Discriminazione sui banchi di scuola

Angelo ForgioneLettori si diventa – Temi d’attualità è un libro di testo per le scuole medie edito dalla casa editrice milanese Pearson, leader nel settore education. Una collezione di articoli di quotidiani con cui gli scolari vengono sensibilizzati su vari argomenti, tra cui il lavoro minorile, trattato da Luisa Grion su la Repubblica nel 2013. Tre esempi: un bimbo che scarica sacchi di cemento, un garzone che tiene le mani nel ghiaccio e una quattordicenne che prepara le tinte del parrucchiere. La ragazzina non si sa da dove venga. Gli altri due invece sì, e non si capisce perché sia necessario specificarne la provenienza: sono un napoletano e un egiziano. Ma se l’africano è un immigrato che non si sa in quale città italiana viva, il napoletano, evidentemente, si spacca la schiena a Napoli, la cui pessima immagine nasce esattamente sui banchi di scuola. E la chiamano educazione.

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“SPARANAPOLI”, la copertina “gomorristica” de l’Espresso

Angelo Forgione – Una nuova copertina, quella dell’ultimo numero de l’Espresso, che fa discutere. “Sparanapoli: «In città ora comandiamo noi»”. Sul tetto di un palazzo del centro storico di Napoli, tre ragazzini incappucciati, pistola in pugno e Duomo alle spalle. All’interno, un reportage sulla “paranza dei bambini” che racconta, attraverso le confessioni di uno dei presunti protagonisti, l’emersione di un nuovo fenomeno protomafioso.
La foto di copertina è tutto fuorché un lavoro da fotoreporter, presentando tutti i crismi di un lavoro da fotografo pubblicitario, con soggetti in posa proprio come nelle locandine dei film e dei serial televisivi. È proprio l’onda lunga della spettacolarizzazione del fenomeno malavitoso, in quel filone “gomorristico” che continua a rappresentare un’increbile macchina da soldi, ad alterare la realtà, confondendo spettatori e lettori. Ne paga le conseguenze, ancora una volta, l’immagine della città, in faticosa rincorsa turistica, dipinta come luogo infernale dove giovani incappucciati sono pronti a seminare terrore. Certo, il problema è reale, e andrebbe analizzato in altri termini, magari puntando il dito sui poteri centrali che fanno del Sud un serbatoio di voti e un mercato della ricchezza prodotta dal Paese, che è in grossa parte a Nord, così come il potere mediatico. Napoli ha bisogno di voce, ma in un territorio povero si può solo scrivere libri luminosi e cercare di sfruttare al meglio internet, che è l’unico canale democratico, così da provare a convincere qualcuno che Napoli non è l’inferno degli incappucciati con pistola in pugno. Di questo ed altro ne abbiamo parlato alla trasmissione #Parliamone, in onda sull’emittente campana TeleClubItalia.

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