150 anni fa Garibaldi a Londra per ringraziare Palmerston

Angelo Forgione – Nei giorni scorsi Matteo Renzi, in visita a Londra, ha partecipato alla celebrazione del 150° anniversario della quarta visita di Garibaldi in Inghilterra, alla presenza del sindaco di Londra, Boris Johnson (guarda al minuto 36:00). Perché la quarta è la visita celebrata? Tra il 3 ed il 27 aprile del 1864, Garibaldi visitò Londra dopo aver occupato i territori del Sud-Italia e averli consegnati a Vittorio Emanuele II. Un milione di persone affollarono le strade percorse dalla sua carrozza (l’illustrazione mostra il corteo di Garibaldi a Trafalgar Square dell’11 aprile 1864), nel più totale giubilo per l’uomo che aveva spinto all’esilio l’odiato Borbone e per la sua avversione al Papa, cioè per il rafforzamento dell’egemonia imperiale anglosassone.
Durante la sua permanenza, il Generale incontrò, tra gli altri, il primo ministro Lord Palmerston, suo sobillatore e protettore (così come dei Piemontesi) e gran maestro della massoneria di Rito Scozzese che aveva contato sull’organizzazione per la sollevazione dell’Europa già dai moti rivoluzionari del 1848. Il nizzardo l’aveva infatti già incontrato nel 1846, ricevendo appoggio per l’impresa garibaldina a difesa dell’indipendenza dell’Uruguay e incoraggiamento per la conquista del Sud-Italia. E poi, nel 1854, aveva visto “politici e grossi imprenditori” locali a Tynemouth (Newcastle), nel nord-est dell’Inghilterra, per ottenere armi e munizioni da ricevere segretamente dal protettorato inglese di Malta, prima di intraprendere la campagna per la spedizione al Sud (targa nella foto). In realtà ricevette anche fiumi di piastre turche per corrompere gli ufficiali borbonici, e la scottante contabilità del suo esercito, affidata a Ippolito Nievo, sparì nel misterioso naufragio del piroscafo Ercole. Del resto, Torino e Londra erano le capitali massoniche di quell’Europa e Garibaldi, iniziato alla massoneria dal 1844 a Montevideo, fu nominato Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia nel 1862 proprio a Torino, dopo l’invasione del Mezzogiorno.
Nel corso di quel viaggio a Londra del 1864 Garibaldi dichiarò: «Senza l’aiuto di Palmerston, Napoli sarebbe ancora borbonica, e senza l’ammiraglio Mundy non avrei giammai potuto passare lo stretto di Messina.»

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