Una firma per ridurre i privilegi dei parlamentari

Una firma per ridurre i privilegi dei parlamentari

fino al 26 Luglio si può firmare negli uffici elettorali (Comune)

Entro il 26 luglio 2012 ogni cittadino può apporre la sua firma presso l’Ufficio Elettorale del Comune di residenza per richiedere un referendum per la riduzione dei privilegi dei parlamentari.
La raccolta delle firme è finalizzata all’abrogazione dell’Art.2 della Legge 31 ottobre 1965, n.1261 relativo alle indennità parlamentari, che dice “Ai membri del Parlamento è corrisposta inoltre una diaria a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma. Gli Uffici di Presidenza delle due Camere ne determinano l’ammontare sulla base di 15 giorni di presenza per ogni mese”.
I parlamentari italiani sono quelli che percepiscono i compensi più alti in Europa. Compensi, non stipendi, perchè agli stipendi si sommano altre diverse voci che raddoppiano di fatto i soldi e i privilegi che entrano nelle tasche dei nostri eletti. Si va dalle spese di rappresentanza, a quelle dei portaborse, alle spese telefoniche.
Nonostante questi compensi da capogiro i politici non devono sostenere spese di circolazione sulle autostrade, spese per il trasporto pubblico in treno, autobus, metropolitana, spese sanitarie o assicurative, spese sportive (piscine e palestre gratuite).
A tutte questi privilegi va aggiunta la diaria di soggiorno pari a circa 3500 euro esentasse che viene erogata a tutti i parlamentari, anche quelli che hanno un’abitazione a Roma e quindi non devono sostenere le spese di affitto per l’alloggio. Il referendum servirebbe a cancellare proprio tale diaria.
Le firme si stanno raccogliendo in tutta Italia nel più assoluto silenzio per ovvi motivi. Il popolo ha la possibilità di fare giustizia ed ottenere una minima equità negli compensi dei Parlamentari e dei politici italiani. È sufficiente recarsi al proprio ufficio elettorale del Comune di residenza entro il 26 Luglio per raggiungere le 500.000 firme e ottenere il referendum. Tutti a firmare… e passaparola! 

RC auto, vessazione per i meridionali. Ma…

RC auto, vessazione per i meridionali. Ma…
una sentenza di Strasburgo impone polizze uguali per tutti

di Angelo Forgione

Discriminazione assicurativa, altro che chiacchiere! La RC auto a Napoli può costare anche il 150% in più rispetto a Milano. La spiegazione ufficiale per quest’aberrante differenza di trattamento è in realtà una falsità facilmente smontabile: a Napoli avvengono più incidenti. L’ISTAT smentisce coi dati ufficiali che raccontano chiaramente come il tasso di incidentalità del capoluogo campano non sia  assolutamente superiore alle città del nord e che il tasso di mortalità in Campania sia tra i più bassi in assoluto.
La polemica divampa per un fenomeno che ha raggiunto e superato il limite di sopportazione degli utenti meridionali. L’Antitrust sta indagando su presunti cartelli per non moderare i prezzi e le prime multe sono già arrivate ad Ina-Assitalia per le disdette unilaterali delle polizze comunicate a clienti campani, pugliesi e calabresi. L’assessore allo sviluppo e alla tutela dei consumatori del Comune di Napoli Marco Esposito ha costituito un Comitato denominato “RCA Napoli Virtuosa” col quale si intende mettere in campo degli strumenti per colpire gli autori delle truffe assicurative e avvantaggiare i cittadini virtuosi. Le associazioni di categoria protestano e Federconsumatori ha indetto per il 24 Settembre una manifestazione di protesta a Napoli per supportare il comitato MO BAST!. Il network meridionalista CogitoErgoSud, invece, ha lanciato una petizione online per poi interrogare gli organi istituzionali sulla questione.
La discriminazione è dunque chiara e inaccettabile, anche perché la legge 990 del 24 dicembre 1969, con la quale si è introdotta l’obbligatorietà di stipula assicurativa per i veicoli a motore, non contempla alcuna diversità di tariffe in base alla residenza degli assicurati.
A spaccare il granitico fronte delle compagnie assicurative potrebbe però essere una sentenza della Corte di Giustizia di Strasburgo dello scorso Giugno, nell’ambito di una decisione su un ricorso presentato da un’associazione belga di consumatori: il premio dell’assicurazione non può cambiare in base al sesso, all’età e al luogo di residenza; in caso contrario, si tratta di “discriminazione”. Così l’Alta Corte ha di fatto annullato la differenziazione delle tariffe su base territoriale e AssoConsumatoriItalia ha spiegato che grazie a questa sentenza dovranno essere invalidate tutte le leggi di recepimento nazionali (in Italia è il D.lgs. 196/2007) a partire dal 21 dicembre 2012. A meno di nuovi decreti.
Staremo a vedere.