La vergogna di “manifesto selvaggio”

Col “milleproroghe” manifesto selvaggio si può
art. 42-bis, una vergogna tutta italiana

Manifesto abusivo, fenomeno inarrestabile. A Napoli i volti dei candidati fanno a gara a chi sta più in alto, l’uno sull’altro, e non risparmiano neanche i monumenti. Ma cosa andiamo a guardare? Il pelo nell’uovo, in una città stuprata dai cumuli di immondizia che si sparge lungo le strade senza che neanche il minimo servizio di spazzamento argini lo scempio. Dove sono finiti gli operatori ecologici dell’ASIA?

Una vergogna senza fine, il peggiore dei biglietti da visita per chi è a caccia di voti, ma si sa, la società incivile non va molto per il sottile, guarda, passa e poi magari pure vota.

Nella corsa allo spazio migliore vince chi ha un po’ di creatività e al Vomero il favorito è venuto fuori a Piazza Leonardo laddove, sull’albero che fa da rotatoria, sono spuntati dei manifesti elettorali dalla sera alla mattina. Tre, per la precisione, ben posizionati per essere sbattuti in faccia a chi arriva da Via Girolamo Santacroce, Viale Michelangelo e Via Suarez. Complimenti davvero!

Protestare non serve a nulla e i cittadini che ancora si indignano devono rassegnarsi; meglio non uscir più di casa al mattino piuttosto, perché nottetempo accade di tutto, e qualche volta anche alla luce del sole. 

Ma non è che ci sia troppo da sforzarsi per capire il perché accada tutto ciò impunemente. Come si dice a Napoli, ‘o pesce feta d’a capa, e se il manifesto è selvaggio è perché chi vi è raffigurato lo vuole così. Le sanzioni per chi attacca fuori gli spazi elettorali sono previste e sono anche salate in relazione al cumulo di infrazioni, ma è come se non ci fossero. Il colpo di spugna è nel decreto “Milleproroghe”, una serie di provvedimenti relativi ad una serie sterminata di materie.

Tra le mille proroghe, appunto, se ne nasconde una che consente per legge un condono per le affissioni abusive. È l’articolo 42-bis per “Affissione e pubblicità”, una vera panacea studiata a tavolino per i partiti e per i candidati che possono serenamente violare le regole in materia. Chiunque può apporre il suo volto ovunque, dove vuole e come vuole, tanto poi si saldano i debiti pagando alla tesoreria del Comune e della Provincia di competenza soli mille euro per anno di infrazione. Perché tra l’altro la sanatoria è finanche retroattiva e quieta le infrazioni dal 2005 sin qui. 

Con una simile nefandezza, chiunque può “incartare” la città, imbrattare monumenti, muri, pensiline, cavalcavia, sottopassi, e persino gli alberi! Tutto al costo modico di soli euro 1.000. Migliaia e migliaia di euro diventano una piccola somma da devolvere ai servizi ecologici dei comuni. Il malcostume è così tollerato, anzi, alimentato con una sorta di licenza a delinquere. I cittadini insofferenti strappano i manifesti barbari che con la crisi dei rifiuti non vengono neanche alzati da terra e il Senato li condona; come dire che i partiti si autoassolvono dalle loro condotte immorali, illegali, incivili. È così che va in Italia.

Alcuni cittadini stufi si organizzano per staccare i manifesti; si arriva quindi al paradosso che loro fanno rispettare la legge e lo Stato fa il possibile per violarla.

Tutto ciò genera poi reazioni negative a cascata perché un aspetto che ne consegue è quello della delegittimazione dei Comuni nel contrasto al fenomeno.  L’azione delle squadre di controllo comunali ha evidentemente un costo e la certezza che la censura non comporti una sanzione equa fa si che il controllo stesso si allenti e diventi blando. Senza contare che il Governo, così facendo, sgambetta quelle amministrazioni comunali che inseriscono a bilancio le sanzioni e le spese per la defissione dei manifesti.

Gongolano anche le agenzie che forniscono servizi elettorali e che propongono senza pudore le cosiddette affissioni killer, come dimostrato da un servizio televisivo de “Le Iene” di qualche tempo fa.

Che paese è questo che foraggia l’illegalità? Che esempio dà ai cittadini? Come ci si può poi scandalizzare se un ragazzino imbratta un monumento con una bomboletta? Abituare il popolo italiano alla degenerazione del decoro e all’illegalità è il peggiore degli esempi che possa venire dall’alto. 

Lo Stato dice: “Sporcate gente… sporcate”. Noi urliamo la nostra vergogna per essere italiani in questa maniera!

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...