Bartolomucci: «è un piagnisteo napoletano continuo»

Angelo Forgione A La Radiazza (Radio Marte), Gianni Simioli contatta Antonio Bartolomucci per chiedergli dell’ineffabile chiusura del servizio per il Tg5 sull’omicidio di Ginevra. La telefonata è da prendere come esempio di come certi operatori dell’informazione nazionale non percepiscano minimamente il danno che arrecano all’immagine di Napoli (e certo, non è la loro città; NdR), ma anzi lo facciano talvolta di proposito.
Bartolomucci, chiaramente infastidito, cerca prima di scaricare tutto sulla sudamericana intervistata (“assurda donna”), salvo poi parlare di «piagnisteo napoletano continuo». E conferma che quell’intervista l’ha selezionata apposta, «per far capire che Ginevra ha fatto un passo indietro e che loro usano questo sistema di paragone». E a questo punto mi sento autorizzato a pensare male, e cioè che la frase sia stata dettata alla passante. Almeno mi spiegherei il suo sorriso finale.

clicca qui per ascoltare la telefonata

bartolomucci

8 thoughts on “Bartolomucci: «è un piagnisteo napoletano continuo»

  1. Per quanto Bartolomucci abbia sbagliato sia nel servizio che al telefono, Simioli non è statp da meno. Dietro la classica facciata della “domanda gentile per soddisfare la nostra curiosità” era evidente un atto di accusa. Sin dall’inizio Simioli non ha dato neanche il tempo al giornalista di parlare, lo ha interrotto affermando il suo punto di vista, e ha concluso in modo scocciato e strafottente: l’altro dal canto suo non è stato molto diplomatico, ma trattato così anche io al posto suo mi sarei arrabbiato.

  2. Ormai Napoli e’ sotto attacco mediatico, come disse Fiorella Mannoia: “I media attaccano Napoli per non farle alzare la testa, perche’ se si sveglia Napoli si sveglia tutto il Sud”. Questi attacchi mediatici sono nati da quando movimenti meridionalisti, a cominciare dai neoborbonici, hanno riportato la vera storia risorgimentale e ci stanno facendo riscoprire una verita’ che ci fa essere orgogliosi del nostro passato e delle nostre radici. Ormai tirare merda addosso a Napoli e’ diventata come una medicina da somministrare al paziente quotidianamente. Il servizio di questo giornalista e’ sicuramente premeditato, come le accuse contro i napoletani piagnoni del leghista Buonanno (di origini pugliesi) dopo la squalifica di Higuain, o come quelli di Paolo Villaggio contro i Borbone dopo l’esondazione di Genova o come quelli di Buffon contro l’esercito di “Franceschiello”. Niente nasce per caso ma c’e’ una vera e propria regia dei “Poteri forti padani” che hanno assoluto bisogno che il “Sud” resti una loro colonia…

  3. Accusarci di piagnisteo ormai è diventato un modo velato di invitarci a subire e a starci zitti. p.s. i tratti della ginevrina hanno una certa familiarità partenopea.

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