Rapina ad Hamisk, dibattito a “La Radiazza”

Angelo Forgione – “Vèstiti male per il viaggio e fai in modo che l’avarizia e la prudenza abbiano la meglio sulla vanità”. Stendhal scriveva così nell’Ottocento alla sorella in procinto di partire per l’Italia che era la meta indiscussa dei colti e facoltosi turisti del “Grand Tour”, invitandola a non mettere in mostra soldi e gioielli per evitare di essere derubata. Era il consiglio di chi quel viaggio l’aveva fatto partendo da Parigi, restando peraltro abbagliato dalla bellezza di Napoli che definì “senza nessun paragone, la città più bella dell’universo”.
È lo stesso consiglio che, ancora una volta, ritengo che vada rivolto non solo alle persone ricoperte di notorietà ma a tutti coloro che non hanno capito che far sentire l’odore della carne agli squali significa rischiare di farsi sbranare, in un mare senza alcuna protezione. I predatori dei rolex non guardano in faccia a nessuno, per loro conta solo notare auto di lusso per avvicinarvisi e verificare cosa ci sia al polso del conducente. Che si tratti di Hamsik piuttosto che del signor Esposito. Non è più il tempo di rimarcare, come tante volte ho fatto, i casi analoghi avvenuti a Parigi, Milano, Roma piuttosto che in cittadine più a misura d’uomo. La povertà aumenta, ed è strettamente proporzionale l’aumento dei reati predatori. Senza tutela da parte delle forze dell’ordine, anch’esse a corto di fondi, tocca alla gente capire come difendersi. È triste, ma è realtà.
Su Radio Marte, alla “Radiazza” di Gianni Simioli, ricco dibattito col sottoscritto, Francesco Borrelli e Cecilia Donadio, oltre alla testimonianza di Daniele “Decibel” Bellini.

7 thoughts on “Rapina ad Hamisk, dibattito a “La Radiazza”

  1. Mi dispiace, ma stavolta non sono d’accordo: è assurdo (e purtroppo vergognoso) ricorrere alla solita frase “Ma se esci col Rolex al polso, te la cerchi! Soprattutto a Napoli…”. No, non mi va più di difendere l’indifendibile; ogni volta diciamo che è a causa di “quei pochi” che la faccia di Napoli viene sporcata di fango, ma questi pochi sembrano essere onnipresenti! Ho paura che non siano cosi pochi come vorremmo sperare. Purtroppo dobbiamo ammetterlo, il problema c’è (da decenni) ed è grave. E’ vero che avremmo bisogno di uno stato più presente, di istituzioni efficienti e dell’esempio di chi ci governa ma mi rendo conto che noi Napoletani non siamo in nessun modo collaborativi.
    La storia del nostro popolo dovrebbe essere usata per ricordare chi eravamo e per riacquistare quella dignità che ci hanno tolto; ma mi accorgo che la stiamo usando solo per fare vittimismo e per cercare “sempre” una causa esterna a quello che combiniamo.
    Mi sa che è ora di guardare avanti e cercare di cambiare; ogni Napoletano dovrebbe guardarsi nella coscienza ed avere più rispetto nei confronti degli altri e le istituzioni dovrebbero usare il pugno di ferro contro chi macchia quotidianamente il nome della nostra Città.
    Quando il settentrionale mi chiama camorrista lo fa per un motivo: questa è l’immagine che diffondiamo di Napoli, l’unica cosa buona che sappiamo fare.
    Sicuramente sono stereotipi su cui speculano tutti, tv e carta stampata, ma noi non facciamo niente per smentirli.
    Quando qualcuno ci offende, non sappiamo fare altro che rispondere che eravamo i primi nel mondo ad usare il bidet o che la prima ferrovia in Italia è quella di Portici.
    A cosa serve?

    Un saluto
    Grazie per tutto quello che fai per Napoli

    • Ci mancherebbe, è bello confrontarsi e mettere carne al fuoco.
      Per quanto riguarda la tua ultima osservazione, tra un paio di mesi uscirà un mio libro in cui andrò oltre i primati borbonici. La nostra cultura e la nostra grandezza sono comunque attuali.

    • A causa di una sua certa parte, che sono d’accordo con te non essere costituita da quei soliti pochi, per Napoli occorrono leggi speciali; occorre una legislazione marziale, agile ed immediata.
      Per questa parte di napoletani necessita una rieducazione alla civiltà ed al buon vivere sociale e ciò può essere ottenuto soltanto con la certezza e rapidità della sanzione.
      Per far ciò è necessaria una capillare e costante azione di sorveglianza da parte delle forze dell’ordine, cosa che a Napoli manca completamente.
      E’ necessario che il napoletano si senta controllato ed abbia il timore della sanzione! E’ necessario il vigile urbano di quartiere che sorvegli e tuteli anche l’igiene pubblica, impedisca lo spraying su muri e monumenti, controlli il traffico, prevenga la sosta selvaggia, combatta il parcheggiatore abusivo.
      Tutte cose normali, tutte cose che avvengono normalmente nelle città normali.
      Qui a Napoli no! Esse costituiscono una eccezione! Rivolgersi a “Sriscia la Notizia” se si hanno dubbi su tale tematica.
      Per Napoli sarebbero necessarie leggi da stato di guerra che consentano l’impiego delle teste di cuoio e delle ruspe per risolvere problemi tipo Scampia, problema del quale si sa tutto; luoghi, nomi, cognomi, attività ma, non si interviene!
      Per risolvere il problema Napoli, mi dispiace dirlo, occorre la sferza!

  2. Baterebbe dare lavoro ai giovani, un sussidio ai disoccupati, quantomeno insegnare loro un mestiere. Cercare di tenerli lontano dalla droga e dalla camorra. Ma purtroppo coloro che amministrano la citta’ sono i primi affaristi che pensano solo a sfruttare i cittadini, Napoli e’ una citta’ depredata, colonizzata dal 1861, sarebbe ANORMALE semmai che i napoletani fossero tutti civili e bravi ragazzi. Allora verrebbero studiosi di scienza in sociologia per capire come mai un popolo che vive in poverta’, tra mille difficolta’ riesca a mantenersi onesto. Anche perche’ in tutto il mondo dovunque c’e’ la miseria, c’e’ pure la violenza dieci, cento, mille volte piu’ che a Napoli.

    • Sono perfettamente d’accordo su quanto dici con l’unica eccezione per il “basterebbe”.
      Credo, infatti, che non basterebbe poichè il rapinatore, lo spacciatore, lo sfruttatore non si accontenterebbero del sussidio ne’ accetterebbero mai un lavoro.
      Per loro è molto più semplice, immediata e redditizia l’azione criminale.
      Per questa gente ci vuole il carcere duro altro che buonismo favole e castelli in aria.

    • Francesco, quando dici società ti riferisci al Calcio Napoli, vero?
      Io sono convinto, anche in considerazione delle vicende dell’erba del S. Paolo (lo frequento dal 1961 e non ho mai visto simili problemi in precedenza) e della presenza del camorrista/giardiniere a bordo campo, che intorno al Calcio Napoli ci siano dei problemi veramente grossi.
      Non mi meraviglierei di eventuali forzati condizionamenti anche su qualche partita “strana” e sugli ultimi tre campionati che, pur potuti vincere a mani basse, sono stai buttati al vento.
      Spero, da tifoso e da napoletano, di sbagliarmi perchè sarebbe veramente grave se la SSC Napoli fosse costretta al giogo del ricatto e della ritorsione camorristica.
      Saluti, Walter

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