Quanto vale il Napoli?

de-laurentiis_commissoAngelo Forgione – Aurelio De Laurentiis ha confidato al Corriere dello Sport di aver rifiutato ben 900 milioni di euro per vendere la SSC Napoli. Una cifra esorbitante che rende poco credibile la dichiarazione, anche se, come ho scritto sulla mia pagina facebook a caldo, un tentativo di avvicinamento pare esserci stato davvero da parte dell’imprenditore italo-americano di Calabria Rocco Commisso, patron di Mediacom, presidente della squadra di calcio dei New York Cosmos e tifoso della Juventus. Dopo poche ore, il New York Times informava che proprio Commisso era ormai in procinto di accaparrarsi la proprietà della Fiorentina, dopo aver provato qualche mese fa a prendere il Milan, dopo aver rifiutato Sampdoria e Cagliari, e dopo essere stato a un passo dalla Roma.
Ma quanto vale il Napoli? Ospite della trasmissione radiofonica Un calcio alla radio (CRC) con l’economista Marcel Vulpis di Sport Economy, imbeccati dalle domande di Umberto Chiariello e Marco Giordano, abbiamo provato a dare una quotazione club azzurro.

Troisi romanista? Calabrese pensava fosse amore, e invece…

bonetti_troisiAngelo Forgione – «Troisi era tifosissimo della Roma ma fu costretto a tenerlo nascosto». Lo ha confessato l’attore Pino Calabrese, compagno di scuola del grande Massimo, durante una chiacchierata nel salottino di Corriere dello Sport Tv, durante la quale lo stesso Calabrese è parso rammaricato, da napoletano, di essere rimasto fedele al suo primo amore infantile, l’Inter. Un Troisi romanista, magari, lo conforta un po’.
Massimo Troisi tifosissimo davvero della Roma? Non ci sarebbe nulla di male. Il fatto è che non lo era. Semmai era un tifoso del suo grande amico e romanista doc Massimo Bonetti, col quale si punzecchiava in occasione degli scontri tra Napoli e Roma.
La confessione di Pino Calabrese fa riferimento a una simpatia adolescenziale, magari mai rinnegata, ma non paragonabile al tifo autentico che Troisi ha fatto per il Napoli in età matura e fino all’ultimo giorno della sua vita. Quello di Calabrese per il Corriere dello Sport è un falso scoop, e pure di cattivo gusto, perché tende a intaccare l’immagine e il candore di un attore amato per la sua spontaneità incarnata nell’uso sfrontato del dialetto partenopeo, e a smitizzare una storia del personaggio imperniata sull’epocale intervista a Gianni Minà la sera della vittoria del primo scudetto azzurro, lo storico «festeggiamo, usciamo di casa, ma non ci dimentichiamo l’acqua e il gas aperto», l’amicizia con Maradona e compagni, la scena di Scusate il ritardo col Napoli che perde in casa col Cesena. E poi proprio quel titolo, prestato al primo scudetto azzurro.
Ma ipotizziamo che Troisi fosse tifosissimo della Roma, e così bravo a nasconderlo per motivi di immagine. Tirarlo fuori oggi, senza la delicatezza di chiederne conto alla famiglia, sarebbe ugualmente di cattivo gusto. Fare di Massimo Troisi un opportunista, un finto tifoso del Napoli, è qualcosa di francamente disgustoso.

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