Rifiuti tossici: «Danni incalcolabili sulle generazioni future»

intorno al 2060, il picco dell’incidenza tumorale

Angelo Forgione – “Danni incalcolabili, che graveranno sulle generazioni future”. Così sentenzia la relazione sugli illeciti connessi ai rifiuti della Campania approvata all’unanimità da un’apposita Commissione parlamentare d’inchiesta. “Il danno ambientale che si è consumato è destinato, purtroppo, a produrre i suoi effetti in forma amplificata e progressiva nei prossimi anni con un picco che si raggiungerà fra una cinquantina d’anni. Questo dato può ritenersi la giusta e drammatica sintesi della situazione campana”. Cioè, i tumori tra Napoli e Caserta aumentano e toccano picchi esorbitanti, ma è solo l’inizio perché il peggio deve ancora venire.
Le colpe? Ben note. L’ormai acclarato intreccio tra imprenditoria centro-settentrionale, camorra e politica. Decisiva la mediazione dall’apparato amministrativo regionale che “ha favorito in larga parte interessi sostanzialmente illeciti”, favorendo società che operano nel settore apparentemente munite di autorizzazioni necessarie ma in realtà “riconducibili alla criminalità organizzata”. Le conclusioni sono una vera condanna per i cittadini del Sud, almeno fin quando avranno la fortuna di non ammalarsi: “È evidente che il sistema, a questo punto, risulta essere stato riprogrammato per far funzionare una macchina capace senz’altro di produrre profitti, ma destinata a non risolvere i problemi, dal momento che il raggiungimento dello scopo costituirebbe evidentemente motivo per far cessare ogni possibile spunto di guadagno riguardo al ciclo dei rifiuti”. Cioè, nessuno ha interesse e voglia di risolvere un problema igienico-sanitario creato ad arte.
In questo contesto, ormai incancrenito da anni, le bonifiche restano chimere. La politica nazionale glissa e ostacola il registro tumorale regionale, il ministro della Salute Balduzzi giustifica le neoplasie con l’obesità e il Presidente della Repubblica chiude il suo mandato senza aver mai speso una parola sull’argomento. E il popolo campano paga.