Questore Marino: «su Napoli tante bugie, e pure sul ‘San Paolo’»

Angelo Forgione Guido Marino, Questore di Napoli dal 30 dicembre 2013, di origini calabresi, nella sua carriera più che trentennale nella Polizia di Stato ha ricoperto incarichi a Bergamo, Milano, Genova, Palermo, Cosenza, Caltanissetta, Roma e Catanzaro, con importanti ruoli nella lotta alla criminalità organizzata. Quando è giunto a Napoli l’ha fatto per la prima volta. Non vi aveva mai messo piede e non l’aveva mai vista in tanti anni di vita, ma ne è rimasto talmente sorpreso che in pochissimo tempo se ne è innamorato. Da un po’, infatti, spende buone parole per la realtà partenopea, che ormai conosce dall’interno. Non gli piace più sentire che Napoli sia un far-west senza regole, ora che la definisce “unica”, eppure di esperienza sul campo, in tema di delinquenza, ne ha tanta. «Napoli non può essere paragonata ad una giungla. È una città impegnativa, certo, ma anche Bergamo – dice il Questore – lo è in qualche modo. Il quadro è enfatizzato da certa stampa pronta a indicare solo i dati negativi». Marino contesta anche la fiction Gomorra e tutte quelle che dipingono Napoli come il regno del male: «Certi programmi tv sono offensivi e per niente rappresentativi della realtà che vogliono rappresentare». L’ultimo elogio, dai microfoni del TgR Campania, è rivolto ai tifosi del Napoli per la compostezza e la collaborazione durante i controlli preventivi prima del match Napoli-Inter: «L’intelligenza dei napoletani viene dolosamente e vergognosamente ignorata. Certi episodi accaduti al San Paolo sono stati enfatizzati e altri non sono neanche avvenuti ma letteralmente inventati».
Tutte parole autentiche di un Questore, alta autorità di pubblica sicurezza, che deve essere ben conscio di quale sia la reale entità della delinquenza che si annida nelle strade di Napoli e sulle gradinate dello stadio. Dunque, o il Questore Marino mente per improvviso amore per Napoli oppure non ha capito ancora dove lavora, ed è quindi inadeguato al ruolo che ricopre. O forse è lui ad aver capito che ad essere inadeguati sono i pregiudizi. Fate voi.

Perchè una “cruda” ZTL non può funzionare a Napoli

Angelo Forgione per napoli.com – Piazza Dante, Via Duomo, Chiaia: caos da zone a traffico limitato a Napoli. La confusione e l’esasperazione è esplosa in una manifestazione sotto Palazzo San Giacomo, mettendo nel mirino il sindaco De Magistris e l’assessore alla viabilità Anna Donati.
La verità è che Napoli è una città peculiare, unica, dove non è detto che funzioni ciò che funziona altrove. Il centro antico di Napoli, ad esempio, è urbanisticamente strutturato sul trimillenario schema ippodameo greco a scacchiera, ideato dall’urbanista Ippodamo da Mileto nel V secolo a.C., e tale è rimasto (per fortuna): tre grandi direttrici da est a ovest su tre livelli protesi sul mare. Le piazze-hub di sfogo non esistono ma ci sono solo degli slarghi adiacenti alle strette strade. E in mancanza di sfoghi, le strade deputate ad accogliere le auto diventano a traffico ingolfato, mentre quelle pedonalizzate, dove i cittadini non arrivano coi mezzi pubblici insufficienti, diventano deserti.
L’ICOMOS, International Council on Monuments and Sites, il cui scopo è promuovere la conservazione e la valorizzazione dei monumenti e dei siti di interesse culturale nel mondo, basa la sua attività sull’autorevole contributo di oltre settemila tra architetti, archeologi, antropologi, storici dell’arte, geografi, storici e urbanisti di diversi Paesi che ne studiano le caratteristiche e presentano delle accurate relazioni consultive all’UNESCO, che a sua volta ne decide l’eventuale inclusione nella sua lista. Ebbene, nella valutazione ICOMOS del centro storico di Napoli si legge che “è difficile identificare una o più città con cui Napoli potrebbe essere confrontata. Le sue radici culturali sono così completamente diverse da quelle di qualsiasi altra città italiana che il confronto sarebbe inutile. È altrettanto difficile equiparare Napoli con altre grandi città mediterranee come Barcellona o Marsiglia. L’unicità è una qualità che è difficile da definire, ma Napoli sembra avvicinarsi tantissimo a detenerla”.
Bisogna una volta e per tutte prendere atto che Napoli è totalmente diversa (l’assessore Donati da Faenza lo sa?), che questo è un pregio che non va trasformato in un limite cercando di attuare modelli sperimentati altrove con più semplicità. Aggiungiamoci poi che Napoli è la città più densamente popolata d’Italia, con le sue circa ottomila anime per chilometro quadrato a fronte delle settemila di Milano e Torino e delle duemila di Roma, e che il parco veicolare è in numero elevato in relazione agli abitanti. In questo genere di città, certe misure necessitano, ancor di più che in altre, di un servizio pubblico efficiente e continuo, di un sistema di metropolitane a regime e fino a tarda ora, ma anche di un’illuminazione pubblica potenziata e di forze dell’ordine a sufficienza per garantire la sicurezza serale. Condizioni che al momento non sussistono, e così il suicidio è assicurato, compreso quello commerciale delle piccole attività strangolate nelle diverse aree “recintate”.
De Magistris preannucia correttivi e affida la sue riflessioni ad un video diffuso in rete. Il primo passo va in direzione della sicurezza serale e prevede la riapertura, dalle ore 21 fino alle 8 del mattino, dei due “passanti” di piazza Dante e via Duomo della grande ZTL del centro storico, accessibili giorno e notte al passaggio dei motorini.
Certo è che Napoli deve assumere una dimensione europea a tutti i costi, riducendo l’uso dell’automobile e godendo di strade in cui ci sia vita ogni giorno. Ma per far cuocere la pasta sarà necessario prima far bollire l’acqua; il grano duro, buttato subito nella pentola fredda, non è mai mangiabile.