“Napoli come Raqqa”, ma nessuna aggressione all’ambulanza

Angelo Forgione – Uno squilibrato sfonda un lunotto laterale di un’ambulanza nell’affollato quartiere Vomero e di lui non c’è traccia. “Napoli come Raqqa”, dice Silvestro Scotti, presidente dell’Ordine dei Medici della Campania, esasperato da diverse aggressioni registrate in passato. Troppo esasperato, perché di vergognose aggressioni agli operatori del 118 avvengono sempre di più, a Napoli come in ogni zona d’Italia, e basta fare una ricerca su Google per capire che di allarmi ne arrivano un po’ da ogni dove. E però nessuno si è mai spinto a dire che Roma o Torino, tanto per fare degli esempi, sono come Raqqa, la sfortunata città siriana sotto assedio. Una slogan in pieno stile The Sun, finito su tutti i telegiornali e quotidiani d’Italia, ai quali non è parso vero di sentirlo dire da un napoletano e di rimbalzarlo al Paese.
Po si fa largo una verità: l’aggressione non è mai avvenuta. Le indagini hanno appurato che l’ambulanza, pur di velocizzare i tempi del soccorso di una persona svenuta in un bar, aveva tagliato la parte centrale pedonalizzata di piazza degli Artisti, tranciando una fune ancorata a un paletto di ferro, che così è stato fiondato contro la fiancata dell’automezzo, mandando in frantumi il lunotto laterale e ferendo un’infermiera a bordo.
Insomma, una messa in scena degli stessi soccorritori per coprire un errore di manovra e il danno procurato, oppure un ricamo dei media sulla pelle del buon nome della città.
Chiaro che il problema della sicurezza degli operatori del 118 resta, ma resta anche l’ennesimo danno d’immagine arrecato alla città che non può essere sanato con le rituali e neanche scontate smentite, prive di quel carico emotivo che un’aggressione immotivata porta all’opinione pubblica.
Una vicenda che dovrebbe far pensare su come sia facile infangare la reputazione di Napoli e dei napoletani, e come questa parta spesso dai napoletani stessi.

ambulanza

Chi libera festeggia. OK il Lungomare, ma ridateci la Piazza.

Angelo Forgione per napoli.com Gran pienone al lungomare di Chiaia per la festa di Capodanno. Un successo sotto il profilo numerico e un po’ meno sotto quello artistico e organizzativo per il sindaco De Magistris che ha chiuso per sempre l’era Bassolino trasferendo la festa di San Silvestro nel suo luogo-sponsor. Anche questa è disputa politica.
Era stato proprio l’ex sindaco di Napoli e poi governatore della Campania a inaugurare in Italia il periodo delle feste in piazza quando, dopo il G7 del ’94, l’agorà di Napoli liberata dalle auto fece da apripista del genere. Fu un ritorno al passato perché già dal Seicento lo spazio antistante al Real Palazzo, non ancora definito nelle sembianze attuali, è stato il luogo privilegiato per lo svolgimento delle feste, delle parate e delle celebrazioni, con gran contributo dei più noti architetti napoletani e non.
Come il “largo di Palazzo”, così il lungomare. Liberato anch’esso, nuovo simbolo anch’esso, nuovo spazio di Capodanno anch’esso. Non che sia sbagliato; va bene cambiare se porta benefici. E allora ben venga il Capodanno al lungomare stile Copacabana, a patto però che ci restituiscano la nostra grande piazza neoclassica ridandole dignità, splendore, luce, economia e attenzione che merita. Al momento è solo abbandono completo.