Il Governo esclude il Sud dai crediti alle imprese

Il Governo esclude il Sud dai crediti alle imprese

Dura protesta di Caldoro e Graziano

«È un crimine!». Così il governatore della Campania Stefano Caldoro ha definito il decreto che, in un momento di fortissima crisi, ha escluso Campania, Lazio, Sicilia, Calabria, Abruzzo e Molise dai crediti alle imprese asfissiate dai debiti delle pubbliche amministrazioni, escludendo le Regioni sottoposte a piano di rientro dal deficit della sanità. Stesso allarme dal presidente degli industriali di Napoli Paolo Graziano che definisce il decreto «discriminatorio, vessatorio e sprezzante». «Le aziende creditrici – ha detto Graziano – porteranno i libri in tribunale e manderanno a casa i dipendenti».
E poi ci si lamenta dei fischi all’inno nazionale. 

6 pensieri su “Il Governo esclude il Sud dai crediti alle imprese

  1. Una cosa bisogna dirla: il governo regionale fa ridere. Non è possibile che ci si dimentichi degli assi preferenziali tra il ladrone Bassolino che per 10 anni ha saccheggiato la Campania e i governi nazionali che hanno continuato a foraggiarlo senza ritegno e parliamo di D’Alema/Berlusconi/Prodi/berlusconi (2000-2010) Ora che Caldoro cerca di far rientrare il debito della Sanità, il governo Monti lo boicotta… Ma chi lo ha piazzato li a Monti? Non è stato Ladrusconi? e il suo scudiero Caldoro che fa? Non si dimette? E Taglialatela? E Vetrella??? Sono ridicoli, solo incollati alle poltrone… VERGOGNA!!!!

    • Bisognerebbe fare così come i parmigiani che, armati di pentole e trombette, hanno preso d’assedio la sede comunale fin quando non hanno ottenuto le dimissioni del sindaco e della sua giunta e, quando poi alle elezioni, hanno scelto il partito della antipolitica.
      In parole povere, li hanno cacciati a calci in culo!
      Saremo mai, noi meridionali, capaci di una azione simile???
      Credo proprio di no, considerando che siamo stati capaci di perdere un Regno, anzi, un GRANDE Regno!

  2. Il problema è quello di sempre, è l’operato dei parlamentari meridionali i quali non difendono gli interessi del meridione ma solo quelli personali e di partito e di alleanza politica (meglio individuata come sudditanza politica).
    Se mai un giorno, noi elettori meridionali tutti, riuscissimo a prendere coscienza di ciò e, quindi, ad esprimere un voto “qualificato”, allora le cose cambierebbero.

  3. scendere in piazza per fare cosa ? essere chiamati incivili a protestare? e a che serve ? essere preso a manganellate ormai io sono 10 anni che prendo un piccolo sussidio per vera invalidita 250 260 adesso 285 euro al mese non posso accettare 1 lavoro se non e un ente che assorbe invalidi altrimenti non si puo devono decidere loro il lavoro che devo fare ogni hanno faccio le visite ma mai 1 ora di lavoro mai avuto una chiamate nemmeno a pulire i cessi alla stazione che sarei pure bravo insomma sono categoria protetta ma in realta in 10 anni mi ritengo abbastanza dimenticato ma a me poco importa ma poco potranno chiedermi faccio 3 lavori a nero e ne vado fiero riesco a vivere certo la salute non mi permette fare tanto ma almeno non sbavo dietro nessuno e non lecco per un posto di lavoro ecco la mia protesta non rubo nessuno nemmeno se si sbagliano nelle mie vendite rido i soldi indietro ma se e lo stato italiano divento un altra persona ecco il mio modo di protestare non pagare lo stato tutte le volte che posso

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