Trentino, Veneto ed Emilia Romagna patrie del doping d’elite

Angelo Forgione – Il tentativo maldestro-razzista di nascondere il proprio doping da parte di Alex Schwazer è stato rettificato altrettanto maldestramente dal protagonista sulla sua fanpage facebook: “(…) voglio bene a Napoli ed ai napoletani; ho un bellissimo ricordo di una gara a Napoli vinta nel 2010. Estrapolare, come è avvenuto, da una mia breve dichiarazione, dove volevo semplicemente e scherzosamente dire che non possiedo doti di furbizia, una mia mancanza di stima verso i napoletani è offensivo per i miei sentimenti di rispetto verso Napoli e i suoi cittadini”. Per Schwazer, insomma, la furbizia non è intelligenza ma capacità di raggirare. Rimedio peggiore del male! L’atleta altoatesino andrebbe punito simbolicamente con un ulteriore aggravio di pena per discriminazione razziale, lui che è solo l’ultimo di una serie di sportivi italiani squalificati per aver alterato i propri valori. Andiamo a vedere chi sono i più noti oltre ad Alex Schwazer da Vipiteno (Trentino Alto Adige): Giampaolo Urlando da Padova (Veneto), Davide Rebellin da San Bonifacio (Veneto), Marco Pantani (Emilia Romagna) e Riccardo Riccò da Sassuolo (Emilia Romagna). E possiamo tranquillamente metterci anche Francesco Moser da Giovo (Trentino Alto Adige), che praticò impunemente l’autotrasfusione prima del 1984, anno in cui questa divenne illegale. Fu lui stesso a dichiarare di essere stato “una cavia felice“, proponendo persino la liberalizzazione del doping.
E allora viva i fratelloni Abbagnale, Patrizio Oliva e tutti queli atleti napoletani che non sono mai entrati nella lista dei cattivi. Una lista che andrebbe fatta anche per i razzisti, perché la discriminazione è evidentemente ad ogni livello. Anche accademico, se è vero che il Maestro Riccardo Muti, ritirando una laurea ad honorem a Milano, si è tolto qualche mese fa un sassolone dalle scarpe con classe tutta partenopea: «Quando sono arrivato a Milano mi chiamavano il terrone… notavo una lieve forma di razzismo». Ora è ambasciatore della cultura italiana e napoletana nel mondo, cosa di cui non perde occasione per dimostrare quanto ne sia fiero: «la napoletanità alla fine vince».

4 thoughts on “Trentino, Veneto ed Emilia Romagna patrie del doping d’elite

  1. Angelo,facciamo qualcosa di eclatante,e’ ora di finirla non se ne puo’ piu.Anche quella specie di giornalista della rai di torino sulla questione :i Napoletani si riconoscono dalla puzza.Il pm che non ha trovato forme di razzismo,guarda caso e’ piemontese.Non facciamoci intimidire da questo pm,vediamo cosa possiamo fare anche contro di lui.I giudici Italiani che vergogna.PS: Non dimenticamoci mai di un altro giudice piemontese,nel campo calcistico:tosel(minuscolo
    voluto).Muoviamoci

  2. Non trovo la situazione così negativa. Ricordiamoci che la diffidenza verso i napoletani non riguarda il Nord ed il Sud ma l’Italia tutta ed anche l’estero. Persino al Cairo, gli egiziani mi guardavano con sospetto perchè napoletano, lo stesso accadde a Capo Verde, dove gli abitanti del posto ben conoscevano la differenza tra napoletani ed il resto degli italiani. L’essere un napoletano a Milano rappresenta per me uno stimolo ulteriore per dimostrare di essere una persona decente, non solo nei confronti dei milanesi doc ma anche dei pugliesi, calabresi, siciliani, sardi emigrati a Milano e che hanno un atteggiamento ancora più ostile nei confronti dei napoletani rispetto ai milanesi purosangue. Da napoletano trovo che la realtà di diffidenza nei confronti dei napoletani sia l’ideale per migliorarmi. Mi aiuta ad essere una persona migliore di quella che sarei se non fossi napoletano e se quindi non avessi da dimostrare il 200% rispetto ad un veneto o ad un emiliano. Devo rigare dritto (al contrario degli italian, truffaldini da Sud a Nord) per essere considerato un essere umano e venire rispettato, questo mi fa piacere.

  3. Il potere e’ padano. I “media” gestiti dal potere industriale padano hanno creato l’immagine del napoletano furbo, ignorante, piagnone, ladro… Alla stessa maniera hanno creato l’immagine del Re Borbone ignorante. Se i napoletani fossero veramente furbi, comanderebbero in questo Paese anziche’ emigrare per cercare lavoro al nord, pagherebbero le tasse piu’ basse, anziche’ subire il salasso delle assicurazioni. Se i napoletani fossero furbi manderebbero i loro rifiuti tossici al nord anziche’ farseli spedire legalmente dagli industriali del nord nelle discariche di Pianura e Chiaiano. Gli industriali del nord stanno distruggendo Napoli, stanno facendo terra bruciata e i napoletani continuano a subìre passivamente…

    • Perfetto! Sono completamente d’accordo.
      Aggiungo che ALCUNI napoletani subiscono passivamente e che il peggio è rappresentato dai TANTI ALTRI che alle politiche votano e fanno vincere il partito
      alleato con la lega nord!!!!!!
      Ma se i napoletani 150 anni fa hanno tradito il proprio Regno…..che ne vogliamo di più????
      Fanno bene a schifarci!
      Per colpa di alcuni, schifo per tutti!

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