Il prevedibilissimo furto dell’albero di Natale in Galleria Umberto I

Angelo Forgione Sono stufo di commentare ogni anno il rituale gioco del furto dell’albero di Natale in Galleria Umberto I, paradigma del liberismo e della drammatica assenza di amor proprio partenopeo. Ma cosa c’è ancora da commentare? Quel che avevo da dire l’ho detto nel 2009, anzi, l’ho proprio scritto e attaccato sul vaso orfano dell’albero, in modo che lo riprendessero tutte le tivù nazionali e la figuraccia smuovesse l’immobilismo in un sito monumentale dove di notte si giocava a pallone e di giorno si faceva commercio di merce abusiva.
“SIETE IL NOSTRO CANCRO”, scrissi. Un messaggio di spregio alla banda di ladruncoli che da anni, puntualmente, privavano la città di un simbolo festoso.

Come se non bastasse, nella notte di Capodanno fu fatto esplodere un pericoloso ordigno pirotecnico sui marmi preziosi con i protagonisti della bravata soddisfatti nel riprendere la scena.

Dopo qualche mese, l’allora consigliere comunale Raffaele Ambrosino, che aveva raccolto le mie richieste e quelle dei commercianti, portò in aula un emendamento votato favorevolmente in Consiglio dalla giunta Iervolino, e così fu istituita la sorveglianza fissa H24 del monumento da parte della Polizia Municipale, inaugurata il 1 Giugno 2010. Mettemmo su pure un’improvvisata festicciola per brindare alla necessaria misura che poteva garantire la sicurezza minima.

Grazie al presidio, le partite di calcio furono sospese di forza e l’albero ebbe vita facile, per due anni e due festività natalizie, durante le quali la triste tradizione del furto dell’albero fu interrotta.
Poi cambiò il sindaco, arrivò De Magistris e, forse per problemi di bilancio, rimosse il servizio di vigilanza. E così i piccoli balordi tornarono immediatamente alla carica. La Galleria ri-piombò nell’incontrollata anarchia e il Natale portò le brutte figure napoletane e il danno d’immagine procurato dai nemici di Napoli che non non hanno alcuna sensibilità e rispetto per la comunità. Per non parlare del dramma che corre l’integrità monumentale del sito, il cui confronto con la gemella milanese fa vergognare.

Napoli è una città senza un’adeguata formazione civica e culturale. In assenza di questa, e quindi senza prevenzione, c’è bisogno di repressione. Chi l’amministra dimentica che per troppo tempo si sono alimentate le risacche di miseria, annidate in quartieri non solo periferici della città. A Napoli esiste una commistione tra borghesia e popolo minuto, concentrazioni indigenti in pieno centro, proprio a ridosso di importanti strade di demarcazione sociale. Nascono da qui alcune croniche criticità di particolare degrado monumentale, come quelle della Galleria, in cui il furto è un gioco di rivalsa dei ragazzini dei Quartieri Spagnoli nei confronti dell’altra parte della strada di Toledo, un assalto nel salotto di quell’altra Napoli, ma anche sfida alle forze dell’ordine. Il puntuale ritrovamento nei vicoli è una logica rivendicazione.

Dunque, o si ripristina la vigilanza H24 e si recupera l’intero decoro della Galleria oppure è inutile anche fare l’albero di Natale con la certezza che sarà sottratto. Io mi indigno molto di più per un quattordicenne che ci ha rimesso la vita sotto un pezzo di intonaco tra i tanti che negli anni si sono staccati, e continuano a farlo, dalla facciata del monumento. Le colpe sono le stesse.
E mo’, se permettete, me so’ scucciato ‘e parla’.

Nalbero, le polemiche e i veri scempi

Angelo Forgione Qualche polemica di troppo sulla struttura piramidale a sembianze d’abete installata temporaneamente sul lungomare di Napoli. File chilometriche per entrarvi e salire in cima, a 40 metri di altezza, da dove si può osservare uno dei panorami più belli del mondo da un punto insolito. Si tratta di “acceleratore economico-turistico”, in una Napoli che continua, e continuerà, a raccontare i suoi presepi e la sua cultura, ma che ha bisogno anche di agitarsi per assecondare il nuovo impulso turistico. Poi, a marzo, il simbolo pop del Natale napoletano 2016, sparirà.

Qualcuno lo ha definito baraccone psichedelico, qualcun altro lo ritiene uno scempio che deturpa il meraviglioso lungomare. Vero che di giorno è brutto, e che maggior cura si poteva avere per rivestirlo di verde. Ma non giunge da nessuna parte il lamento per le vere oscenità permanenti della città, gli sfregi perpetrati alla bellezza incomparabile che il mondo riconosce alla baia di Napoli. Chi, ad esempio, si lamenta più del grattacielo di via Medina? Non mediocre esempio di architettura ma abominevole schiaffo al panorama, piazzato lì, sulla linea di costa, tra il Vesuvio e la collina del Vomero, a mettere discordanza e sproporzione nell’ambiente urbano del centro.

grattacieloCi si abitua a tutto, anche al brutto, quando questo è imposto e diventa normalità. Mi piacerebbe sapere cosa si è fatto, tra il 1954 e il 1957 laurino, mentre brillavano le luci della seggiovia del Vesuvio, per scongiurare quel pugno nell’occhio che veniva brutalmente sferrato dalla Società Cattolica di Assicurazioni di Verona, quei 33 piani che si innalzavano oltre i 100 metri e deturpavano una delle mitiche cartoline di Napoli, quella dal Vomero. Non era forse quello il patrimonio universale che le leggi borboniche del primo Ottocento difendevano dell’edilizia sui versanti panoramici delle strade collinari?
Io, al più scandaloso edificio che abbia mai insultato la bellezza di Parthenope, e che mi rovina le foto, non mi ci abituo.
Bisogna detestare questo. Bisogna detestare la recinzione di Mendini alla Villa Comunale e tutte le volgarità croniche, non un albero di ferro che l’anno prossimo sarà a portar turismo e soldi altrove.

Galleria Umberto I, prevenzione e repressione

Dibattito a “la Radiazza” (Radio Marte) sui problemi della Galleria “Umberto I” dopo il ritorno della triste tradizione del furto dell’albero di Natale, che è solo la punta di un iceberg di un’emergenza ben più ampia. Sia chiaro però che non si tratta di vero e proprio furto ma di bravata, di una sfida alle forze dell’ordine e ai benestanti commercianti della bella Galleria da parte di gruppi di ragazzini dei quartieri difficili confinanti. Ricordate Agostino ‘o pazzo, il giovane napoletano che nell’estate del 1970 sfidò con la sua moto la polizia sgommando a tutta velocità per via Toledo? La dinamica è esattamente la stessa, e Napoli è piena di questi fenomeni ribelli… proprio come il simbolo della città.

Torna il tradizionale furto d’albero natalizio in Galleria. Tutto previsto.

Sospesa la sorveglianza municipale che vigilava nel monumento

furto_alberoAngelo Forgione – Piazzato e subito rubato il tradizionale albero di Natale della Galleria Umberto I di Napoli, sul quale i napoletani appendono i classici “auspici” per Babbo Natale. Il pino è durato fino alle 23.30, orario intorno al quale è stato portato via dalla solita banda di scugnizzi dei quartieri spagnoli. Le telecamere a circuito chiuso dei negozi hanno ripreso un gruppo di una decina di ragazzini che si sono arrampicati fino alla cima dell’albero per tagliare i fili di ancoraggio, rovesciandolo, per poi trascinarlo via. L’albero è stato ritrovato in mattinata al vico Tofa. Una triste tradizione che torna dopo qualche anno di pausa. E un motivo c’è!
Alla vigilia di Natale del 2009, il rituale albero dei desideri fu rubato come ogni anno. Cittadini ancora una volta umiliati, e V.A.N.T.O. lasciò un eloquente messaggio di sdegno sul vaso riverso sul pavimento: “SIETE IL NOSTRO CANCRO” (vedi video sotto), molto simile a quello apposto anche in queste ore (vedi foto). Accorsero i telegiornali nazionali che quella volta, diversamente agli anni precedenti, mostrarono si l’ennesima figuraccia ma anche lo sdegno della città. Come se non bastasse, nella notte di Capodanno fu fatto esplodere un pericoloso ordigno pirotecnico sui marmi preziosi con i protagonisti della bravata soddisfatti nel riprendere la scena (denunciati alla Polizia Postale senza esito).
Ne conseguì un forte dibattito, stimolato da V.A.N.T.O., dai commercianti e dall’allora consigliere comunale Raffaele Ambrosino, che coinvolse anche il Presidente della I Municipalità Fabio Chiosi nella richiesta di chiudere i varchi nelle ore notturne con delle cancellate. La proposta fu bocciata dalla Soprintendenza e alla fine ne scaturì un emendamento per l’istituzione del presidio fisso di sorveglianza 24 ore su 24 che fu votato in consiglio comunale dall’ex sindaco Iervolino e inaugurato il 1 Giugno 2010.
Ci fu una piccola ritorsione ma da allora i grossi problemi vennero arginati, e così per due anni e due festività natalizie durante le quali la triste tradizione del furto dell’albero fu interrotta. Poi, lo scorso anno, in tempi di crisi economica, il servizio fu interrotto, e i piccoli balordi tornarono immediatamente alla carica. La sorveglianza è stata nuovamente sollecitata al comandante della Polizia Municipale Auricchio, ma invano. Natale è tornato e con lui le brutte figure napoletane e il danno d’immagine procurato dai nemici di Napoli che non non hanno alcuna sensibilità e rispetto per una città così importante. Per non parlare del pericolo che corre l’integrità monumentale del sito.
Napoli è una città senza un’adeguata formazine civica e culturale. In assenza di questa, e quindi senza prevenzione, c’è bisogno di repressione.

Sospesa la vigilanza in Galleria, tornano le baby-gang. Ritorniamo a chiederla!

messaggio per il Comandante Auricchio: “una vittoria che ci è stata scippata!”

di Angelo Forgione – Per due anni la Galleria “Umberto I” ha goduto di una relativa tranquillità. Ora pare sia finita. Come mai? Semplice. In Galleria, per due anni è stato garantito un servizio di vigilanza h24 della Polizia Municipale. Recentemente è stato sospeso e la pace è finita! E sono già tornate le bande di ragazzini che si divertono a colpire i passanti con pistole a gommini ad aria compressa che non saranno di piombo ma fanno comunque male. Turisti, donne, anziani, coetanei impauriti dalle pistole che sembrano vere e colpiti con incosciente sadismo. Qualche giorno fa è scattata la reazione dei commercianti che hanno “sequestrato” con una colluttazione le armi-giocattolo.
La situazione era già divenuta insostenibile in passato tra partite di pallone notturne e vandalismi vari. La rabbia esplose alla vigilia di Natale del 2009, quando il rituale albero dei desideri fu rubato come ogni anno. Cittadini ancora una volta umiliati, e V.A.N.T.O. lasciò un eloquente messaggio di sdegno sul vaso riverso sul pavimento: “SIETE IL NOSTRO CANCRO”. Accorsero i telegiornali nazionali che quella volta, diversamente agli anni precedenti, mostrarono si l’ennesima figuraccia ma anche lo sdegno della città. Come se non bastasse, nella notte di Capodanno fu fatto esplodere un pericoloso ordigno pirotecnico sui marmi preziosi con i protagonisti della bravata soddisfatti nel riprendere la scena (denunciati alla Polizia Postale, ma con quale esito?)
Ne conseguì un forte dibattito, stimolato da V.A.N.T.O., dai commercianti e dall’allora consigliere comunale Raffaele Ambrosino, che coinvolse anche il Presidente della I Municipalità Fabio Chiosi nella richiesta di chiudere i varchi nelle ore notturne con delle cancellate. La proposta fu bocciata dalla Soprintendenza e alla fine ne scaturì un emendamento per l’istituzione del presidio fisso di sorveglianza 24 ore su 24 che fu votato in consiglio comunale dall’ex sindaco Iervolino e inaugurato il 1 Giugno 2010.
Ci fu solo una piccola ritorsione ma da allora i grossi problemi vennero arginati, e così per due anni e due festività natalizie durante le quali la triste tradizione del furto dell’albero fu interrotta. Poi, in tempi di crisi economica ma con troppa leggerezza, il servizio è stato interrotto. È accaduto due settimane fa e i piccoli balordi sono immediatamente tornati alla carica.
E a noi ora tocca tornare a battagliare con gli stessi partner di allora per sollecitare il ripristino della vigilanza. Messaggio che recapitiamo al comandante della Polizia Municipale Auricchio. Anche perchè Natale non è lontano e altre brutte figure vorremmo risparmiarcele. Per non parlare del pericolo che corre l’integrità monumentale del sito.

Muoiono gli alberi della Villa Comunale

Muoiono gli alberi della Villa Comunale

V.A.N.T.O. in una cordata per salvare la villa borbonica

I geologi avvertono che i lavori della Linea 6 della Metropoliana bloccano le falde acquifere e interrompono l’afflusso delle acque piovane sotto la villa borbonica facendo avanzare le infiltrazioni marine. Gli alberi cadono perché bevono acqua di mare o forse perché le loro radici sono zuppe d’acqua.
È in atto una battaglia per salvare la Villa Comunale, già deturpata da un restyling sbagliato. In prima linea una cordata di associazioni: “Insieme per innovare”, “Assmed”, “Chiaia per Napoli”, “Osservatorio salute e ambiente”, “Ernesto Rossi”, “Portosalvo” e “V.A.N.T.O.” che presto incontreranno lo staff del sindaco de Magistris. Si valuta anche l’idea di un sit-in attorno ad un altro albero storico che sta rischiando di morire in Villa.

leggi l’articolo di Vincenzo Esposito da “Il Corriere del Mezzogiorno”

Albero rubato in Galleria “Umberto I”, anzi no!

Albero rubato in Galleria “Umberto I”, anzi no!

ancora danni da informazione non verificata

Angelo Forgione – L’informazione non verificata è la fonte di tanti danni dei media. Più volte denunciata anche a livelli più pericolosi, ci risiamo. Nello scorso week-end si stava diffondendo sul web la notizia falsa del furto dell’albero di Natale nella Galleria Umberto I di Napoli, un’informazione colta a caso da precedenti cronache risalenti a due anni fa quando V.A.N.T.O., già interessata ai problemi del sito, lasciò un messaggio di spregio alla banda di ladri che da anni puntualmente privavano la città di un simbolo festoso. Dopo qualche mese, grazie all’intervento dell’allora consigliere comunale Raffaele Ambrosino che aveva raccolto le nostre richieste e quelle dei commercianti, portando in aula un emendamento votato favorevolmente dalla giunta Iervolino, fu istituita la sorveglianza fissa del monumento da parte della Polizia Municipale.
L’anno scorso, grazie al presidio, l’albero ha avuto vita facile e non c’è stato furto, così come per il momento. Se qualcosa dovesse accadere, saremo i primi a denunciarlo come nelle occasioni passate.
La notizia falsa è stata diffusa dal sito “Nationalcorner.it” il cui direttore Giuseppe Miranda ha ammesso di aver sbagliato nel pubblicare una notizia non veritiera e ha smentito su nostro invito.