccata in quel momento che sosteneva la frase della malcapitata. È questo ciò che i napoletani devono temere più di furti e rapine.
Chiudo con la dichiarazione del filosofo Domenico De Masi, che non si capisce perchè quando si parla di Napoli spunti fuori lui che è nato in provincia di Campobasso, si è laureato a Perugia e vive a Roma. Non perchè ha fatto il liceo a Caserta e ha avuto un ruolo di assistente di sociologia all’Università di Napoli deve essere per forza considerato un pensiero napoletano. De Masi ha chiuso il suo intervento a Repubblica.it dicendo che i napoletani che vogliono un cambiamento vanno via. Ebbene, De Masi non rappresenta lo spirito di Napoli che non rappresenta rassegnazione; e la rassegnazione non rappresenta l’uomo.
Ricordo che il pericoloso “fujitevenne” di Eduardo fu smentito da Eduardo stesso con il suo “ha dda passà ‘a nuttata”. Delle due l’una… mettiamoci d’accordo.

Tifosi tedeschi accoltellati, giocatori offesi con volgarità

Tifosi tedeschi accoltellati, giocatori offesi con volgarità
alcuni “napolesi” vogliono il male di Napoli

Angelo Forgione – Chi rincorre i tifosi tedeschi per accoltellarli, chi accoglie la squadra avversaria offendendo per il gusto di farlo (come se Ribery capisse il grido «’o sfreggiato”»).
Hai voglia a dire che accade dappertutto. Non c’è dubbio, ma non è certo un’attenuante; vuol dire che dappertutto c’è da arrossire.
Siamo nell’occhio del ciclone per colpa di alcuni “soliti”. Ci si danna per sgretolare il muro degli stereotipi e i maltrattamenti di chi non aspetta altro che fare del fatto napoletano, non diverso da quello altrui, un fatto solo napoletano al cubo. E poi arriva qualche “napolese” che di tutto ciò si rallegra perchè vuole che l’immagine di Napoli sia questa.
Per fortuna nel centro di Napoli, oggi, napoletani e tedeschi facevano foto abbracciati con maglie rosse e azzurre. E mentre scrivo, un gruppo di pittoreschi bavaresi in calzoni passano cantando allegramente. Questo è quello che ci piace vedere. Meritiamocelo!

Lettera al Console Generale della Germania per il Meridione Christian Much

Gentile Console Much,
i fatti accaduti in questi giorni che hanno messo sotto i riflettori il match di Champions League tra Napoli e Bayern Monaco non sono stati tutti piacevoli.
I quattro accoltellati, fortunatamente senza conseguenze rilevanti, vanno condannati e meritano le scuse dei Napoletani così come tutti i tifosi del Bayern che dovessero pensare di non aver ricevuto una buona accoglienza. I fatti non sono chiari ma sono accaduti, e per colpa dei soliti guastafeste, sparuti ma capaci di dare argomenti ai detrattori della città. Si sussurra che allo stadio, e quindi anche per le strade della città, fossero presenti frange della tifoseria rivale del Monaco 1860, e vogliamo sperare che i fatti più tristi non siano stati mistificati.
Ad ogni modo, rincorrere i tifosi avversari per accoltellarli e accogliere la squadra del Bayern offendendo per il gusto di farlo (come se Ribery capisse il grido «’o sfreggiato”») sporca il viso pulito della vera Napoli. Noi che lottiamo per la migliore Napoli, vogliamo porgere le nostre scuse e sperare che arrivino a chi di dovere. Certa gente ci infanga ma non ci rappresenta.
Per fortuna nel centro della città, prima della partita, napoletani e bavaresi facevano foto abbracciati con maglie rosse e azzurre ed è ciò che vogliamo trattenere nei nostri ricordi.

Cordiali saluti.

Angelo Forgione
Movimento V.A.N.T.O.
(Valorizzazione Autentica Napoletanità a Tutela dell’Orgoglio)