Napoli inventò le zeppole, tutta Italia se ne leccò le dita.

fiera_sangiuseppe

Fiera di San Giuseppe in via Medina (1930)

Angelo Forgione Festa di San Giuseppe, e si interrompe la Quaresima, con la Pasqua alle porte. Una ricorrenza molto sentita a Napoli fino al secondo conflitto mondiale. Portava la fiera degli uccelli e quella dei giocattoli (se ne regalavano come all’Epifania), che si teneva nei pressi di una chiesa del Cinquecento dedicata al Santo, ubicata nella zona della Carità, e poi in via Medina quando l’edificio religioso fu demolito col Risanamento. Erano dunque i genitori a fare regali ai figli piccoli quando la festività del 19 Marzo segnava il cambio di stagione per i napoletani, che abbandonavano la bombetta per mettersi la pagliarella e i pantaloni bianchi di flanella.
San Giuseppe è il protettore dei falegnami, ma anche dei friggitori napoletani. E infatti riempie la città di zeppole, dolci fritti famosi in tutt’Italia e conosciuti anche oltreoceano per via dei viaggi degli emigranti. Nacquero a forma di serpe avvitata su se stessa, una serpula (dal latino serpens), da cui pare presero il nome. Si racconta che sarebbero state inventate da un cuoco dei Borbone, cui sarebbe stato chiesto di preparare un dolce per la Quaresima privo di uova e di grassi animali, allora proibiti. Altri, invece, sostengono che la maternità sia da attribuire alle monache dei decumani. Ad ogni modo, le prime zeppole, secondo la prima ricetta, scritta nel ricettario napoletano di Ippolito Cavalcanti del 1837, erano di farina buttata nell’acqua bollente arricchita da un po’ di vino bianco, e poi fritte per averne un bigné, guarnite con giulebbe o miele o semplice polvere di zucchero, e cosparse di confettini, come gli struffoli. Fu il pasticcere Pintauro a farcirle di crema pasticcera, come si usa oggi. Lui, come tutti gli zeppolari, allestiva dei banchetti davanti alla bottega di Via Toledo, friggeva e serviva direttamente in strada.
Il filologo Emmanuele Rocco scrisse anche di una variante rettangolare destinata ai più poveri, detta “dello zeppolajuolo”, che vale a dire lo scajuozzolo, fatta con farina di granturco, fritta e priva di qualsiasi guarnizione, da cui l’uso del termine per definire anche la semplice pasta cresciuta. Lui, studioso di cose napoletane, avrebbe voluto addirittura un monumento cittadino con la seguente epigrafe: Napoli inventò le zeppole, tutta Italia se ne leccò le dita. Doveva esserne ghiotto visto che le riteneva uno dei tanti privilegi che l’Italia aveva avuto in dono da Napoli.

Ph: Archivio Parisio – Renato Bevilacqua

One thought on “Napoli inventò le zeppole, tutta Italia se ne leccò le dita.

  1. Ciao Angelo, permettimi di aggiungere un’altra ipotesi sull’origine della zeppola di San Giuseppe o quantomeno sulla sua forma.
    La festività religiosa di San Giuseppe coincide temporalmente con l’avvento della Primavera e già prima che ne prendesse definitivamente il posto nei festeggiamenti popolari la forma della zeppola ricorda quello del fiore di pesco, simbolo massimo della primavera.

    Nella sua versione attuale, la zeppola di S.Giuseppe nasce come dolce conventuale: secondo alcuni nel convento di S.Gregorio Armeno, secondo altri in quello di Santa Patrizia. Ma c’è anche chi ne attribuisce “l’invenzione” alle monache della Croce di Lucca, o a quelle dello Splendore.
    La prima zeppola di San Giuseppe che sia stata messa su carta risale comunque al 1837, ad opera del celebre gastronomo napoletano Ippolito Cavalcanti, Duca di Buonvicino.

    E comunque, nell’antica Roma il 17 Marzo si festeggiavano le Liberalia dove già era presente la Zeppola, mentre oggi il 17 Marzo è stato regalato ai Savoia e alla loro Unità d’Italia.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...