Cavani: «orgoglioso che mio figlio sia napoletano»

Cavani: «orgoglioso che mio figlio sia napoletano»

«anche per questo sento la rivalità con la Juventus»

Che Cavani sia entrato nello spirito della napoletanità sportiva è chiaro da tempo. E nel salottino di Radio Marte a Castelvolturno, el Matador ha così presentato la sfida di Domenica:
«So bene cosa significa la Juventus per i napoletani. Mio figlio è napoletano, e quindi questa partita la sento fortemente. Ho portato Bautista al “San Paolo” perchè, anche se non capisce ancora cosa succede, è giusto che assapori il calore della sua gente. Anche se io e Maria Soledad siamo uruguaiani e lui ha sangue uruguaiano, è comunque nato a Napoli, sta crescendo a Napoli ed è un napoletano a tutti gli effetti… noi siamo orgogliosi di questo e spero davvero che si ricordi sempre nella sua vita di esserlo. Questo popolo è fantastico!».

Turisti del nord rubano agli scavi di Ercolano

Lettere a VANTO
turisti del nord rubano agli scavi di Ercolano

Caro Angelo,
è da tempo che volevo comunicare con te. Sono di Ercolano ed amico di Danilo Belsino e con lui avevamo deciso di invitarti per parlare con te da vicino e chiederti di aiutarci a creare nella nostra città un movimento simile. Abbiamo già delle idee che spero presto poter illustrarti da vicino. Ho nel mio negozio, una sorta di filiale di VANTO, poichè ho affisso molti tuoi scritti. In questo momento, mentre ti scrivo, ho saputo che stanno arrestando nei pressi della circumvesuviana di Ercolano due turisti vicentini, che avevano sottratto dei reperti dagli scavi. Volevamo inviarti le foto dell’arresto , ma non ci è stato permesso di filmare il medesimo. In questo momento sono circondati dalla polizia e da tanti ercolanesi. I due “mariuoli” seguiti dalla polizia locale, fino in stazione, ivi giunti, con l’ausilio della polizia di stato, sono stati arrestati tra il tripudio generale dei cittadini, che li hanno apostrofati urlandogli “n’ce fanno sempe na chiaveca a nuje…”.
Ah, dimenticavo, ho una copisteria dove faccio proselitismo identitario riguardo la nostra storia borbonica. Ti giuro, stiamo avendo successo. Presto distribuiremo “Li chiamarono briganti” ed in seguito, una sorta di giornalino dove abbiamo pensato di pubblicare anche i tuoi scritti se ci concedi il permesso.

Tra un anno, volevamo controfesteggiare i 151 anni, ovvero un anno dopo l’annessione, con un dibattito pubblico sulle conseguenze dell’annessione.

il brigante Nicola

da “ilmediano,it”, la trafugazione dei turisti vicentini ad Ercolano
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