A Caivano veleni targati Milano

“La camorra inquina, la camorra paghi le bonifiche”, propone il magistrato Raffaele Cantone, in prima linea nella lotta contro il clan dei casalesi. D’accordo! Perché la camorra ha spietatamente svenduto le terre campane creando danni incalcolabili. Ma che la sua quota non oltrepassi il 33%. L’Altro 66% lo dovranno mettere insieme le aziende del Centro-Nord e i colletti bianchi che, al pari dei clan, hanno giostrato sulla pelle dei campani. Altrimenti passerebbe il messaggio sbagliato che questo è un problema del solo Sud e il Sud lo deve risolvere.
È invece nota la provenienza dei veleni e proprio stamane, in una campo utilizzato per coltivare cavoli, broccoli e finocchi nei pressi di Caivano, sono stati rinvenuti una cinquantina di bidoni conteneti solventi chimici e vernici. Su uno di questi era ben evidente la stampa “in Milano”.
Forse giova ricordare che la famosa inchiesta “Cassiopea” che qualche anno fa portò alla luce i traffici di un milione di tonnellate di rifiuti pericolosi indagò sulle industrie di Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Veneto e Toscana che si erano liberati dei rifiuti tossici interrandoli illegalmente in Campania, servendosi della camorra; in questo modo pagarono un prezzo notevolmente inferiore a quello che avrebbe richiesto lo smaltimento autorizzato dalla legge. I 95 imputati, quasi tutti titolari di aziende e autotrasportatori che sversavano i rifiuti nelle campagne, la fecero franca grazie a perdite di tempo e rinvii: cento faldoni furono inizialmente trasmessi alla Procura Antimafia che però, dopo alcuni anni, a propria volta non si ritenne competente e rinviò gli atti a Santa Maria Capua Vetere. Nel 2006 una nuova udienza preliminare, segnata da errori di notifica, rinvii, astensioni dei penalisti e trasferimento dei giudici, mentre le associazioni ambientaliste lanciavano l’allarme per la possibile prescrizione. Timori fondati trasformatisi purtroppo nell’assenza di colpevoli e pene per decorrenza dei termini.
Così, mentre la popolazione campana fa i conti con l’aumento esponenziale dei tumori, gli imprenditori del Centro-Nord sono a spasso a godersi i loro soldi. Insieme a camorristi e politici, dovrebbero invece essere incriminati per concorso in omicidio volontario e disastro ambientale. E intanto i roghi continuano e “la Terra dei Fuochi” continua a bruciare.

(Ph: Sergio Siano – Agenzia Newfotosud – Il Mattino)

3 thoughts on “A Caivano veleni targati Milano

  1. C’é un connubio tra Camorra, Stato, Industrie. I tre pagassero. Bisogna chiarire stato. Quelli al governo responsabili di decisioni sbagliate non il popolo che ha pagato le tasse e ricevuto servizi infami. Antonio

  2. Non mi meraviglio che in questa nazione dove non vi è più alcun concorso pubblico che sia trasparente e meritocratico le poltrone di chi potrebbe punire i colpevoli di questo scempio sono in larga parte occupate o da persone incompetenti (da cui ecco le notevoli inefficienze della giustizia italiana) o, peggio, da chi è stato posizionatio lì proprio per bloccare la macchina della giustizia. E tutto ciò dimostra quanto l’Europa unita non esista affatto perché Bruxelles dovrebbe intervenire commissariando lo stato italiano e invece non lo fa. Sanno solo emanare altre leggi e minacciarci con multe salate per la gestione rifiuti ma non vogliono risolvere il problema che alla fine ricade solo sulle nostre spalle. In passato il destino dei napoletani era quello di emigrare… oggi è morire o emigrare.

  3. Pingback: “Lasciatemi cantare, sono un italiano!” | il blog di Angelo Forgione – V.A.N.T.O.

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