Un presidente un po’ governatore e un po’ questore

De Laurentiis assicura i trasporti e rafforza l’antiscippo

Accordo in Prefettura a Napoli tra il prefetto De Martino, il sindaco Luigi de Magistris e un rappresentante del Calcio Napoli: la SSC Napoli pagherà gli straordinari per assicurare il servizio di metropolitana oltre il termine delle partite di calcio al “San Paolo” in notturna. Il servizio della Linea 2 “Piazza Garibaldi-Gianturco” dovrebbe essere garantito dalla Regione ma l’ente non ha i soldi e allora è De Laurentiis a risolvere il problema mascherandosi da amministratore pubblico e garantendo cinquemila euro per ogni partita serale. Non si tratta di stabilire se sia giusto o meno; lo è perchè una città che vuole riprendersi il suo posto tra le capitali d’Europa non può prescindere dall’assicurare certi servizi essenziali. Ha fatto il passo chi ha potuto in nome del buonsenso e il vero problema sta nel constatare che Napoli non può consentirsi al momento la fruibilità delle proprie linee metropolitane nelle ore tarde del week-end o in occasione di eventi particolari come accade nelle città di respiro internazionale.
Grazie a De Laurentiis dunque, per questo e per le sue specifiche competenze che hanno portato il Napoli ai vertici. Dove sarebbero oggi gli azzurri senza di lui è difficile dirlo, soprattutto in assenza di imprenditori locali, di altri interessati al Napoli che non siano i cardini dell’industria del Nord che mai investirebbero al Sud o degli sceicchi disinteressati al derelitto calcio italiano fatto di stadi fatiscenti. Un presidente-imprenditore prezioso che però, per troppa attenzione alla vivibilità di Napoli per i suoi tifosi e per i suoi calciatori, finisce scivolando sulla buccia di banana durante la firma-show del nuovo contratto di Cavani che assicura alla squadra le prestazioni dell’unico vero “top-player” offensivo del calcio italiano: «Napoletani, non scippate la signora Cavani, non rubatele niente, fatele capire che è una città dove si vive bene». Il presidentissimo fa un’innocente battuta ma sbaglia a definire i ladri dei “napoletani” (quelli non sanno neanche cosa sia l’appartenenza alla città) e sbaglia a rivolgersi a loro comunicando all’intera nazione l’associazione mentale tanto difficile da sradicare Napoli-ladri. A loro devono rivolgersi le forze dell’ordine in funzione di garanzia della sicurezza non dei soli calciatori ma di tutti i cittadini napoletani (questi si) e i politici nazionali e locali al momento incapaci di arginare la povertà dilagante e assicurare leggi ferree contro la micro e macrodelinquenza. Poi Aurelio cambia il tiro e si rivolge agli stessi calciatori e alla stampa: «Sono cose che capitano ovunque ed è chiaro che se vuoi portare un Rolex e guidi con il braccio fuori è possibile che ti segano il braccio. A me qui non è mai successo nulla».
Si è mai visto Agnelli cercare di arginare scippi del rolex a Vucinic o lo sceicco Al Thani quelli a Lady Ibrahimovic? De Laurentiis cade nella trappola mediatica e la alimenta inutilmente. E del resto è lo stesso Cavani a dire che «la scelta di rimanere a Napoli non è stata dettata solo dai soldi che sono importanti come l’ambiente affettuoso di una delle città più belle del mondo che non ha prezzo». Ma Aurelio è così, istrionico e spettacolare, un presidente un po’ sindaco, anzi governatore, un po’ questore, un po’ sociologo. Capace di uscire dagli schemi, a volte strappando sorrisi e altre lasciando interdetti, ma comunque senza mai cattiveria e con la consapevolezza delle potenzialità della realtà napoletana da sfruttare anche a costo di arrivare dove non arrivano le istituzioni. Prendere o lasciare, e chi scrive prende.

4 pensieri su “Un presidente un po’ governatore e un po’ questore

  1. Angelo poi si “apparò” dicendo di lasciare la macchina aperta, addirittura con le chiavi vicino e nessuno gliel’ha rubata. Inoltre parlando dei rolex in bella mostra disse: “A Napoli magari te lo sfilano solo, a Roma ti segano il braccio”. In qualche modo lui ha capito la gaffe ed ha provato subito a rimettersi in sella.

  2. sicuramente un “inciampo” ma subito dopo ha fatto intendere e dicendo che : sono cose che capitano in qualsiasi luogo… vedi a Roma ” se metti il braccio fuori dal finestrino te la segano proprio la mano ! ” capita ovunque. Giusto segnale ma con un grosso inciampo col termine “napoletani”. troppo generico.

  3. Plaudo all’iniziativa del presidente De Lautentis; non capisco il perchè di tante polemiche quando si fa qualcosa di concreto contro la delinquenza e per assicurare un servizio in più.
    In ogni città d’Italia gli imprenditori finanziano opere per abbellire o rendere più sicuro il territorio.
    Le telecamere di sorveglianza oramai sono installate in ogni luogo, principalmente in quelle città dove si vive tranquilli (meglio prevenire…); se si installano a Napoli succede un pandemonio !!!
    Si grida alla privatezza violata dei cittadini…. ma quali cittadini? Quielli che vivono al di fuori della legge?

  4. dela ha fatto bene. è un uomo di mondo. già criticò le compagne dei calciatori del Napoli dicendo che non sono abbastanza napoletane se girano con il rolex a Napoli (il caso della fidanzata di Lavezzi). Ora Dela chiede agli scippatori di riconoscere Soledad e di lasciare perdere la mogle di Cavani. Bisogna fare così. essere concreti e difendere i propri investimenti.

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