I Neanderthal abitavano la Campania

Tracce dei primi uomini nelle grotte di Mondragone. Estinti dai Campi Flegrei?

Angelo Forgione per napoli.com Un dente di latte di un bambino neandertaliano è stato ritrovato nella Grotta di Roccia San Sebastiano nei pressi di Mondragone. Secondo il paleoantropologo Giorgio Manzi della Sapienza di Roma «il dentino si caratterizza nella morfologia come secondo molare deciduo inferiore di sinistra ed è stato perduto quando l’individuo aveva in età paragonabile a quella dei nostri figli a 10 anni vissuto circa 39/40.000 anni fa». Esattamente il periodo della super-eruzione dell’Ignimbrite Campana nella caldera dei Campi Flegrei, così violenta da giocare, secondo una ricerca dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Napoli, un ruolo importante nei processi demografici delle popolazioni paleolitiche delle regioni centrali e orientali del Mediterraneo, che potevano proprio comprendere sia gli autoctoni Neanderthal che i primi sapiens moderni di provenienza africana.
Rinvenuti anche i resti di molti strumenti e punte d’armi di selce. «L’età del dente è particolarmente importante perché aiuta a segnare la fase finale della vita degli uomini di Neanderthal in Italia e l’origine dell’Homo sapiens», ha dichiarato l’archeologo Marcello Piperno, anch’egli della Sapienza. Secondo l’archeologo Carmine Collina, principale responsabile degli scavi e dello studio, la scoperta descrive «una storia dell’evoluzione che va da 40.000 a 20.000 anni fa, periodo in cui la grotta è stata abitata ininterrottamente da uomini di Neanderthal e Sapiens».
Alle pendici della rocca medievale di Montis Dragonis, da cui ha preso nome il paese di Mondragone, vi è dunque una delle ultime testimonianze in Italia della presenza dei primi uomini  che si aggiungono ai ritrovamenti nelle grotte del Monte Circeo datati tra 50.000 e circa 35.000 anni fa. Ulteriori scavi potrebbero far luce proprio sul ruolo dell’eruzione del supervulcano dei Campi Flegrei sul popolamento dell’area.

8 Settembre, buona Piedigrotta a tutti!

8 Settembre, buona Piedigrotta a chi non dimentica
Tradizione cancellata, ricordo e storia no! E ora San Gennaro…

Angelo Forgione – Non tutti lo ricorderanno, ma oggi ricorre la celebrazione religiosa della Madonna di Piedigrotta. L’antichissima festa popolare era stata rispolverata sia pure con un format che niente aveva a che vedere con la sua storia, per poi sparire di nuovo. E per fortuna, direbbero i puristi della tradizione partenopea come noi. Dopo le polemiche degli anni scorsi, la precedente amministrazione comunale ormai disinteressata e al capolinea non ha presentato, entro la scadenza di Maggio scorso, alcun progetto per ottenere i fondi europei messi a disposizione della Regione. E anche l’attuale amministrazione De Magistris pare non sia orientata a rivalutarla nei prossimi anni.
Nata per celebrare i misteri del Sole del culto mitriaco, legata al mito di Virgilio e poi trasformata nei secoli dalla religione imperante, la festa ha toccato il picco popolare nel ‘700 del “Grand Tour” per poi veder declassata la Madonna dei pescatori di Mergellina in epoca risorgimentale quando fu cancellata dai Savoia perchè festa nazionale delle Due Sicilie per volontà dei Borbone. C’è ora all’orizzonte un declassamento anche di San Gennaro al quale si vorrebbe chiedere, ma invano, di spostare il suo miracolo. E tutti sul piede di guerra per la manovra del governo che non ha alcun rispetto delle tradizioni secolari e, men che meno, di un Santo che compie un miracolo senza comando. Il gruppo Lunaset ha promosso una petizione su Facebook per chiedere al premier Silvio Berlusconi di tener conto della specificità della ricorrenza.
Tornando alla Piedigrotta, le celebrazioni eucaristiche hanno già preso il via il 3 Settembre con la Messa dei pescatori in onore della Madonna officiata dal Cardinale Crescenzio Sepe. I festeggiamenti solenni si concluderanno il 12 Settembre nel Santuario di Piedigrotta.

La fine di Piedigrotta 

il bellissimo booktrailer de “I Misteri di Piedigrotta” di Maurizio Ponticello