“Made in Sud” ha vinto. Ha vinto il Sud senza troppi stereotipi!

Chiude il primo ciclo in Rai di “Made in Sud”. Lo fa con buon successo e ottimi dati auditel, ma soprattutto con un registro ben diverso dalle prime puntate, ricche di stereotipi autolesionisti. E invece, dopo il confronto con Gigi Esposito in diretta su Radio Marte, le cose sono sensibilmente cambiate e gli autori hanno tenuto conto con grande intelligenza delle critiche divampate. Il programma ha abbandonato il ricorso massicio agli stantii luoghi comuni per la facile risata, mettendo in mostra le buone potenzialità del cast e conseguendo un successo per la produzione, per la Rai di Napoli e per gli artisti che hanno saputo vincere la non facile sfida degli ascolti in seconda serata.
“Made in Sud” tornerà certamente, perchè lo merita. La pausa è necessaria per scrivere nuovi testi e rinnovare il prodotto, come è giusto che sia. Magari in prima serata. E Complimenti!

Made in S… tereotipi

Parziale delusione per il canovaccio adottato dalla nuova serie di “Made in Sud” su Rai Due. Il palcoscenico nazionale, è noto, impone ai comici di casa nostra di “far male” a Napoli e al Sud per far ridere, ma da una trasmissione napoletana confezionata da comici napoletani ci sia aspettava meno autolesionismo e più capacità di smarcarsi dai luoghi comuni invece di marciarci sopra. E invece l’andazzo continua. Va bene la finanza e il lavoro, ma perchè smentire con ironia che Napoli sia capitale di cultura? Se ne è accorto anche il critico televisivo milanese Riccardo Bocca che, su “l’Espresso” online, c’è andato giù pesante.
La conduttrice Fatima Trotta, in un’intervista al Corriere del Mezzogiorno online, ha detto: “questo non è un programma di rivalsa contro il Nord, anzi. Vogliamo soltanto esprimere noi stessi, senza barriere».
Scusali, caro Guido, se continuano a non capire.