Calderoli: «Ministero del Lavoro a Napoli inappropriato»

Ministero del Lavoro a Napoli inappropriato?
Almeno quanto quello della Cultura al nord!

Lega Nord in piena propaganda per tenere buono il proprio elettorato. E così il Ministro della Semplificazione Roberto Calderoli, ieri sera a Brescia, si è dato alla sua folla con l’ennesima dichiarazione ad effetto contro Napoli nell’ambito dell’inaugurazione delle tre sedi distaccate dei ministeri. «Ci saranno ministeri distribuiti su tutto il territorio, anche nel Mezzogiorno. Penso che anche il Mezzogiorno debba darsi una bella svegliata.
Calderoli ha aggiunto: «Credo che un ministero debba stare vicino al territorio, adatto per quelle competenze. Ha senso che il ministero dell’Agricoltura stia a Roma, nel centro di Roma? Io credo proprio di no, mettiamolo in un territorio agricolo. Ha senso che il ministero dello Sviluppo economico stia a Roma? Per me avrebbe più senso che stesse a Brescia, perché sarebbe come mettere il ministero del Lavoro a Napoli, dove non sanno di cosa si parla».
Come dire, il ministero dell’Agricoltura sta bene in pianura padana, quello dello Sviluppo economico a Brescia, etc. Via i ministeri da Roma, e comunque non a Napoli. Men che meno quello del lavoro, che secondo Calderoli è città dove la gente non sa cosa sia lavorare.
Un Ministro della Semplificazione è forse portato a farla facile e a dimenticare che se esiste il fenomeno dell’emigrazione è perchè a Napoli la gente vuole lavorare.
È vero, Ministro Calderoli… e se il nord è diventato produttivo lo deve anche a quei Napoletani (e meridionali tutti) che chiusero i fagotti di cartone con lo spago in cerca di quel lavoro negato al sud, ai quali i settentrionali invece negarono il fitto. E se esiste la disoccupazione è perchè non c’è offerta, non certo domanda. E se esiste il lavoro nero è perchè la gente accetta di lavorare anche senza regolare contratto. Si chiama “sommerso”, caro Calderoli.
Lei sa, o forse no, che 150 anni fa da Napoli non emigrava nessuno e semmai era dal nord che vi si veniva a lavorare. Le racconto un aneddoto: Leopoldo I di Toscana non perdeva mai occasione per dare lezioni di governo al cognato Ferdinando di Borbone al quale un giorno chiese quante riforme avesse messo in atto nel Regno di Napoli. Il sovrano Napoletano rispose “nessuna”, ma poi in lingua Napoletana proseguì la risposta: «Ma non hai neanche un Napoletano al tuo servizio nei tuoi Stati, mentre io ho circa trentamila Toscani nel mio Regno e persino nel mio palazzo. Ci sarebbero se tu avessi insegnato loro a guadagnarsi il pane nei tuoi Stati?»
Era quello il tempo in cui i Ministeri erano tutti a Napoli, laddove a Palazzo San Giacomo si decideva per tutto il Mezzogiorno, prima d’esser declassato a palazzo comunale.
È solo un aneddoto di un tempo antico ma non troppo, certo, ma è pur sempre storia e cultura che dovrebbero insegnare ai popoli. Ma si sa, la storia insegna solo che i popoli non imparano nulla dalla storia. E allora, se proprio vogliamo proseguire sulla falsa riga della propaganda leghista, diciamo pure che un ministero del lavoro a Napoli è tanto fuori luogo oggi quanto lo è un eventuale Ministero delle Attività Culturali al nord.

Angelo Forgione 

3 pensieri su “Calderoli: «Ministero del Lavoro a Napoli inappropriato»

  1. Ma più che polemizzare sulle sceneggiate di questi selvaggi dovremmo impegnarci a trovare spazi sulle radio e televisioni duosiciliane per tentare di diffondere il verbo revisionista e risvegliare l’orgoglio e la dignità dei meridionali, così come tentò il grande Angelo Manna.
    Con questa gentaccia, mi piace contraddire l’amato Angelo Forgione circa la capacità della cultura, bisogna soltanto essere diretti, fare i conti del dare e avere e separarci!
    Questi ignoranti rozzi che presumono di essere la culla della civiltà e del sapere, depositari del saper fare e governare ma, in realtà solo barbari e ridicoli egoisti, vogliono la secessione????
    Noi Duosiciliani la vogliamo prima di loro!!!!!!
    Quindi, facciamola subito e togliamoci il pensiero ed il fastidio.
    Ma che abbiamo noi a che fare con l’italia?????
    Cosa ha dato, a noi duosiciliani, l’Italia??????
    Ci ha dato distruzione, terrore, sangue, dolore, fame, emigrazione, miseria; ci ha resi minori, ci ha resi colonia da sfruttare finchè è possibile!
    Basta! Svegliamoci, scendiamo in piazza, troviamo la nostra identità, la nostra classe dirigente e combattiamo per la nostra rinascita!
    Facciamogli una guerra commerciale, non compriamo la loro robaccia, sforziamoci di comprare prodotti del Sud, facciamo crescere le nostre aziende, inneschiamo quella spirale che consente di creare occupazione e crescita.
    Che pena, a Natale e Pasqua, vedere i napoletani fare incetta di panettoni e pandoro; che tristezza vedere i napoletani comprare la pasta barilla, noi che siamo la capitale della pasta!
    Ma cosa ha nelle vene questa nostra gente????
    Ma come fa, la nostra gente, a votare per il psiconano alleato del nostro nemico per eccellenza, la lega nord?????
    Che tristezza!
    Walter, Brigante per sempre

  2. Pingback: Caldoro risponde a Calderoli « il blog di Angelo Forgione – Movimento V.A.N.T.O.

  3. QUANDO I TEDESCHI EMIGRAVANO A NAPOLI – Verso la metà dell’800, Napoli rappresentò una sorte di Eden per gli abitanti delle regioni del nord, vi emigrarono in gran numero tedeschi e svizzeri che furono mercenari al soldo dei Borbone, ma anche operai, impiegati di banche e nell’hotellerie, commercianti, intellettuali, artisti e scrittori. Quella svizzera era tra le più folti comunità estere.
    Dalla rivista “Arte & Storia” di Lugano e da http://www.nobili-napoletani.it/

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