Lunga serie di killer settentrionali, ma il razzismo leghista è garantista

Lega Nord silente sul presunto assassino di Yara Gambirasio, bergamasco doc

Angelo Forgione – Brembate Sopra, provincia di Bergamo, 26 novembre 2010: la tredicenne Yara Gambirasio esce di casa alle 17:30 per recarsi in palestra. Non ha allenamenti, deve solo portare uno stereo alle maestre. Rimarrà con loro per circa un’ora. Poi andrà via, incontro al suo assassino. Sarà ritrovata morta nella zona industriale tra Chignolo d’Isola e Madone.
Sono passati tre anni e sette mesi, e spunta il nome del presunto assassino della ragazzina. Sarebbe Massimo Giuseppe Bossetti, 44enne muratore residente a Mapello, in provincia di Bergamo. Inzialmente, però, i sospetti erano caduti su una pista sbagliata che portava a Mohammed Fikri, immigrato marocchino. Senza alcuna prova, si riaccese la classica campagne politica della Lega Nord sul tema dell’immigrazione. Matteo Salvini, oggi segretario di partito, affermò che «da quando ci sono così tanti irregolari accadono più omicidi». Mario Borghezio chiese di raccogliere le impronte digitali e sollevò la «necessità di introdurre un’aggravante per i reati commessi dai clandestini». Lo stesso era accaduto a Novi Ligure, provincia piemontese di Alessandria, nel 2001, quando l’adolescente Erika De Nardo uccise la madre e il fratello con la collaborazione del fidanzatino Mauro “Omar” Favaro. Due presunti ladri slavi o albanesi finirono nel mirino dei leghisti, che organizzarono immediatamente una fiaccolata contro gli immigrati. E quando nel 2006 a Erba, in provincia di Como, Rosa Bazzi e Olindo Romano, snervati dai continui litigi coi vicini, massacrarono a coltellate e sprangate Raffaella Castagna, il figlio Youssef Marzouk, la nonna del bambino Paola Galli e la vicina di casa Valeria Cherubini, Radio Padania difese i colpevoli, orientando gli ascoltatori alla presunta colpevolezza del capofamiglia Azuz Marzouk, il marito di nazionalità tunisina di Raffaella, perché uscito dal carcere grazie ad un indulto in seguito a una condanna per per spaccio di droga. Sempre Borghezio dichiarò: «Quel che è successo a Erba può succedere, in ogni momento, dovunque personaggi non integrati semplicemente perché non integrabili, hanno trovato nel nostro territorio e, purtroppo, anche in Padania facile accoglienza, ottusa tolleranza, favoritismi politico-sociali d’ogni genere. È ora di finirla».
Oggi il presunto assassino di Yara Gambirasio è un bergamasco doc, non un extracomunitario, e il Carroccio non si pronuncia. Ma l’ideologia è chiara. Del resto, se oggi Salvini chiede la riapertura dei manicomi per ospitare Davide Frigatti, responsabile dell’accoltellamento di tre passanti a Cinisello Balsamo (uno deceduto e due ricoverati in gravi condizioni) mentre lo scorso anno augurò di «marcire in galera e mai più rivedere la luce del sole» ad Adam Kobobo, il ghanese che uccise tre passanti a picconate a Milano, vuol dire che per la Lega ci sono assassini di Serie A e altri di Serie B, e solo per i primi, in quanto “padani”, dovrebbe vigere il garantismo.
Loro sono gli stessi che dicono che Napoli e il Sud siano un far-west, ma intanto nel Meridione non è sicuramente più pressante l’ansia da passeggio. I killer, seriali o meno, sono evidentemente un prodotto più tipicamente settentrionale: Erika e Omar, Olindo Romano e Rosa Bazzi, Antonio Boggia, Sonya Caleffi, Ferdinand Gamper, Marco Furlan, Andrea Matteucci, Maurizio Minghella, Alessandro Mariacci, Roberto Succo, Giorgio Orsolano, il mostro di Firenze, il mostro di Foligno, il mostro di Bargagli, il mostro di Udine, il mostro di Terrazzo, il killer di Padova, Michele Profeta, Annamaria Franzoni, Milena Quaglini, le bestie di Satana, Guglielmo Gatti, “Acquabomber”, “Unabomber”, i delitti di Garlasco e di Perugia sono solo una parte del lungo elenco più o meno recente di una follia che pervade i territori del Centro-Nord. Forse si dovrà aggiungervi anche Giuseppe Bossetti. Non è teoria ma un dato effettivo fornito dal Ministero della salute, che indica le regioni settentrionali e centrali in testa per numero di ricoveri dovuti a disturbi mentali organici indotti, nevrosi depressive e dipendenze da alcol e droghe (mentre la Campania e altre regioni del Sud sono invece tra le ultime). Alla faccia delle teorie crimonologhe di Cesare Lombroso.

Finalmente Castel dell’Ovo illuminato by-night

Finalmente Castel dell’Ovo illuminato by-night

Angelo Forgione – Con la vecchia amministrazione sono stati due anni di battaglie contro un muro di gomma. Denunce, video, approfondimenti, dibattiti televisivi e contatti con le aziende realizzatrici degli impianti realizzati per i principali monumenti e poi lasciati senza manutenzione. Unico risultato, pur importantissimo per il decoro, il restauro dei lampioni storici all’ingresso di Palazzo Reale (che in questi giorni vedranno un nuovo ritocco). A sei mesi dall’insediamento della nuova giunta De Magistris, qualcosa finalmente si “vede” e i solleciti mai interrotti trovano le prime risposte.
Dopo circa dieci anni di buio, il Castel dell’Ovo e il “Borgo Marinari” tornano a mostrarsi in tutta la loro bellezza anche di notte. Inaugurato il nuovo impianto, realizzato da Enel Sole, acceso personalmente dal sindaco De Magistris e dal direttore generale di Enel Sole Giovanni Maria Pisani Mercoledì 21.
Durante la trasmissione radiofonica “La Radiazza” di Gianni Simioli su Radio Marte di oggi, ho avanzato a De Magistris (ospite in studio) il timore di dover rivedere spento il maniero e la necessità di illuminare anche gli altri siti monumentali. Il sindaco ha assicurato che il “Borgo Marinari” sarà illuminato ogni sera e che lavorerà per dare luce ad altri monumenti della città.
Nel dettaglio, il nuovo impianto include sedici nuovi proiettori di varia potenza, da 150 fino a 1.200 W, due proiettori che illuminano il lato Nord del castello sulla scogliera di via Partenope, e altri cinque posizionati sulla facciata principale. Nel lato Sud, invece, due sostegni illuminano con sei proiettori e altri tre sono nella zona “Ramaglietto”.
In vista della prossima riqualificazione del litorale di Via Caracciolo per le regate di preparazione alla “Coppa America” di vela, il lungomare più bello del mondo comincia a ritrovare la sua valorizzazione completa.
De Magistris si è detto molto contento di rivedere illuminato il castello sul mare proprio alla vigilia di Natale e ha auspicato una proficua intesa con Enel Sole per illuminare altri monumenti della città che meritano di essere valorizzati anche di notte. “Per quanto possibile”, ha aggiunto De Magistris, saranno previsti stanziamenti per l’illuminazione monumentale nel bilancio di previsione 2011-12 del Comune di Napoli.
Speriamo… e vigiliamo.

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