Il Napoli trionfa. Napoli fischia l’inno, ecco perchè.

Il Napoli trionfa. Napoli fischia l’inno, ecco perchè.

Schifani sconvolto dall’effetto ma non dalla causa

Il Napoli ha vinto! La Coppa Italia è gran cosa perchè quest’anno a vincere in Italia, escludendo la simbolica Supercoppa, sono due squadre: Juventus e Napoli. Chapeau! Il calcio Italiano non è più competitivo come negli anni ’90 e le possibilità di alzare trofei sono davvero pochissime. Ecco perchè issare al cielo di Roma il secondo trofeo nazionale di fronte ai neocampioni d’Italia è motivo di prestigio e orgoglio. La Juventus voleva chiudere imbattuta, cucirsi sulle maglie la stella d’argento, fare la doppietta. Tutte speranze scippate da un’onda azzurra inarrestabile che ha voluto chiudere in bellezza, facendo vedere rosso a Quagliarella e lasciando ‘O surdato nnammurato a chi sa cantarlo con la giusta dizione e passione.
Stagione comunque positiva per il Napoli cha ha fallito l’accesso alla prossima Champions League ma ha centrato ancora una volta l’Europa dove non si presenterà più come cenerentola ma con un tricolore sul petto e tutto il prestigio acquisito contro Chelsea, Bayern Monaco e Manchester City. Senza smantellare nulla come da alcune latitudini annunciato ma semmai rilanciando; il Napoli non vende, il Napoli acquista! Lavezzi è un caso particolare, autorizzato a decidere autonomamente da una clausola rescissoria che tutti conoscevano da anni. I soldi che ne verranno ingrosseranno le già sane casse della società che li reinvestirà per un rafforzamento della squadra ponendosi sul mercato italiano con posizione privilegiata come pochissime altre.
Finale perfetto, se non fosse per la polemica sull’inno nazionale sonoramente fischiato. Il presidente del Senato Schifani si è detto sconvolto e in tanti hanno gridato alle gravidanze dell’idiozia. Fischiare un inno è sempre un atto che schiude forti discussioni. Accadde durante l’inno argentino nello stesso stadio da parte degli italiani contro Maradona la sera della finale di “Italia 90” perchè Diego aveva invitato i napoletani a riflettere sull’italianità alla vigilia della semifinale contro l’Italia a Napoli. Un malcostume senza una sufficiente giustificazione, visto e rivisto in diverse partite di calcio internazionale, anche in Italia all’indirizzo dei francesi. Ieri invece non c’era casualità o incosciente vizio di rivalità da stadio ma un segnale di scollamento sociale. Una cosa è fischiare un inno di un’altra nazione e un’altra è fischiare il proprio inno.
Era già successo nel 2009 a Valencia in Spagna, durante la finale di Copa del Rey tra Barcellona e Athletic Bilbao, e quel precedente indizia sul senso dei fischi dei napoletani all’Olimpico di Roma. Allora furono baschi e catalani a ostentare la loro identità in faccia a Juan Carlos coprendo coi fischi la Marcha Real. La TV spagnola censurò i fatti collegandosi con le piazze di Bilbao e Barcellona per raccontare le emozioni delle due tifoserie, ritrasmettendo il momento dell’inno nell’intervallo con una traccia sonora sostituita. Ne seguirono grosse polemiche, non per i fischi ma per la censura, non verso i tifosi ma nei confronti della TV di stato che dovette licenziare il responsabile della redazione sportiva.

I napoletani hanno fischiato sonoramente l’inno. Fino a qualche anno fa la cosa non accadeva ma ora il fenomeno si ingrossa. Perchè? Schifani e i vertici dello Stato, pur sconvolgendosi, non farebbero male a domandarsi come mai negli stadi italiani è consentito dire di tutto, e impunemente, nei confronti dei napoletani. Schifani si è sconvolto per quei fischi ma non per l’urlo ben distinguibile “Napoli m…” durante il minuto di raccoglimento dedicato all’attentato di Brindisi e al terremoto in Emilia Romagna. E non si è sconvolto per il coro “colerosi… terremotati” quantomai inopportuno visti gli avvenimenti del giorno che hanno visto la morte, tra gli altri, di un operaio napoletano tifoso del Napoli. Scandalizzarsi per i fischi di un popolo che viene “accolto” da sacchetti dell’immondizia e messaggi di benvenuto in Italia è come stigmatizzare con stucchevole bigottismo l’effetto e non la causa. Questo malcostume continua da anni negli stadi, nei dibattiti politici così come in tv e sui giornali che inquadrano Napoli come la pecora nera del paese, e le regole sul razzismo suggerite dal leghista Maroni è ormai dimostrato con due anni di inapplicazione che non riguardano l’etnia napoletana. Non si può chiedere all’Italia di essere unita solo nelle tragedie o nelle partite di calcio e poi mandare avanti nell’ordinario un paese a due velocità, squilibrato e per giunta razzista.
Schifani ha il suo ruolo istituzionale e stigmatizza, ma rifletta su un’unità che non c’è e che non si costruisce con delle retoriche celebrazioni o con un inno dopo 150 anni di solo unione geografica. Rifletta sull’occasione sprecata delle celebrazioni dell’unità d’Italia prive di verità storiche circa il ruolo di Napoli e del Sud, cariche di una retorica che la gente non digerisce più sdoganata anche dallo sponsor della manifestazione nei suoi spot. E certe cose arrivano anche nelle curve, tant’è che in quelle del Napoli si vedono sempre più simboli e messaggi storico-identitari. Ieri il momento era particolare e in molti non l’hanno capito: Napoli contro Torino, le due capitali dell’Italia disunita nella capitale dell’Italia unita, ma solo geograficamente.
Napoli ha cominciato a fischiare l’inno proprio l’anno scorso, prima non l’aveva mai fatto, e la prima volta fu durante Napoli-Inter di Coppa Italia del Gennaio 2011; la cronologia non è casuale. E allora, ecco spiegato il motivo per cui ieri i napoletani cantavano “noi siamo Partenopei” durante l’inno. Sarebbe stato più giusto limitarsi a questo, evitando i fischi, ma ignorare o fingere di ignorare le motivazioni di un dissenso spontaneo significa non voler prendere coscienza di un malessere e di uno scollamento che arriva da un popolo da sempre orgoglioso e comunque diverso che chiede rispetto per darlo come ha sempre fatto. Se il popolo italiano cominciasse ad essere più rispettoso ed educato, certe cose non accadrebbero; e l’educazione civica la insegnano le istituzioni prima di tutto.
A proposito, il 25 Maggio si disputerà al Vicente Calderon la finale di Copa del Rey. Sarà nuovamente Barcellona contro Athletic Bilbao… a Madrid. Il direttore dei servizi sportivi di TVE stia attento a non censurare le immagini dell’inno nazionale. Li non si fanno polemiche senza andare al cuore del problema.

18 pensieri su “Il Napoli trionfa. Napoli fischia l’inno, ecco perchè.

  1. Schifani è stato alleato politico della lega nord, partito xenofobo, che ha sempre rinnegato l’inno italiano ed ha ripetutamente dichiarato che il tricolore è utile solo per nettarsi il buco del bip!
    Avrebbe dovuto sconvolgersi per questo e non per i fischi dei napoletani!
    Fischi giusti e meravigliosi da parte di un popolo che, finalmente, sta prendendo coscienza dei veri fatti storici relativi all’ invasione e successiva distruzione del Sud da parte dei piemontesi!
    Quei fischi mi hanno dato una gioia pari a quella che mi ha pervaso in occasione dei goals del Napoli!
    E’ da sottolineare un’altra occasione persa da giorgio napolitano, con la sua assenza, per fare bella figura con la sua Città natale mentre non la ha sprecata quagliarella per dimostrare quanto siano una chiavica i meridionali che emigrano e si piemontesizzano.
    Per tutto ciò, continueremo a fischiare ed a gridare “Forza Napoli e W i Briganti”
    Walter Rho

  2. Alfredo Ferrara è sempre il solito e mi sa ch’è tifoso dei gobbi.
    Io e molti altri come me, non ci siamo dimenticati che dopo la vittoria della juve contro di noi, sono stati spsrati, a Napoli, i fuochi d’artificio. Mi sa che il Ferrara era tra quelli che più ne hanno sparati.
    Fischiare l’inno italiano deve diventare un nostro dovere.

  3. Signor Ferrara,
    grazie per averci indicato la luce anche in questa circostanza!
    Grazie infinite!
    E poi, sotto sotto c’è sempre qualcosa di buono, ed il buono del signor Ferrara è che è tifoso del Napoli!
    Possiamo mai essere cattivi con un tifoso azzurro? No, assolutamente, quindi, forza magico Napoli e forza signor Ferrara!!!!!!
    Saluti
    Walter Rho
    PS.: ma per la Casertana, almeno un pochino pochino di tifo, lei lo fa?

  4. povera la pippa pensava che stafa al festival col suo grido finale mi ha convinto che di genoa ma anche una deficiente messa allo sbaraglio come garibaldi usata per un inno nazionale che gia si sapeva che avrebbero fischiato ma come a solito non bisogna rifiutare agli impegni cosi se li e meritati tutti i fischi anche lei la russa nel 2010 disse dello schermo schifani parla dei fischi ma nessuno spiga alla nazione perche questa e la politica italiana

  5. Purtroppo il mio commento è stato cancellato ( è già la seconda volta ) evidentemente al povero forgione il dissenso dà noia, ma devo ahimè ripresenterlo ovviamente in forma diversa. Lo faccio sia per onestà intelletuale sia per non far sembrare walter56 e francesco netti dei pazzi che si rivolgono a qualcuno che non esiste, ma devo ammetterlo un po’ lo faccio per forgione il fatto che cancelli i miei commenti lo trovo sublime nella sua pochezza culturale e sono sempre dell’idea che questo giovanotto può farcela nel lungo cammino verso la tolleranza ed il rispetto, diceva voltaire: “Non condivido la tua idea, ma darei la vita perché tu la possa esprimere”. Dunque io tifo napoli mi dispiace per il netti ma io non solo non ho festeggiato lo scudetto della juve ma non ho nemmeno sparato fuochi in quanto sono contrario, pure a capodanno. Ma ciò non toglie che trovo normalissimo che si festeggi, e non ventusedo il motivo per cui un tifoso nato a pozzuoli o catania o avellino non possa tifare e gioire per squadre come juventus, inter, milan oppure sanbenedettese. Mi domando Io che sono di caserta devo per forza di cose tifare casertana? Solo perchè sono nato, cresciuto e pasciuto a caserta? NO! Tifo chi mi pare e piace e ammè ( errore grammaticale voluto ) piace il napoli, tiè! A me sign. walter56 della casertana non me ne frega nulla non so nemmeno in che serie gioca ,ciò non toglie che cerco di essere molto attento alle problematiche sociali della mia provincia. Conosco un romano de roma che lavora in vaticano che è tifoso del napoli, secondo certi argomenti che sono riportati in questo blog dovrei dirgli che è in errore? Deve tifare per forza roma o lazio? Ma se ha il napoli nel dna sebbene romano perchè lui non dovrebbe gioire della vittoria? Quindi un trentino che tifa napoli non va bene, un catanese? un cagliaritano? chi può tifare napoli oppure un’altra squadra e chi no, chi decide? forgione? i neoborbonici? e come si deciderà, quale sarà il metro di misura della passione sportiva? mah! mistero! Ritornando ai fischi sull’inno, li trovo incivili, gli inni nazionali non si fischiano mai, questo almeno è il mio pensiero, ritengo che la politica e questioni simili stiano lontano dallo stadio luogo in cui bisognerebbe solo divertirsi e tifare per la propria squadra qualunque essa sia.

    • Caro signor Ferrara,
      come ho già esplicitato nella mia precedente replica, il fatto che lei tifi Napoli non può che farmi immenso piacere e, per ciò, sarei ben lieto di offrirle un buon caffè napoletano.
      La mia critica, relativamente alla squadra oggetto del tifo, non vuol significare che è da censurare colui il quale non tifa per la squadra della propria città ma che è assurdo che un meridionale tifi per una squadra del nord i cui legittimi tifosi non sanno far altro che scaricare letame sui meridionali. E questo in maniera molto semplice e immediata, senza dilungarsi sulle ragioni storiche ed attuali che socialmente, economicamente, industrialmente e politicamente hanno reso il Sud una colonia sottosviluppata del paese.
      Mi spiace che lei sia così indifferente alla Casertana Calcio perchè il mio modo di intendere mi porta ad amare e ad essere interessato a tutto tondo delle cose che riguardano la mia città.
      Lei, che è una persona di cultura e che cita Voltaire, mi può spiegare che cosa ha contro i Neoborbonici e che cosa ne pensa dei fatti del 1860?
      Forse confrontandoci su tali argomenti, alla fine, io o lei avremo capito qualcosa in più!
      Eventuamente, se lei lo ritenesse necessario, potrei indicarle qualche lettura che potrebbe aiutarla a farle capire il perchè dei fischi all’inno da parte dei napoletani.
      L’inno nazionale non si fischia e sono d’accordo con lei, ma non si fischia l’inno di una nazione vera, non di quella nostra, che non è mai stata una nazione bensì il paese dei comuni, della lega nord, il paese dei prepotenti……..
      L’inno di noi meridionali è stato e mi auguro un giorno possa ritornare ad esserlo, quello del grande Giovanni Paisiello che, qualora non lo conoscesse, può ascoltarlo cliccando sul seguente link:

      Per finire, perchè è così accanito nel criticare il signor Forgione?
      Ad egli dobbiamo riconoscere il grande impegno che profonde nel tentativo di salvaguardia e miglioramento della sua città oltre al merito di renderci disponibile questo suo bellissimo blog che ci consente il gradevole confronto
      La saluto cordialmente
      Walter Rho

  6. il sig. Ferrara se è quello che si vede in foto ha ben altri problemi.Consiglio di assistere una qualsiasi partita del Chievo o del Verona contro qualsiasi squadra meridionale, per fargli capire come politica e razzismo sono presenti negli stadi settentrionali.Se poi abbiamo anche dei ns corregionali che tifano per le squadre di questi signori, non si meravigli il ns. sig.Ferrara che qualche sacrosanta critica gli venga mossa.Per quanto riguarda l’inno, bè va da sè che se 150 anni di pseudo politica unitaria non sono bastati per formare una nazione, allora dia uno sguardo alla >Germania che ha riunito la nazione in pochi anni, sull’unità chieda qualcosa ai ns. figli che per trovare lavoro si devono spostare al Nord tentando di non far apparire troppo l’accento meridionale, lo chieda ai vecchi militari cosa hanno dovuto subire in caserma, agli artisti che in televisione devono fare battute sui luoghi comuni sul Sud altrimenti non lavorano.Ma queste cose il Sig.Ferrara forse le conosce già, perchè se fosse il contrario allora bene farebbe Forgione ad ignorarla.

      • Mi scusi, la replica era diretta al signor Nicoborrelli in relazione al quesito che egli si pone nel suo commento.
        Saluti

  7. ciao Angelo e complimenti per quello che riesci a fare.
    Io ritengo i fischi all’inno il simbolo di un’elevata quanto mai mistura tra malcontento, delusione e rabbia per quello che l’Italia intera sta provocando, in tutti i sensi.Mi spiego meglio.
    Premesso che OVVIAMENTE il napoletano non si sente uguale al torinese, che storicamente ha sottratto quel che ha potuto, ma poi i fischi hanno molteplici significati e sfaccettature:
    – rabbia, per come siamo etichettati in (quasi) tutta Italia, e non solo negli stadi di calcio. Ad ogni notizia di tiratura nazionale di furto o truffa si pensa subito ai napoletani, ma le recenti notizie di cronaca ci rendono giustizia (trota docet).
    – malcontento socio-economico: siamo (nuovamente) dimenticati dallo stato che,anzi, ci tassa e ci tartassa nonostante le cassintegrazioni ed i licenziamenti…..
    – delusione, per come ci vengano imposti troppi vincoli, l’ultimo è stata la ignobile traghettata verso lo stadio olimpico con i mezzi pubblici dopo un’estenuante esagerata fila di controlli preliminari durata ore sotto la pioggia.
    Non giustifico il gesto (non siamo magistrati), ma nei cervelli di molti balena spesso il dubbio se Garibaldi ha fatto bene o era meglio che si facesse i …. suoi. Faccio presente che, attraverso i mezzi di comunicazione, i napoletani e napoli sono “reclamizzati” esclusivamente per le carenze con le conseguenti esagerazioni, nonostante non generate da noi stessi (se la munnezza on viene ritirata è colpa di chi la produce ? )
    Ad ogni modo, dopo 2 giorni siamo ancora legati al festeggiamento: GODIAMOCELO. Ne abbiamo bisogno.
    nicola borrelli

  8. Cari Napoletani.
    Dispiace profondamente per l’atteggiamento di molti italiani nei vostri confronti, e anche per l’atteggiamento delle istituzioni dopo l’Unità nei confronti del Sud, impoverito e costretto a emigrare. Il consiglio che vi posso dare è di cambiare atteggiamento: non è sentendosi ‘borbonici’ che sarete rispettati dagli italiani. Noi, ad esempio, non accogliamo un boss della camorra che sfila con la sua decappottabile per le vie del paese durante una festa patronale; noi non abbiamo la camorra che spesso viene osannata da alcuni di voi, come se fosse un vostro vanto. Vedasi esempio del camorrista che a Roma ha detto ‘pijamose Roma’ e intendeva ‘estendere’ i tentacoli della camorra per quanto riguarda lo spaccio della droga, forse oggi in mano ai Casalmonica (che napoletani non sono). Capisco che spesso alcuni di voi siano ‘costretti’ a compiere crimini in trasferta: se ci fosse un maggior benessere per tutti, sono sicuro che la maggior parte di voi non farebbe il delinquente, ma farebbe da cassa di risonanza della cosiddetta ‘napoletanità’, quella buona (musica, teatro, la buona cucina, …) e non quella ‘marcia’ (sono gli stessi napoletani che criticano spudoratamente certi elementi che si comportano da mezzi animali: strafottenza, volgarità, …). Che dire poi del fatto che spesso voi napoletani postate dei commenti nei blog, nei forum e sui social network rigorosamente in ‘napoletano’, impedendo ai più di capire e di confrontarsi con le vostre opinioni. Perché non scrivete sempre in italiano e perché tra di voi, anche in presenza di italiani, parlate sempre in napoletano? La maggior parte di noi parla sempre in italiano, quando altri non capiscono il nostro dialetto che poco utilizziamo. Così vi isolate! La gente non vi capisce ma vorrebbe. Basterebbe che voi diventaste simili a Totò, che forse è uno degli attori più amati da tutti gli italiani, ed è napoletano, e nessuno gli ha cantato i cori razzisti. Quindi, il rispetto ve lo dovete meritare! Invece, no! Vi siete tenuti per decine d’anni gli stessi politici locali, avete migliaia di imboscati nelle società che ‘non’ si occupano della raccolta dei rifiuti (nel senso che passano intere giornate a non fare niente), vi siete ‘spontaneamente’ offerti per raccogliere i rifiuti tossici del nord Italia (sotto le vostre terre), non fate la raccolta differenziata dei rifiuti (o forse qualcosa è cambiata con il nuovo sindaco). Date prova del fatto che voi siete persone ‘pulite’. Pensate ad esempio che i sardi non abbiano nutrito forte risentimento per essere stati considerati ‘pastori’ e per l’accento marcato? In quasi tutti i film il sardo è rappresentato come un non bello che fa sempre lavori non da ricco, e che ha un accento marcato. Loro stanno cercando di liberarsi da questi luoghi comuni: Tiscail è un esempio. Fatelo anche voi. Mettetevi in testa che il regno delle due Sicilie non ci sarà più: potete dare solo il vostro contributo per migliorare l’Italia e non è certo fischiando l’inno e non sentendosi italiani che migliorerete questa situazione.

    • In questo commento ci sono elementi di verità su cui discutere ma anche tanta disinformazione. Come ad esempio il termine borbonico con accezione negativa. Cosa vuol dire “non è sentendosi ‘borbonici’ che sarete rispettati dagli italiani”? Chi gestisce questo blog è fieramente borbonico e amante della cultura di tutti, e sottolineo cultura. Vedi? Sei caduto nell’errore che fanno tutti, quello di stravolgere la napoletanità partendo proprio da quel termine che rappresenta la cultura dei Napoletani e del Sud. Evidentemente pensi sia retrograda, ma quella è cultura illuminista. Ma voi siete succubi della denigrazione risorgimentale e continuate a stravolgere quel termine, stravolgendo con esso tutto ciò che è culturalmente napoletano e stravolgendo la stessa Napoli.
      C’è un uomo di cultura, premiato negli USA per aver valorizzato più di tutti la cultura ITALIANA, che ti può aprire la mente. Guarda qui e poi ne riparliamo: http://www.youtube.com/watch?v=K8UNASUUBCI

    • Come sempre, saccenti e presuntuosi; sempre a voler dare lezioni agli altri!
      Voi non accogliete trionfalmente un boss della camorra ma vi tenete un bossI presidente della lega nord nonostante la cartella family i trotamat e le rosy mauro, terrone quando divenute scomode.
      Per non scordarci poi dei vari tanzi, dei consiglieri regionali lombardi e via dicendo.
      Credo che anche voi abbiate necessità di dare prova che siete delle persone “pulite”.
      I primi ad essere collusi con la camorra sono stati proprio i piemontesi ed è storicamente provato.
      La maggior parte di noi non fa il delinquente ma l’onesto e corretto cittadino e per quanto ai livelli di criminalità Napoli non è certamente primatista ma è dietro ad almeno due altre città italiane.
      Il primato lo detiene unicamente in termini mediatici e di pregiudizio.
      Così come in un film di Troisi quando egli, fuori da Napoli, si dichiarava napoletano sistematicamente l’interlocutore gli chiedeva “emigrante?” e lui rispondeva piccato “NO”!
      Per quanto al dialetto, che dire dei valdaostani e dei trentini che, pur beneficiando di rimesse statali ben più sostanziose di altre regioni italiane, hanno il francese ed il tedesco quali lingue primarie e, quasi, sono incapaci di parlare l’italiano?
      Rimarcate il fatto che sporchi camorristi napoletani hanno accettato i vostri rifiuti tossici e non vi turba il fatto che i mandanti sono i vostri lustri industriali???????
      Comunque, l’italia noi non l’abbiamo voluta, l’abbiamo subita con l’inganno dei savoia, degli esuli traditori, dei massoni, dei camorristi (al servizio del garibaldi) degli inglesi e contro questa italia abbiamo speso dieci anni di guerra civile!
      In questi dieci anni di lotte abbiamo subito violenze, da parte della vostra italia “pulita” che nulla hanno da invidiare a quanto patito dagli ebrei nel secolo scorso.
      Prima di fare i professori, i civili, i colti, collegate bene la spina al cervello, guardatevi allo specchio ed aprite i vostri armadi che di scheletri nascosti ne avete fin troppi.
      Il socialista Regno delle Due Sicilie, Regno nel quale non esisteva emigrazione, non esiste più per colpa vostra e, per quanto mi riguarda, con questa italia non ho nulla a che spartire e men che meno la sua stonata marcetta nazionale.
      Walter Rho
      Regno di Napoli (perchè noi, a differenza vostra, il regno lo abbiamo avuto sin dal 1130)

  9. Sign. Walter56 la ringrazio per i toni conciliatori che mi sorprendono positivamente, visto i precedenti, che mi stimolano a darle una risposta che spero sia esauriente, vado con ordine. Lei dice che trova assurdo che un meridionale tifi per una squadra del nord, io veramente trovo assurdo che al mondo c’è gente che non tifi napoli, ma questa è la mia fede calcistica che mi annebbia. Seguendo il suo ragionamento però bisogna dire che è assurdo che un milanese tifi napoli, ma perché? Perché la passione calcistica ha radici territoriali? L’amore non ha confini, perché deve averlo l’amore per una squadra di calcio? io sono fiero di avere un amico romano che tifa napoli, sarei fiero di sapere che a bolzano esiste un club napoli ( a via novacella ). Riguardo alle offese, queste vanno giustamente sanzionate, ma vorrei far presente che sono da ambedue le parti, se a torino avessero venduto sciarpe con la scritta “napoli merda” oppure avessero apposto la bandiera della nostra squadra su cassonetti e cessi io mi arrabbierei, ebbene a napoli queste cose le hanno fatto con la bandiera juventina, questo non è dimostrazione di tifo è stupidità. Su questo blog sono state pubblicate due lettere di sincero e tenero amore verso la città di napoli, da cittadine del nord, quindi non è così strano che esistano tifosi del nord del napoli, ma perché non deve essere normale. Lo sport è un modo per fraternizzare chi non la vede così non è sportivo, criticare un avellinese che tifa inter è sciocco come criticare un pesarese che tifa napoli. Cosa c’azzecca la politica o i fatti di 151 anni fa con lo sport? Assolutamente nulla! Dire che la coppa italia ha una valenza politica è solo un tentativo di strumentalizzare la tifoseria napoletana ( storicamente la meno politicizzata ) per i propri fini secessionistici. Io sono indifferente alla casertana, perché per me esiste solo il napoli, da un punto di vista calcistico, mentre però seguo con interesse, anche se distrattamente, la juvecaserta di basket, ricordo come fossi ieri quando” vincemmo” lo scudetto contro milano, e le dico pure come è nato questo interesse, alla scuola elementare che frequentavo venne a farci visita il grande Oscar, un marcantonio enorme, che ci raccontò qualcosa su di lui ed il basket, forse se fosse venuto Meneghin, seguirei un’altra squadra. Riguardo al mio astio nei confronti dei neoborbonici non posso approfondire perché sarei off topic, ma posso dirle che non sopporto chi storpia la storia per i propri fini politici. Riguardo alle mie considerazioni sui fatti del 1860 posso dirle brevemente che mi rifaccio a quelli che i neoborbonici erroneamente definiscono “storici Ufficiali”. La ringrazio per le letture, non mi citi “terroni” di aprile in quanto già in mio possesso, le ricambio il favore suggerendole la bellissima “Storia D’Italia” di Montanelli-Cervi , ma anche di Rosario Romero “ Mezzogiorno e Sicilia”. Mi fa piacere che siamo d’accordo con il fatto che gli inni nazionali non si fischiano, voglio solo ricordarle che La lega nord ha governato questa nazione anche con i voti del sud. Riguardo a Paisiello che conosco, la inviterei a leggerne la biografia, eviti wikipedia, e vedrà come fu trattato dai suoi sovrani. Riguardo Forgione, non ho assolutamente nulla contro di lui, anzi è il contrario, apprezzo molto il lavoro in difesa di napoli o il sud in generale da stereotipi e false credenze, è lui che però ha cancellato per due volte i miei commenti senza addurre spiegazione, poi per il resto se il blog è aperto a tutti io partecipo e se si pubblicano cose su cui sono d’accordo bene, altrimenti rispondo, mi pare una cosa normalissima.
    Stavolta la ringrazio per saluti e ricambio con altrettanta cordialità.
    Una veloce risposta anche al sig, Ursumando, se confrontiamo le nostro foto la batto 10-0.

    • Si, però lei, adesso, la foto la ha cambiata e questa è decisamente più bella di quella precedente e, devo dirle, non grazie e lei.
      Un abbraccio
      Walter Rho

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