Rassicurazioni “anonime” sulle perforazioni ai Campi Flegrei

Rassicurazioni “anonime” su perforazioni Campi Flegrei

il comunicato ufficiale dell’INGV lascia molti punti interrogativi

È giunto il comunicato ufficiale dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia in merito all’avvio del “Campi Flegrei Deep Drilling Project” e sul relativo rischio vulcanico. Comunicato ripreso dal sito del Sindaco De Magistris che fa specifico riferimento alle dichiarazioni del Prof. Giuseppe Mastrolorenzo da noi intervistato.
Il comunicato fornisce rassicurazioni su questa fase del progetto, un carotaggio per estrazione di campioni di roccia fino a un massimo di 500 metri di profondità che non necessiterebbe di un Piano di Emergenza e che presenterebbe un rischio prossimo a zero. Rassicurazioni che non mirano però alle successive fasi del progetto, quelle da noi messe sotto la lente d’ingrandimento, che potrebbero far scendere le perforazioni fino a 4 km per “pura ricerca scientifica”, come recita il comunicato smentendo il comunicato del 2008 che parlava invece anche di sfruttamento geotermico. Una fase per la quale abbiamo fornito informazione circa il rischio. E pertanto il comunicato dell’INGV non può fugare i dubbi e non fornisce risposte ai reali problemi sollevati ma si limita ad una sola fase propedeutica dell’intero progetto.
Inoltre il comunicato presenta dei vizi di forma da evidenziare. Il primo è la mancanza del nome del dichiarante per l’INGV (il presidente, il direttore, i titolari del progetto di trivellazione, l’ex attrice Sonia Topazio in qualità di Capo-ufficio stampa dell’Istituto?). Pertanto le dichiarazioni anonime che chiamano in causa il Prof. Giuseppe Mastrolorenzo facendone nome e cognome si potrebbero configurare come azione diffamatoria difficilmente perseguibile.
Il secondo vizio è la generica e ambigua definizione di “ricercatori locali”, che evidentemente si riferisce a coloro che, in seno all’INGV, hanno espresso le proprie posizioni critiche negli scorsi mesi. Anche in questo caso, si tratta di affermazioni non corrette e  in qualche modo diffamatorie e difficilmente perseguibili. Noi non siamo i difensori degli scienziati chiamati genericamente in causa perchè hanno segnalato l’assenza di piani di emergenza per l’area vulcanica a più alto rischio al mondo, ma ne abbiamo ascoltato uno e difendiamo la nostra scelta perchè è di pubblico dominio il loro altissimo prestigio internazionale.
Il Prof. Giuseppe Mastrolorenzo è un Primo ricercatore presso l’Osservatorio Vesuviano-INGV, Dottore di ricerca in Geofisica e Vulcanologia impegnato nella ricerca vulcanologica ai campi Flegrei ed al Vesuvio da circa un trentennio. Autore di numerose pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali di altissimo impatto come “Nature”, “Proceedings of the National Academy of science”, “Journal Of Geophysical Research”, “Earth and Planetary Science Letters”, “Earth Science Review”, “Jouran of Volcanology And Geothermal Research”, “PloS One”, Bulletin of Volcanoly”, “Journal of the Geological Society of America”, “Journal of Petrology” ed  altre riviste scientifiche specialistiche. Ed è per questo che abbiamo ritenuto il suo un parere quantomeno attendibile.
I risultati delle sue ricerche, di massimo impatto internazionale sono state scelte non solo per articoli giornalistici ma anche per documentari scientifici e programmi televisisivi a diffusione mondiale mondiale su “National Geographic Magazine”, “National Geografic Channel”, “BBC World News”, “Television and Documentary”, “Discovery”, “ZDF”, “AED” e tantissime altre testate, anche accessibili sul web.
Ci risulta che dalle ricerche del Prof. Mastrolorenzo siano derivati progressi fondamentali nelle conoscenze vulcanologiche e tra le prime mappe di pericolosità per i Campi Flegrei ed il Vesuvio e l’evidenza dell’urgenza di modifica del “Piano di Emergenza” al Vesuvio con l’estensione alla città di Napoli, recepita dal Dipartimento di Protezione Civile ed in fase di attuazione.
Questo per amore della verità e per rispetto di uno scienziato napoletano che, nella migliore tradizione dell’Osservatorio Vesuviano, fa onore alla città nel campo della ricerca scientifica internazionale così come tutti quelli che hanno espresso maggiore discernimento sul progetto. E non ci stiamo a vederli declassati a semplici “ricercatori locali” solo perchè di approccio più cauto rispetto alla vicenda. Ancora meno accettiamo l’idea di poter essere considerati fautori di informazione allarmistica allorché il nostro obiettivo è chiaramente puntato sulle successive e più complesse fasi del progetto. Qui nessuno è in cerca di voti e non c’è alcuna campagna elettorale da condurre, informazione e partecipazione sono pilastri della democrazia in cui crediamo fortemente.

3 pensieri su “Rassicurazioni “anonime” sulle perforazioni ai Campi Flegrei

  1. Salve, sono Giuseppe De Natale, il coordinatore del Progetto ‘Campi Flegrei Deep Drilling’. Ho già lasciato qualche settimana fa un mio commento, firmato, sul vostro blog quindi, anche se non vado necessariamente a ‘caccia’ di giornalisti o di esibizioni video, non sono ‘anonimo’. Volevo ulteriormente commentare i vostri ‘commenti’, in maniera civile e pacata ma molto ferma e convinta. La prima osservazione che faccio è che non ha senso dire che il comunicato INGV è anonimo. Un comunicato stampa pubblicato sul sito ufficiale dell’INGV riflette necessariamente la posizione del Presidente, dei vertici dell’Istituto (CdA) e, trattandosi di un progetto con un coordinatore, anche del coordinatore stesso. Comunque, a scanso di equivoci, vi comunico formalmente che mi ritrovo nel comunicato, quindi non è più ‘anonimo’ ma ha almeno un nome: il mio.
    Dopodichè, la parte del comunicato che cita ‘alcuni ricercatori locali’ non vuole certo penalizzare i ‘ricercatori locali’ di cui anch’io (insieme ad altri 60 circa dell’Osservatorio Vesuviano) faccio parte. Vuol dire semplicemente due cose, che confutano quanto invece spesso impropriamente affermato: 1) che non c’è alcuna critica diffusa (e nemmeno puntuale) da parte di ‘ricercatori internazionali’, come spesso citano invece i blog come il vostro o qualche noto giornale Napoletano; 2) che, nella ricerca scientifica, esiste un metodo, purtroppo fallibile come tutte le cose umane ma finora considerato il migliore possibile, che si chiama ‘peer review’ (revisione dai propri pari) che afferma che una tesi (o un progetto) è scientificamente valida se, esaminata da un buon numero di esperti di rilievo nella stessa disciplina, essi non trovano difetti evidenti. Quando ciò avviene, chiunque può pensarla diversamente e cercare dimostrazioni scientifiche che confutino tale tesi ma, finchè tali dimostrazioni non sono anch’esse soggette al ‘peer review’ e lo passano indenni, la tesi originale non può essere considerata falsa: ognuno certo può dire quel che vuole, ma è ‘gossip’ e non affermazione scientifica. Questo per rispondere ad alcuni blog dove si affermava che: ‘il progetto non è scientificamente valido, e non serve per gli scopi che si prefigge’; questo chiunque, compreso Mastrolorenzo, è libero di pensarlo ed affermarlo ma, appunto, finchè non viene dimostrato con un processo ‘almeno’ pari a quello che ha invece dimostrato il contrario, è solo un’opinione, una nota di colore, e nessuna conseguenza logica può essere basata su questo. Questo, ripeto, è il metodo scientifico, che non ho inventato io, né Mastrolorenzo, ma purtroppo è la ‘regola’ nel campo scientifico; un po’ come in campo sociale sono ‘regole’ il non rubare, non picchiare la gente, tenere la destra, fare la raccolta differenziata, ecc. Qualcuno sicuramente non sarà d’accordo, ma deve attenersi a tali regole, altrimenti la società va in malora; nel caso della scienza, si farebbe soltanto un gran casino in cui ciascuno penserebbe di essere il più grande scienziato al Mondo. Penso con questo di aver chiarito le cose, ma voglio anche aggiungere che nessuno mette in dubbio le qualità scientifiche di Mastrolorenzo o di chicchessia. Quello che è invece evidente, perchè gli stessi ricercatori che criticano il progetto lo dicono continuamente (vedi ad esempio video di Mastrolorenzo che parla nel ‘giardinetto’), è che nessuno di loro conosce veramente il progetto nei dettagli, semplicemente perchè non si sono mai preoccupati nè di chiederlo a chi lo ha ideato (noi), nè di partecipare ai numerosi convegni nazionali ed internazionali in cui se ne parla (e neanche si sono mai visti ai numerosi seminari ai quali da circa 2 anni mi invitano scuole, musei, organizzazioni varie, ed ai quali ho sempre dato la mia piena disponibilità). Fin qui, nessun problema: evidentemente non gli interessa, e questo non è strano; ogni ricercatore ha interessi diversi. Quello che è strano è che a questo apparente disinteresse quando si discute in consessi scientifici (tra pari, ‘peer’ in Inglese) corrisponda un interesse morboso a parlarne a giornalisti, associazioni, ecc. dichiarando comunque ogni volta che ‘sembra che il progetto preveda…’, sembra che vogliano fare…’, ‘sembra che..’. Ora, a me tutto questo sembra strano. Mi sembra una gran perdita di tempo e di energie: esiste una Istituzione scientifica sul territorio, tra l’altro di illustri natali Borbonici: l’Osservatorio Vesuviano. Perchè voi, i partiti politici, le associazioni ed i singoli cittadini, se avete un dubbio, un timore, se pensate che siamo tutti impazziti e vogliamo male alla gente, non fate un gesto molto semplice: venite a chiedere cosa stiamo combinando, ci telefonate, ci contattate in qualche modo? Perchè, prima di scagliarvi contro una importante Istituzione Napoletana, non venite prima di tutto a sentire le nostre ragioni? Noi siamo estremamente disponibili per questo: la gloriosa sede Borbonica dell’Osservatorio, sul Vesuvio, è aperta 365 giorni all’anno per ricevere scuole associazioni, gruppi di persone; per mostrare l’antica strumentazione, e tante cose che, fino a 151 anni fa, facevano grande Napoli ed il nostro popolo. Oppure potete venire da noi, in Via Diocleziano 328, a visitare il nostro Centro di Monitoraggio, tra i più avanzati al Mondo, che riceve segnali sismici, deformativi e geochimici da tutta la Campania, la Basilicata, la Sicilia. Scoprirete così che, nella vostra città, ci sono ancora realtà (e non solo la nostra, ma fortunatamente moltissime) di altissimo livello, che portano lustro a Napoli ed al nostro Paese e costituiscono la base per costruire in futuro un Paese pulito, moderno, consapevole.
    A me piace il vostro blog; mi piace anche quando, come in questo periodo, continuate ad offenderci (me prima di tutto, come coordinatore del CFDDP), ad ipotizzare chissà quali porcherie possano esserci sotto. Mi piace perché vedo passione civile; male incanalata, perchè tra tante ferite purulente della nostra società vi scagliate proprio contro una delle poche realtà sane e pulite, ma comunque passione.
    Mi piace perchè sono come voi convinto che Napoli sia un grande Paese ed un grande Popolo, purtroppo massacrato da 151 anni di occupazione selvaggia.
    Perciò vi dico: continuate ad essere come siete, continuate a combattere; però, prima di scegliere la vostra battaglia, cercate sempre di capire, e fatelo ad occhi bene aperti andando alla fonte delle notizie, informandovi in prima persona, non seguendo il pifferaio di turno.

    Con rispetto

    Pino De Natale

    • Gentile Prof. De Natale,
      mi spiace rilevare che Lei si senta offeso, anzi dica testualmente “continuate ad offenderci”. Le cose non stanno affatto in questi termini. V.A.N.T.O. in quanto movimento di opinione e il sottoscritto in quanto giornalista non hanno mai offeso nessuno e mai lo faranno, semmai cercheranno di informare in modo analitico e non cronististico.
      Non abbiamo nessuna avversione verso Lei e tutto il fronte del “si” che potremmo sicuramente ascoltare dal punto di vista giornalistico così come fatto col fronte del “no” dal quale abbiamo tratto l’intervento del Prof. Mastrolorenzo per un semplice motivo: sto/stiamo cercando di puntare l’attenzione sulle omissioni di informazione e prevenire l’assenza di democrazia partecipativa (sperando che non sia solo uno slogan arancione di campagna elettorale) nel caso il progetto dovesse proseguire. Perchè, lo ribadisco ancora una volta, è giusto che sia la gente ad essere coinvolta dal Sindaco nella decisione di arrivare con le trivelle a 4 km, informando, chiedendo se lo si vuole o no, e predisponendo comunque adeguato Piano di Emergenza.
      Non mi permetterei mai di giudicare il fronte (spaccato) scientifico che attiene ad una materia così ampia e affascinante ma il principio fondamentale è quello civico-democratico. Voglio dire che la nostra azione è focalizzata sulla figura del Sindaco e solo su quello possiamo esprimere opinione. Non piace che la gente non sapesse nulla prima che ci dimenassimo, non piace che ancora oggi le informazioni siano confusionarie e non si sa se già si sia iniziato o no, non piace pensare che non sia la gente a decidere sull’autorizzazione alla fase più complessa.
      Nessuno scontro in casa, a noi memori dei lustri e delle glorie borboniche, che mai sviliremmo la storia dell’Osservatorio Vesuviano che riteniamo comunque entità d’eccellenza a sé stante nel panorama dell’intero INGV, interessa solo il confronto democratico che fin qui è mancato.

      Angelo Forgione

  2. Angelo come sempre garbato e pungente.
    Per quanto riguarda il Prof. De Natale mi chiedo come mai tutti i suoi colleghi dell’osservatorio Vesuviano sono contro di lui su questa questione dei Camp Flegrei, tranne il il Direttore Martini a tratti che non si capisce da che parte sta (dipende da chi è intervistato). Gradirei una risposta grazie.

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