Lo Stato entra alla Reggia di Carditello

carditello_bandieraAngelo Forgione – Consegnate al Ministero dei Beni Culturali le chiavi della Real Tenuta di Carditello, a tutti gli effetti sotto responsabilità dello Stato. 15 custodi del MiBAC dovrebbero provvedere alla vigilanza del sito. Oggi, nella palazzina reale, sono state issate le bandiera d’Italia e d’Europa. Per rivedere la reggia fruibile bisognerà comunque attendere molto tempo.
Ieri, l’ormai ex custode giudiziario Luigi Meinardi ha lanciato un’atto d’accusa contro gli enti locali, responsabili di non aver risolto il vero nodo che ha bloccato la vendita: la presenza nei paraggi della mega-discarica di Marruzzella, che ha allontanato rappresentanti di cordate fuggite dopo aver appreso della situazione ambientale attorno alla Reggia.

Massimo Bray e l’intelligenza dei Borbone di Napoli

Angelo Forgione – È stato bollato come il “Re lazzarone” perché non gli piaceva studiare e preferiva cacciare e fare l’amore. Però in città creò il primo museo d’Europa, togliendo la proprietà privata delle collezioni di famiglia (reperti vesuviani e collezione farnesiana) per renderle pubbliche e donarle alla città. E fuori città sfruttò la forza motrice generata dell’Acquedotto Carolino per far fiorire tante iniziative imprenditoriali in tutta l’area casertana, trasformando persino le tenute di caccia di San Leucio e Carditello in luoghi produttivi, regalandoci le sete e la mozzarella di bufala.
Il ministro Bray ha studiato bene la figura di Ferdinando IV, che, ben consigliato da Maria Carolina, fece anche molto altro, e non solo bella vita. E ha studiato tutta la dinastia dei Borbone di Napoli, riconoscendone la “intelligenza”. E si è affezionato alle dimore borboniche, dicendolo a più riprese nei programmi nazionali.
Altro che retrogradi, Signori! Piano piano, il quadro si fa più nitido.