La prima sanzione per cori calcistici contro i Napoletani
Tosel ha capito la nostra battaglia o fa la sua ai cagliaritani?
Angelo Forgione – Sembrerebbe un piccolo passo avanti nella difficile battaglia che V.A.N.T.O. conduce da anni per la demarcazione dei limiti che separano gli “sfottò” dai cori razzisti nel calcio. Il giudice sportivo Gianpaolo Tosel ha inflitto un’ammenda di 5.000 euro al Cagliari “per avere i suoi sostenitori, prima e nel corso della gara, rivolto cori insultanti nei confronti della tifoseria avversaria”. Per la verità, oltre ai cori, si è trattato anche di striscioni volgari fortunatamente rimossi dopo essere stati fotografati, ma mai quanto il coro “noi non siamo Napoletani” che, pur non essendo razzista, è stato intonato forte e vergognosamente al termine del minuto di raccoglimento per la scomparsa del centauro Marco Simoncelli.
È il primo caso in cui viene riconosciuto una certa violenza verbale, anche se non si usa la parola “insulti” senza aggettivarla con la qualifica di “razzisti”.
Ammesso che ci siano stati cori veramente razzisti (abbiamo sentito di molto peggio), che Tosel abbia finalmente capito che sono contro il regolamento? Oppure si tratta di una lieve decisione “politica” contro la tifoseria del Cagliari che è sotto osservazione dopo la sospensione della gara contro l’Inter di un anno fa per cori razzisti contro il giocatore di colore Eto’o? Ricordiamo che allora, nel comunicato, Tosel parlò di “grida e cori costituenti espressione di discriminazione razziale” mentre oggi parla di “cori insultanti”.
Badi bene il Giudice Sportivo, perchè se oggi avesse sanzionato degli insulti per i Napoletani a Cagliari (di cui non c’è da lamentarsi nonostante si tratti di volgare malcostume italiano) per poi ignorare in futuro i veri cori razzisti, questa decisione da incoraggiante si trasformerebbe in grave beffa.
Resta il fatto che da anni battiamo su questo tasto. Il razzismo calcistico non è solo contro i neri ma anche contro i Napoletani, i rumeni e gli slavi, a prescindere che siano in campo piuttosto che sugli spalti. E casca a fagiolo il comunicato della ACF Fiorenitna che, nella persona del responsabile della comunicazione Gianfranco Teotino, a margine della conferenza stampa odierna di Sinisa Mihajlovic, ha voluto specificare che la società è al fianco del tecnico per quanto riguarda i cori razzisti (“Sei uno zingaro”) rivolti da parte dello stadio domenica scorsa al tecnico serbo. “Accettiamo cori e contestazioni di ogni tipo, ma quando ci sono insulti razzisti o personali, la ACF Fiorentina li respinge e li condanna”, ha detto Teotino.
Ecco, questo per esempio è vittimismo tutto napoletano: perchè lamentarsi per il “noi non siamo napoletani” quando puntualmente contro la Roma a Napoli le due curve intonano “noi non siamo sporchi romani!”? E i cori razzisti, purtroppo, son diffusi (non tanto, per la verità) anche a Napoli. Contro lo Steaua Bucarest tutto lo stadio cantava “siete zingari!”, e lo stesso aggettivo lo si rivolge spesso a Ibrahimovic. E anche i deprecabili “bu, bu, bu!” rivolti a un giocatore di colore spesso (ultimamente un po’ meno, come in tutta Italia d’altronde) si sono elevati da alcune gradinate del San Paolo. Si tratta di un’usanza non solo italiana, da condannare, certo, ma che non può diventare pretesto per protestare contro un pregiudizio anti-Napoli, anzi: in questo caso si tratta, sì, di pregiudizio, ma di pregiudizio pro-Napoli, come a voler dire: “a Napoli non son razzisti, non possono esserlo loro!”. E infatti i cori razzisti a Napoli non fanno notizia, quelli a Verona (vedi Mandorlini) sì… Per concludere: non si tratta di dire chi è più corretto o chi fa meno cori razzisti, o quali sono peggio. Si tratta di un comportamento, incivile, diffuso in modo diverso da Nord a Sud, e che va condannato in blocco!
Sono perfettamente d’accordo, tant’è che (forse ti sfugge tutto il percorso di sensibilizzazione) in tante occasioni abbiamo fatto distinzione tra cori razzisti e cori volgari, e condannato anche quelli dei napoletani proprio come esempio.
La storia del “vittimismo tutto napoletano” è vecchia come il mondo, antica arma psicologica per zittite i colpiti.