Vedova Almirante senza rispetto per Napoli. Le risponde Marcellì…

«Alemanno ha ridotto Roma uno schifo come Napoli». De Magistris incassa?

Angelo Forgione – Parole dure quanto irrispettose quelle ai microfoni di Radio Città Futura pronunciate da Assunta Almirante che per “misurare” il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha preso il solito metro di paragone, che però è appunto sempre il solito. «Alemanno è proprio da azzerare. Ha ridotto Roma uno schifo. Sono andata al cimitero e non mi sono rotta le gambe per miracolo, era tutto rotto, sporco e fracassato: siamo arrivati al livello di Napoli».
Curiosamente era stato anche lo stesso Alemanno a difendersi qualche mese fa dalle accuse di non aver saputo arginare la delinquenza romana dicendo che Roma non è Napoli, mentre in realtà lo scorso anno si è rivelata molto peggio sotto tale aspetto. Ora non è che la vedova Almirante, meridionale, abbia bestemmiato. Napoli è città fortemente degradata (come altre, n.d.r.) e umiliata nella sua bellezza, questo è lapalissiano e chi la ama davvero non lo nega. Ma la Almirante non è stata interpellata per dibattere su Napoli e per suggerire soluzioni; è stata chiamata in causa per giudicare Alemanno. E pertanto il paragone è non solo fuori luogo ma irrispettoso per il semplice fatto che non conserva una critica d’amore per Napoli ma solo disprezzo diretto per Alemanno e indiretto per Napoli che ancora una volta ne riceve pubblicità negativa, e proprio non ne ha bisogno.
Noi che da queste pagine informiamo della nostra lotta attiva al degrado dell’amata Napoli non possiamo accettare una simile dichiarazione e ci chiediamo perchè il sindaco De Magistris non si indigni e metta a posto la Signora invitandola a formalizzare delle scuse ufficiali. Non vorremmo che chi amministra la città chini il capo perchè consapevole che senza soldi non potrà arginare il degrado. In tempi di blatte e massacro mediatico nazionale e internazionale, proprio De Magistris, chiamato in causa con la sua amministrazione, dichiarò che «il riscatto di Napoli da fastidio, questo è un tema che inizia nel 1861 con l’unità d’Italia e i rapporti tra Nord e Sud del paese» e annunciò azioni legali nei confronti di chiunque ledesse l’immagine della città. Sarebbe il caso che la voce la si iniziasse ad alzare anche quando si colpisce la città intera e non solo la sua amministrazione, magari impegnandosi ancor di più per migliorare la vivibilità di tutta Napoli e non solo del suo splendido lungomare.
Noi, da operatori della comunicazione e da sentinelle anti-degrado, invitiamo la Signora Almirante a sforzarsi di decifrare Napoli che, marciapiedi e strade dissestate a parte, ha ancora un’anima bianca che le altre città non hanno e che si contrappone a quella nera che fa la felicità dei media. E le diamo uno spunto di riflessione sulle parole di Marcello Mastroianni (guarda il video) che, da profondo conoscitore delle realtà di Napoli e Roma, espresse il suo giudizio da uomo di cuore. Eppure anche lui sapeva che Napoli era degradata ma non si sarebbe mai consentito il lusso di mancarle di rispetto strumentalizzandola in un’arida discussione politica, per giunta personale.
Nelle sue parole, retorica a parte, c’è tutta la descrizione del vero degrado che è sociale. Ci manchi, Marcellì!

6 pensieri su “Vedova Almirante senza rispetto per Napoli. Le risponde Marcellì…

  1. purtroppo, purtroppo, siamo in campagna elettorale, è ovvio che chi nel cuore ha il comunismo, ovviamente difenderà sempre i sindaci o i propri compagni. Forse bisognerebbe essere più obiettivi. Napoli è ridotta così da troppi anni……… certo che non farò l’ elenco dei sindaci…….. bene, quando noi che amiamo la dinastia dei BORBONE diventeremo cittadini fuori da qualsiasi schema partitico, far diventare quella che doveva essere inizialmente quella dei Borbonici una associazione culturale. Buon pomeriggio,

  2. Roma la conosco, seppure degradata ed amministrata male da Alemanno, non sarà mai al livello di Napoli, che è un caso unico in quanto a degrado sia a livello civico che delinquenziale. In nessuna città occidentale il governo della città è affidata adi sistemi criminali. Da Napoletano in vacanza, ricordo di essere stato preso in giro dai locali anche al Cairo ed a Capo verde per la situazione di Napoli, tutti nel mondo sanno cosa sia la mia città natale. Al Cairo ci sono tanti quartieri decenti e civili, almeno al centro, a Napoli non si salva nemmeno una strada. “Vivendoci”
    (tra “” perchè a Napoli non si vive) hai la sensazione di essere soffocato da una cappa.

    Sono fuggito da Napoli perchè non riuscivo a respirare, solo il sentire parlare di Napoli mi provoca una reazione psico-fisica, oltre che psicologicamente, il male di quella “città” lo sento nelle carni, a livello fisico. ho sprecato quasi 30 anni di vita, Napoli me li ha strappati, sono stato lì 27 anni senza vivere neanche per un minuto. Avendo 30 anni, ho 3 anni di vita, sento di essere nato e di avere cominciato a vivere nel 2009, quando sono scappato dalla cappa che a Napoli ti impedisce di respirare, dai napoletani e dalla loro mentalità.

  3. Ciao Marco,ti auguro tanta felicità e fortuna lontano da Napoli,probabilmente capisco cosa provi.Ti giuro,non sono ironico nel dirti queste parole,poichè il mio umore è a terra.La mia esperienza è completamente opposta alla tua.Sono partito da Napoli nel 2000(a 22anni),direzione Modena nord,per trovare lavoro,ma in cambio ho perso l’entusiasmo.Sentivo dentro me un’insofferenza crescente.Lontano dai parenti,dagli amici,dal calore e colore della mia Napoli.Per non parlarti dell’accoglieza,solo perchè napoletano.Ho sempre lavorato,sono super educato(e me ne vanto),non sono attaccabrighe e non sono un lavativo,eppure “vivendoci”…..non sono stato accettato!La cappa,io,la sento stando lontano dalla mia terra.Qui le strade sono pulite e all’apparenza c’è una grossa civiltà,peccato che l’inciviltà non è per strada ,ma nei cuori di molte persone.Ad oggi sono 12 anni di sofferenza e di “lotte”,cercando di difendere Napoli da chi ha pregiudizi e vede solo il marcio in essa.Io sono una persona perbene,sulla mia carta d’identità c’è scritto nato a Napoli.Tu,(per tua sfortuna)pur essendo una persona perbene,stranamente,sui tuoi dosumenti hai “S T A M P A T O” nato a Napoli,dunque…… In bocca al lupo ad entrambi.Spero di ritornare a viver giù il prima possibile.

  4. Andrea, personalmente, da quando mi sono trasferito a Milano, non ho incontrato razzismo anti-napoletano, al massimo qualche battuta sui terroni fatta da meridionali emigrati. Mi comporto in maniera civile e l’ambiente civile che frequento non mi discrimina, anzi, mi valorizza. Magari Modena, essendo una città più piccola, ti avrà riservato un’accoglienza diversala tua esperienza, ma, onestamente, stento a credere che a Modena sia in corso una caccia al napoletano, che dalle tue parole sembra quella dei bianchi nei confronti degli afro-americani nel Mississippi degli anni 50 del 900.

  5. Per un verso o per l’altro avere ragione entrambi, sia Marco che Andrea. Però Marco,certo che sei troppo drammatico. Personalmente sono stato anch’io al Cairo e Israele (e altrove), e ogni persona che sapeva di Napoli mi elogiava le canzoni che hanno la stessa melodia di quelle arabe , la pizza, il golfo e i più giovani addirittura la squadra di calcio. Cioè ,tutti le cose che hai detto non le ho mai riscontrate all’estero (quasi ovunque),anche perché chi abita nelle vere metropoli e nelle capitali non è di mentalità provinciale,cioè sanno benissimo i pregi e i difetti delle metropoli.

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