Follia a ‘Pomeriggio Cinque’: «Mango non si vergognava di essere lucano»

Angelo Forgione Sconcertante ricordo di Mango durante la trasmissione Pomeriggio Cinque del 10 dicembre. In collegamento dal comune potentino di Lagonegro per il funerale dello sfortunato cantautore lucano, l’inviata Monica Arcadio ha elogiato l’uomo più che l’artista, «talmente umile che mai si è vergognato di dire dove fosse, chi fosse e da dove provenisse».
Non si comprende cosa sia passato per la testa della giornalista di Taranto, non di Bolzano. Perché mai Mango avrebbe dovuto vergognarsi di essere lucano? Forse è proprio lei a vergognarsi delle sue origini meridionali? È forse lei, che sul suo profilo Twitter si definisce “giornalista disillusa… precaria… aspirante rivoluzionaria”, a sentirsi gregaria del Nord? E neanche si comprende il «sì, confermo» della conduttrice Barbara D’Urso., napoletana.
Mango non sentiva alcun peso sulle sue spalle ma solo tanta fierezza, e pur avendo raggiunto il successo scrivendo canzoni per sé stesso e per altri grandi interpreti, non aveva mai abbandonato la sua Basilicata, che amava tanto e che definì “un sano principio“. E amava tutta la cultura meridionale. Appena toccata la fama nazionale, negli anni Ottanta, cantò in napoletano a Domenica In e chiarì che la Canzone napoletana era la fonte della melodia nel mondo, e che Napoli e l’Italia avevano il dovere di riscoprirla. Erano anni di parziale oblio per il filone classico partenopeo, e Renzo Arbore doveva ancora avviare la sua rivisitazione moderna con l’Orchestra Italiana. Mango ha continuato a sentirsi uomo del Sud e a cantare la lingua di Partenope fino alla fine, e l’ultimo video pubblicato sulla sua fanpage è proprio una sua interpretazione di Fenesta vascia. Era anche tifoso del Napoli, fieramente, e senza vergogna.

L’allucinante Domenica di Barbara D’Urso. Fermatela!

Barbara D’Urso è tornata a imperversare nella domenica di Canale 5 sostituendo Alessio Vinci per salvare i bassi ascolti. Un giornalista sulla notizia sostituito da una conduttrice del trash-show, questa è l’esigenza del pubblico italiano. E infatti lei ha subito messo in chiaro che la sua “Domenica Live” sarebbe stata diversa da quella del predecessore (e vuoi vedere?!) e che si sarebbe tornati ai tempi di Domenica Cinque. Pronti al peggio!
Presto fatto, il programma ha raggiunto subito elevati picchi di tv-spazzatura nel  primo momento talk durante il quale Vittorio Sgarbi ha gridato a favore dell’orgasmo. È stato solo l’antipasto, e per non far mancare nulla al suo programma ecco il finale incentrato sulla discussione demenziale e strumentale, a due settimane dal fatto, “Nord contro Sud” partendo dall’infelice battuta di Amandola del TGR Piemonte sui napoletani riconoscibili dalla puzza. Questi gli ingredienti: i soliti noti razzisti leghisti (Salvini e Bonanno) rinforzati da un paio di altri più moderati alfieri del Settentrione contro Alessandra Mussolini, Patrizia Pellegrino e Guido Lembo, ovvero, senza mancare di rispetto a nessuno, l’esercito disarmato a rappresentare Napoli (per rendere l’idea, il migliore è stato Lembo). Metteteci il folto pubblico e le relative opinioni nazional-popolari e l’insalata è fatta, senza neanche troppo sale. Indigestione di razzismo, folklore, Maradona, Juventus, ‘o sole mio, oh mia bela Madunina e solite stantie teorie leghiste fronteggiate con odori di limoni e accuse a base di nebbia in Val Padana. Il festival del vacuo!
Conati di vomito sono venuti agli italiani al momento in cui il pubblico, spinto dal fronte meridionale, ha incoraggiato Salvini a cantare una canzone napoletana. Vomito vero e proprio è salito ai Napoletani, già traumatizzati dal suicidio di Totò Aronica, quando la D’Urso ha lanciato, e cantato, con insistente ripetitività una canzone neomelodica, ridicolizzando oltremisura un genere che già ha poco a che vedere con la vera Cultura napoletana da rappresentare.
Che la televisione italiana sia quella che sia è lapalissiano. Che un delicato dibattito del genere prenda vita con toni da bar dello sport è già grave perchè rinfocola un vero problema e non lo sviscera certamente. Ma che una sedicente napoletana d’orgoglio usi la sua posizione negli studi televisivi del Nord per rappresentare una Napoli in cui i Napoletani non si riconoscono è fatto da censurare e da cui prendere immediatamente le distanze. Così ha salvato gli ascolti di Canale 5 la D’Urso. Barbara, vergognati!

per protestare: http://www.mediaset.it/canale5/form/form_1.shtml

da “La Radiazza” di Lunedì 5 Novembre