Sospesa la vigilanza in Galleria, tornano le baby-gang. Ritorniamo a chiederla!

messaggio per il Comandante Auricchio: “una vittoria che ci è stata scippata!”

di Angelo Forgione – Per due anni la Galleria “Umberto I” ha goduto di una relativa tranquillità. Ora pare sia finita. Come mai? Semplice. In Galleria, per due anni è stato garantito un servizio di vigilanza h24 della Polizia Municipale. Recentemente è stato sospeso e la pace è finita! E sono già tornate le bande di ragazzini che si divertono a colpire i passanti con pistole a gommini ad aria compressa che non saranno di piombo ma fanno comunque male. Turisti, donne, anziani, coetanei impauriti dalle pistole che sembrano vere e colpiti con incosciente sadismo. Qualche giorno fa è scattata la reazione dei commercianti che hanno “sequestrato” con una colluttazione le armi-giocattolo.
La situazione era già divenuta insostenibile in passato tra partite di pallone notturne e vandalismi vari. La rabbia esplose alla vigilia di Natale del 2009, quando il rituale albero dei desideri fu rubato come ogni anno. Cittadini ancora una volta umiliati, e V.A.N.T.O. lasciò un eloquente messaggio di sdegno sul vaso riverso sul pavimento: “SIETE IL NOSTRO CANCRO”. Accorsero i telegiornali nazionali che quella volta, diversamente agli anni precedenti, mostrarono si l’ennesima figuraccia ma anche lo sdegno della città. Come se non bastasse, nella notte di Capodanno fu fatto esplodere un pericoloso ordigno pirotecnico sui marmi preziosi con i protagonisti della bravata soddisfatti nel riprendere la scena (denunciati alla Polizia Postale, ma con quale esito?)
Ne conseguì un forte dibattito, stimolato da V.A.N.T.O., dai commercianti e dall’allora consigliere comunale Raffaele Ambrosino, che coinvolse anche il Presidente della I Municipalità Fabio Chiosi nella richiesta di chiudere i varchi nelle ore notturne con delle cancellate. La proposta fu bocciata dalla Soprintendenza e alla fine ne scaturì un emendamento per l’istituzione del presidio fisso di sorveglianza 24 ore su 24 che fu votato in consiglio comunale dall’ex sindaco Iervolino e inaugurato il 1 Giugno 2010.
Ci fu solo una piccola ritorsione ma da allora i grossi problemi vennero arginati, e così per due anni e due festività natalizie durante le quali la triste tradizione del furto dell’albero fu interrotta. Poi, in tempi di crisi economica ma con troppa leggerezza, il servizio è stato interrotto. È accaduto due settimane fa e i piccoli balordi sono immediatamente tornati alla carica.
E a noi ora tocca tornare a battagliare con gli stessi partner di allora per sollecitare il ripristino della vigilanza. Messaggio che recapitiamo al comandante della Polizia Municipale Auricchio. Anche perchè Natale non è lontano e altre brutte figure vorremmo risparmiarcele. Per non parlare del pericolo che corre l’integrità monumentale del sito.

Alenia da Napoli a Varese e cancellazione di Casoria

Alenia da Napoli a Varese e cancellazione di Casoria
la Lega Nord dietro la deindustrializzazione campana

Angelo Forgione – 1200 gli esuberi strutturali dichiarati da Alenia Aeronautica che annuncia la chiusura di tre siti: Casoria, Venezia e Roma con periodi di cassa integrazione per mille lavoratori ed esternalizzazioni di attività che coinvolgono 500 addetti. 
Grave colpo per l’economia della Campania e il primo a tuonare è l’Assessore allo Sviluppo del Comune di Napoli Marco Esposito«Se dovesse emergere un ridimensionamento delle strutture campane di Alenia ci sarà una reazione fortissima del territorio».
«L’amministratore delegato di Finmeccanica, uomo della Lega nord, sposta la sede legale di Alenia da Napoli a Varese. Non ci vuole molto per capire che si tratta di una decisione politica», ha detto il deputato del Pd Luisa Bossa.
Sta di fatto che la Lega Nord continua a decidere degli equilibri economici del Paese a danno della Campania e del Mezzogiorno, decretandone la deindustrializzazione del tessuto economico e ricattando il centrodestra cedevole ad ogni richiesta delle camicie verdi. Nelle scorse settimane il ministro Maroni, in visita a Varese, aveva esortato pubblicamente il neo Ad di Finmeccanica Giuseppe Orsi a battersi per le eccellenze aeronautiche della provincia e solo nei giorni scorsi Umberto Bossi ha parlato pubblicamente di una Lega che “ha  messo  il cappello sul progetto dello stabilimento di Cameri”.
L’Ad Giuseppe Orsi, anche presidente del Distretto dell’aerospazio della Lombardia, è uomo della Lega Nord e avrebbe avuto un forte appoggio alla nomina dal partito secessionista. I frutti cominciano a vedersi.
Si attende una reazione del Governatore della Campania Stefano Caldoro.

Angelo Forgione Con Daniele “Decibel” Bellini a Radio Marte

“XG1” Forgione con “Decibel” Bellini su Marte
Martedì 26, ore 21:30, sulla radio più “azzurra” d’Italia

Stasera Angelo Forgione ospite alla storica trasmissione marziana “Top Five” di Daniele “Decibel” Bellini, speaker ufficiale dello stadio “San Paolo”, durante la quale si racconterà attraverso 5 canzoni. Nel corso della diretta non mancheranno parentesi dedicate a Napoli e al Napoli.
Ore 21:30 su Radio Marte, radio ufficiale del Calcio Napoli.
FM e streaming online su http://www.radiomarte.it

La clip dedicata a “Decibel” Bellini in versione stadio

Criscitiello a Mandorlini: «Essere meridionali è un VANTO»

Criscitiello a Mandorlini:
«Essere meridionali è un VANTO!»

ma la colpa è anche dell’incoerenza della FIGC

Dopo il coro razzista “Ti amo terrone” dell’allenatore del Verona Andrea Mandorlini indirizzato ai salernitani, il giornalista di Sportitalia Michele Criscitiello, nativo di Avellino, sfoggia il suo orgoglio meridionale con un termini a noi caro.
Intanto la FIGC ha aperto un procedimento di carattere disciplinare e nelle prossime ore Mandorlini sarà interrogato dagli uomini della Procura federale, che presto prenderà una decisione.
E qui casca l’asino! La Federazione Giuoco Calcio è incoerente e ha le sue colpe in tutto questo putiferio. Il perchè è presto detto: certo, Mandorlini è doppiamente colpevole perchè nel ruolo di chi dovrebbe educare allo sport e non all’odio, ma se durante l’ultimo anno i cori razzisti contro i meridionali, e non gli sfottò (è bene sempre sottolinearlo) fossero stati arginati dagli arbitri e dal giudice sportivo, oggi Mandorlini non sarebbe caduto nell’ingenuità di fare il capo-ultrà leghista, nella convinzione sbagliata che se certi cori li cantano i tifosi impunemente li possono intonare anche gli addetti ai lavori.
Saremo attenti, perchè a questo caso è legato tutto il razzismo anti-meridionali che gira attorno al mondo del calcio che V.A.N.T.O. denuncia da quando sono state introdotte regole, mai applicate, sul tema.

E sul sito dell’Hellas Verona è apparso un comunicato ufficiale dal quale è il caso trarre uno stralcio: “Spiace rilevare ancora una volta, che taluni fatti se accadono nella nostra città ed in particolare siano riconducibili alla nostra società, vengano frequentemente distorti e strumentalizzati unicamente al fine di screditarne l’immagine. (…) Invitiamo quindi a ridimensionare serenamente l’accaduto, riconducendone la portata al giusto valore onde evitare di denigrare pretestuosamente un’intera città e tifoseria come purtroppo già avvenuto in passato per circostanze talvolta rivelatesi di nessuna importanza o addirittura millantate”.
Verona e il Verona, dunque, sono ben consci di esserci ricascati e di essere nell’occhio del ciclone in tema di razzismo, ma non si scusano; anzi, si difendono. Nella maniera più puerile però: “Si rileva che due nostri giocatori, uno di origine calabrese e l’altro campano, nonchè altri di diverse etnie, hanno partecipato divertiti assieme alla canzone di mister Mandorlini e ciò a conferma del tono scherzoso ed inoffensivo che la stessa rivestiva”. Lo staff scaligero si nasconde dietro i propri calciatori che, come sottolineato nella prima denuncia, col loro comportamento hanno acuito la gravità del fatto e non certo legittimato.
Torna il Verona in serie B e la piazza fa subito parlare di se. Una città in cui anche le emittenti locali intavolano dibattiti politico-sociali all’insegna della denigrazione del meridione intero. Come a Telenuovo, tv nella quale ha mosso i primi passi un personaggio che abbiamo imparato a conoscere, quel David Parenzo spalla di Cruciani a Radio 24. Basta sentire i toni e i termini usati per descrivere i meridionali durante una discussione sui terremotati dell’Aquila: parassiti, scansafatiche… napoletani, siciliani e calabresi popoli senza onore. (video in basso)

Criscitiello risponde a Mandorlini

Dibattito razzista a Telenuovo Verona