videoclip / Cornacchione (e non solo) dopo Brignano

videoclip / Cornacchione (e non solo) dopo Brignano

per uno che si migliora, tanti peggiarono con la risata che fa male

Angelo Forgione – Della rettifica di Enrico Brignano al suo brillante sketch sulle inflessioni dialettali italiane si è già parlato. Davvero divertente quando, scorrendo da nord a sud della penisola, cambiava la cadenza territoriale. Ma, arrivato a Napoli, qualche luogo comune di troppo aveva irritato oltremisura, anche perchè per gli altri italiani non se n’erano sentiti.
Copiose furono le email di protesta inviate da tanti Napoletani al bravo artista romano, alcune delle quali trovarono risposta per voce del suo manager. Le rimostranze fruttarono evidentemente una modifica dello sketch, finalmente godibile appieno.
La versione “auto-censurata” del monologo dialettale è andata in scena durante lo spettacolo “Tu vuò fa l’americano” su Rai Uno del 4 Marzo ’11, di cui Brignano fu ospite. Lo show, realizzato a New York, ebbe tra il pubblico tanti italiani emigranti, specialmente Napoletani, che sicuramente non avrebbero gradito la versione originale.
Il 22 Novembre scorso, Nicola Savino in diretta nazionale radio e tv su “Deejay” ha parlato della videodenuncia di V.A.N.T.O. sottolineando la differenza culturale tra le performance di Brigano e del maestro Proietti, elogiando il secondo.
Chiaramente, Brignano, che è un bravissimo artista, è stato preso ad esempio di un modo pernicioso di fare spettacolo nel nostro paese, in funzione della formazione culturale dell’intera nazione che da 150 anni denigra Napoli e il meridione tutto. Modo spesso e volentieri assimilato supinamente dagli stessi comici e cabarettisti Napoletani che, una volta saliti sui palcoscenici nazionali, dimenticano che la facile risata su mali e difetti di Napoli è si un’esigenza (spesso dettata da chi li invita) per il proprio successo ma anche un tradimento per la propria napoletanità, qualora ne siano davvero ambasciatori. Brignano non è colpevolizzato perchè apprezzato. C’è infatti chi fa di peggio in tanti programmi televisivi conditi di messaggi negativi nascosti dietro l’umorismo. Prova ne sia l’insistenza di “Colorado Cafè“, ma anche il nuovo esempio documentato del bravo Antonio Cornacchione che, una volta decaduto il suo bersaglio politico preferito, non ha saputo fare di meglio che giocarsi il prevedibile jolly.

contatto Antonio Cornacchione: stefaniacornacchione@libero.it
contatto Colorado Café: michele.totti@coloradofilm.it