Emergenza babygang, tra vuoto di valori e ‘cattiva maestra televisione’

Angelo Forgione – Emergenza babygang diffusa, con Napoli in prima pagina. Di chi le colpe? È chiaro che le cause siano riconducibili allo Stato, con la sua assenza ormai atavica e con la sua perniciosa tolleranza, e alla crisi di valori delle famiglie, soprattutto di quelle disagiate, più a rischio, ma non solo quelle. IIl problema è particolarmente sentito anche in Inghilterra, dove Scotland Yard si sta dando da fare per contrastare il fenomeno crescente delle babygang che si affrontano per il controllo dello spaccio di droga nelle periferie delle grandi città, Londra compresa. Stato, Famiglia e Scuola, questi sono i cardini dell’educazione civica, e quando i primi due vengono meno finisce per indebolirsi anche il terzo, al quale si sostituiscono i mass-media. I ragazzini che aggirano la scuola dell’obbligo corrono facilmente il rischio di preferire i modelli offerti dalla televisione al valore dell’insegnamento didattico, e in tal caso non trovano i genitori a dirgli cosa è giusto e cosa non lo è. Fanno da soli, scelgono in totale autonomia senza avere la facoltà di farlo, ed è qui che nasce il delicatissimo dibattito sulla serie di successo ‘Gomorra‘, che non è causa, certo che no, ma è certamente aggravante.
La denuncia del Male è esercizio giusto, giustissimo, ma romanzando il torbido mondo della camorra e isolandolo dalla realtà in cui è immersa, spettacolarizzando eccessivamente il Male denunciato, si è finito col sottrarre forza persuasiva alla denuncia stessa e parte dei consensi nei confronti di chi l’ha promossa. Gomorra uno, due, tre, e poi quattro. E poi ‘La paranza dei bambini’, “Zero Zero Zero”, tutto con incarichi di supervisione e diritti di autore. Ecco perché, per i suoi detrattori, Saviano non è più considerato un martire, non più emblema vivente di riscatto ma corresponsabile di aver reso il luogo da cui estirpare il Male esso stesso il Male inestirpabile. Saviano, che ha compreso da tempo di avere fedelissimi ammiratori ma anche coriacei detrattori, ha lasciato il proscenio alla dannazione, contribuendo a togliere la speranza da lui stesso accesa col suo primo libro. Il simbolo della lotta al malaffare è diventato al tempo stesso icona della dannazione, emblema della stessa marcescenza che denuncia. Critiche gli piovono anche dal mondo della Magistratura, che gli imputa di predicare bene con le parole e di razzolare male con la fiction televisiva, la quale ha un potere di fascinazione enorme sulle menti dei ragazzi più giovani, soprattutto quelli più a rischio. E chi si ostina a considerla innocua, a negare che Gomorra sia un’aggravante della condizione di disagio causata da Stato e Famiglia, a ripetere continuamente che Don Matteo non ha allevato chierichetti, farebbe bene a studiare l’opera del filosofo Karl Popper, che già nel secondo Novecento metteva tutti in guardia dalla capacità della tivù di condizionare le masse e il pericolo derivante dalla violenza spettacolarizzata, sia pure recitata.

One thought on “Emergenza babygang, tra vuoto di valori e ‘cattiva maestra televisione’

  1. Condivido quanto detto nel post, ma aggiungeriei che la saga di Gomorra è molto più di una semplice aggravante. E’ vera e propria istigazione alla violenza.
    Insieme ad altri, Saviano dovrebbe essere trascinato sul banco degli imputati per tutta una serie di reati tra cui istigazione alla violenza, uso distorto e criminale del mezzo televisivo, manipolazione mentale di minori. Il potere persuasivo della televisione è ben noto e l’auto difesa di Saviano è di una feroce immoralità;

    L’altro elemento è l’inadeguatezza dello Stato che non sa o non vuole fornire gli strumenti legislativi adeguati per perseguire con pene esemplari questi reati (o i colpevoli diretti o i loro genitori), con il risultato di consolidare nella testa di questi soggetti solo la consapevolezza e la certezza dell’impunibilità.

    Tra l’altro, quello delle babygang, con l’aggressione gratuita a persone fisiche, è solo una variante estrema di un fenomeno di malcostume ormai molto comune presso le nuove generazioni (specialmente nel mezzogiorno) ovvero quello del Vandalismo: aggressione gratuita nei confronti del patrimonio pubblico storico e culturale. Vedendosi impuniti in questo, hanno semplicemente alzato il tiro. E finché lo Stato permette, tutto è lecito.

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