Furti ai Girolamini: “ulteriore insanabile ferita per Napoli”

“Un’ulteriore insanabile ferita inferta alla città di Napoli, alla sua immagine e alla sua cultura, che colpisce a morte una delle sue straordinarie eccellenze”. Lo scrive il gup Egle Pilla nelle motivazioni della sentenza con cui il 15 marzo scorso ha condannato 6 persone, tra cui l’ex direttore della biblioteca, Marino Massimo De Caro, a 7 anni di reclusione per il saccheggio della storica biblioteca dei Girolamini, dalla quale tra il 2011 e il 2012 sono stati trafugati migliaia di volumi, da Sud a Nord, creando un danno da oltre 20 milioni di euro. Centinaia di volumi preziosi depredati senza alcun rispetto della cultura e della storia.
“I libri trafugati e rivenduti alle case d’asta di mezza Europa costituisce un colpo fatale al prestigio della cultura italiana, mortificata dalla diffusione a livello internazionale delle notizie riferite dalla stampa sulla spoliazione e sulla devastazione perpetrate”.

I libri napoletani tornano a casa

Angelo Forgione per napoli.com – Recuperati alcuni dei libri antichi sottratti alla biblioteca dei Girolamini. Diversi i blitz dei Carabinieri, a Firenze, Roma, Milano, Torino e altre città del Nord, che hanno consentito il recupero di decine di volumi e incunaboli antichi della collezione della Biblioteca del ministero dell’Agricoltura, dove aveva lavorato Marino Massimo De Caro, segretario del gruppo del Buongoverno al Senato presieduto dal berlusconiano Marcello Dell’Utri, prima di essere nominato direttore della storica biblioteca napoletana con il nullaosta dell’ex ministro veneto Giancarlo Galan. De Caro è attualmente in carcere dove sta scontando sette anni di reclusione per il reato commesso.
«Il furto dei libri al ministero dell’Agricoltura pone molti interrogativi sul comportamento di Giancarlo Galan», ha dichiarato lo storico dell’arte fiorentino Tomaso Montanari, colui che denunciò la sparizione dei libri da uno dei templi della grande cultura napoletana e italiana. Si attendono ulteriori sviluppi sulla posizione del senatore Dell’Utri, noto bibliofilo, che, secondo gli inquirenti, avrebbe ricevuto de De Caro alcuni preziosissimi volumi sottratti ed è per questo indagato dalla Procura con l’accusa di concorso in peculato. Il noto politico disse di averli ricevuti in dono, senza conoscerne la provenienza, restituendone due.

Biblioteca Girolamini: il Comune di Napoli parte civile, il MIBAC no!

L’emblematica vicenda della spoliazione della biblioteca dei Girolamini si arricchisce di nuovi succulenti episodi. Il senatore Dell’Utri è stato inserito nel registro degli indagati per concorso in peculato. Avrebbe ricevuto, per intesa preventiva, alcuni dei numerosi volumi sottratti dalla Biblioteca dall’ex direttore Marino Massimo De Caro. Qualche settimana fa, Silvio Berlusconi aveva dichiarato a “Servizio Pubblico” che Dell’Utri è una persona perbenissimo, cattolico, il numero uno dei bibliofili italiani. A quell’affermazione, qualche napoletano consapevole (compreso chi scrive, ndr) fu colto da un moto di rabbia corrosiva interiore.
E mentre il Comune di Napoli si è costituito parte civile al processo per il saccheggio, il Ministero per i Beni Culturali ha evitato di farlo. Il 3 Gennaio, il MIBAC annunciò di volerlo ma poi è scaduto il termine. Si vocifera che sia mancata l’autorizzazione della Presidenza del Consiglio. Perché? Facile immaginare che qualcuno di potente abbia fatto valere il suo peso.
Bel modo di governare che è quello all’italiana. Il ministro Ornaghi non ha mai chiesto scusa per l’increscioso accaduto. Marino Massimo De Caro, suo consigliere personale, fu designato alla direzione della Biblioteca dei Girolamini grazie ad un “nulla osta” del suo ministero. Istituzione che ha perso l’occasione per fare il suo dovere, già ampiamente venuto meno: tutelare il patrimonio culturale. E poi vediamo i monumenti italiani crollare.