La funivia di Posillipo abbandonata

Angelo Forgione – Il Corriere del Mezzogiorno ha pubblicato un articolo sulla funivia di Posillipo curato da Antonio Cangiano, che ha scattato delle interessanti fotografie della cabina riposta nel terminal di viale Kennedy. L’articolo riporta anche una mia opinione su una struttura abbandonata di cui mi sono occupato nel 2009 con un articolo per napoli.com e nel 2010 in un’intervista per TeleCapriNews, e che nel 2011 è stata oggetto di un progetto di riqualificazione.

clicca qui per leggere l’articolo di Antonio Cangiano sul Corriere del Mezzogiorno online

3 thoughts on “La funivia di Posillipo abbandonata

  1. Ci sono anche gli ascensori che, con pochi soldi, potrebbero tornare utilissimi ai cittadini, ma anche ai turisti…
    Cominciamo con quello per questi ultimi, quello del Monte Echia.
    In perenne costruzione (ma dovrebbe essere quasi finito) . Da Santa Lucia, angolo Chiatamone, porterebbe in pochi secondi al belvedere (da sistemare…) di Pizzofalcone che regala una incomparabile vista sul golfo.
    L’impegno e la perseveranza di Fabio Chiosi, Presidente della 1ª Municipalità, non sono finora riusciti ad avere ragione della burocrazia comunale.
    Ci sono poi due impianti da ripristinare: quello che dalla Galleria della Vittoria portava a via Generale Parisi, a fianco della Nunziatella e che era al servizio di tutti gli abitanti di Pizzofalcone e quello quasi “segreto” che da via Manzoni collegava Mergellina all’interno della Galleria delle Quattro Giornate che consentirebbe ai residenti della collina di raggiungere le stazioni delle metropolitane senza dover usare le auto.
    I pozzi esistono, basterebbe utilizzare impianti aggiornati e a norma di legge.
    Il problema più grosso (sic !) sta nel trovare tra gli oltre diecimila dipendenti del Comune di Napoli qualcuno disposto a “presenziare” gli ascensori una volta ripristinati.
    È di ieri la notizia che l’ascensore del Ponte di Chiaia è rimasto chiuso “per mancanza di personale”…

    • Quando (e se) tutti i napoletani capiranno che, nel proprio piccolo, sono responsabili del bene comune e dei destini della città, qualcosa cambierà. E come scrivo in “Made in Naples”… “In Italia, in Europa, nel mondo, c’è uno scrigno abbandonato. Dentro vi è custodita una città romantica quanto Parigi, colorata quanto Barcellona, aristocratica quanto Londra, eterna quanto Roma, accogliente quanto Berlino, colta quanto Vienna, sorprendente quanto Istanbul. E, cosa non dappoco, più buongustaia di tutte. Se solo i napoletani scoprissero che quello scrigno è sotto i loro piedi e se ne riappropriassero, abbandonando l’oblio di sé stessi, diventerebbero, in men che non si dica, il popolo più beato al mondo!”

  2. ……Ecco è proprio qui; i Napoletani capiscono benissimo …..ma se ne strafottono,non sanno arrivare a volersi bene a tal punto; oppure nulla più, che un loro sarcastico commento e basta. Ed è così che saremo sempre sfruttati e derisi dai forestieri che avranno ( permessa dalla superiore strafottenza, di cui sopra ) la possibilità di ricoprire posti di dirigenza, nelle cose precipue di nostra appartenenza, di decidere per noi e su di noi,e schernirci come individui abulici ed indisciplinati, ,riuscendo facilmente a decidere…..per la città e per i suoi abitanti, a loro tornaconto !

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