Angelo Forgione – Quando ho appreso la notizia del furto in casa del calciatore Lamela al Torrino di Roma, che per me non è notizia perchè capita spesso, dappertutto e non solo in Italia, ho atteso e temporeggiato. Ho voluto vedere a che punto di coscienza siamo arrivati noi e a che punto di malafede sono arrivati gli altri. Bene è che la consapevolezza dei napoletani sia lievitata e lo si capisce dai tanti siti e blog anche autorevoli che si sono domandati perchè se succede a Cavani piuttosto che ad Aronica si riempiano telegiornali e notiziari sportivi di ogni tipo come non accade per un Lamela di turno. La malafede della stampa nazionale invece è sempre la stessa.
Non è che Lamela non sia Cavani, e non lo è per nostra fortuna; è che persino la frantumazione del finestrino dell’autovettura della moglie di Fideleff fa fracasso come neanche le urla strozzate di Serse Cosmi e famiglia imbavagliati e tenuti in ostaggio in uno stanzino mentre i rapinatori gli svaligiano la villa di Perugia, perchè magari i media si auto-imbavagliano in segno di solidarietà al mister.
Ora… sono passati due giorni dal fatto, e a noi piace tanto fare spudoratamente le vittime se così a qualcuno pare. Perchè è così che evidenziamo i guasti dell’informazione e perchè sappiamo che se quel qualcuno ci attende sempre al varco è perchè, lasciando stare la nostra feccia che non esitiamo a condannare, teme fortemente Napoli. Nel calcio come in tutto il resto. E scusate se è poco!
Diciamocela tutta, quel qualcuno ha fatto bene a non enfatizzare il raid a casa Lamela. Ma al prossimo massacro mediatico con Napoli nel mirino avremo una ragione in più per sentirci superiori. Non che lo siamo, ma quel qualcuno fa proprio di tutto perchè ce ne si debba convincere.
Lassù “qualcuno” non ci ama
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