Enrico Lucci e lo scippo del web

Angelo Forgione – Enrico Lucci, a Le Iene, con la sua classica verve, ha provato a “ricostruire” il contorno dello scippo sventato dal nigeriano Benjamin. Inutile dire che le testimonianze raccolte vanno nella direzione da qui tracciata a caldo, mentre tutta Italia esercitava lo sport nazionale del dito puntato sui napoletani. Compresa, purtroppo, anche una certa stampa napoletana. A pagarne le spese, ancora una volta, il popolo partenopeo, caricato oltremisura di colpe oltre quelle effettive. Altrettanto inutile dire che Lucci, pur fornendo una diversa interpretazione degli accadimenti, col suo stile criptico, ha inteso spalancare la porta ai dubbi sui napoletani, non chiuderla, mettendo sarcasticamente a confronto la Napoli eroica che fu con quella un po’ imbrigliata di oggi. Ora tutti a riscrivere “ecco la verità”, perché così hanno suggerito le testimonianze nel servizio de Le Iene (non Lucci), compiendo lo stesso errore di informazione iniziale. Perché nessuno ragiona con la propria testa, nessuno indugia a guardare bene quel mondo circoscritto delle immagini che non mostra tutto il resto e non fa ascoltare le voci; perché conviene enfatizzare la realtà complessa di Napoli; perché nessuno ha il coraggio di andare controcorrente; perché nessuno è corretto verso una città che merita scosse ma anche più rispetto.

clicca qui per vedere il video tratto da Le Iene

Di seguito, alcune testimonianze colte sui vari quotidiani:

tratto da La Repubblica
“Eppure il video non racconta tutta la verità”, afferma l’architetto Stefano Di Benedetto, che alla scena dello scippo era presente, e che vuole raccontare la sua versione della vicenda. Senza nulla togliere al gesto di Benjamin. Ma “restituendo alle persone che erano presenti la dignità negata loro dalle immagini che li presentano come sordi e muti dinanzi all’aggressione”. Quanti erano in via Capitelli al momento dello scippo, racconta Di Benedetto, “non sono rimasti affatto immobili. Alcuni hanno inveito contro l’aggressore, sono volate parolacce e insulti. La signora aggredita, forse temendo un crescendo di violenza, diceva “lasciatelo andare”. Nessuno di quanti erano lì è rimasto insensibile a quanto accadeva. Un signore ha preso la targa del motorino, io sono corso a chiamare i vigili che erano poco lontani, l’anziano che dal video sembra dare una pacca sul braccio dello scippatore gli ha, in realtà, inveito contro. Ma tutto questo dal video non si evince”. Nessuna indifferenza, secondo l’architetto. “L’unica cosa che non abbiamo fatto, e ne sono orgoglioso e contento, è non averlo a nostra volta aggredito, non averlo linciato” insiste. Sottolineando, infine, che lo scippatore “era una persona smarrita, era in pigiama, sembrava sotto l’effetto di qualche droga”.

tratto da Il Fatto Quotidiano
Buongiorno a tutti, sono Stefano.
Fra il video, i commenti giornalistici e quelli che leggo – superficialità, mancanza di informazione, volontà di gridare alla vergogna. Preciso l’accaduto in quanto ero presente all’evento. Appena si è sentito il rumore della caduta del motorino, sono, siamo usciti fuori dal tabaccaio. La scena era la seguente, una serie di persone che inveivano contro lo scippatore, ingiuriandolo anche con parole forti, la borsa della signora fra le mani dell’amico extracomunitario, e qualcuno che vedendo un ragazzo a terra e non avendo visto lo scippo, normalmente cerca di rialzarlo da terra, così come avviene sempre a NAPOLI. Tengo a precisare per tutti che lo scippatore in questione versava in pessime condizioni, chiaramente sotto l’effetto di stupefacenti, con lo sguardo smarrito, in pigiama. Assicuratomi così come tanti altri delle condizioni della signora, chiedendole se avesse bisogno di essere accompagnata al più vicino pronto soccorso. La signora, ovviamente impaurita, rendendosi conto che forse di li a poco le persone presenti avrebbero potuto usare violenza, a chiesto a tutti di lasciarlo andare, mentre uno dei passanti prendeva il numero di targa. Mi chiedo cosa si sarebbe dovuto fare, cosa si aspetta l’opinione pubblica. Violenza sullo scippatore, linciaggio? Farsi giustizia modello ronde? Napoli è una città in cui malgrado tutto ancora sopravvive il senso di umanità e della misura. Giornalismo spazzatura che alimenta le urla degli stolti.

Il destino di un mendicante che impatta con uno scippatore

Ancora giudizi sommari su un video muto

Angelo Forgione – Lo scippo nei pressi di piazza del Gesù sta facendo parlare (come al solito) di una Napoli indifferente e senza reattività di fronte alla micro e macro criminalità. Un fondo di verità c’è, perché la gente non si sente tutelata e non può e non vuole farsi giustizia da sola, ma forse siamo al ricamo. Condanna sui napoletani perchè il caso ha voluto che sia stato un extracomunitario a diventare, suo malgrado, protagonista degli eventi. L’africano è lì in quel momento, si trova sul punto preciso dello scippo, seduto su una fioriera mentre passa la donna che incrocia lo scippatore. È travolto dalla dinamica e ne diventa parte per inerzia. La sua azione fa perdere l’equilibrio al reietto e lentamente accorre un capannello di gente, anche dai negozi, attirata dal trambusto, ed è plausibile che non capisca che si tratti di scippo ma di incidente (vedendo lo scooter a terra), e soccorre il colpevole. L’extracomunitario non parla bene l’italiano ma ha la borsa della donna in mano. Dunque, non si può sapere se tutti abbiano compreso che si sia trattato di rapina, e infatti qualcuno alza persino lo scooter. La donna, sotto shock, fa capire con lentezza che è stata aggredita. Un uomo si avvicina allo scippatore e gli dice qualcosa, toccandogli il braccio “affettuosamente”. Ma non si può sapere cosa. Lo scippatore appare intimorito, anche inesperto, e prova a fuggire appena possibile, ma viene spinto dall’extracomunitario. Sopraggiunge un altro signore con cappello e nota che la targa del motoveicolo è coperta, probabilmente cercando di leggerla. Presumibilmente, l’uomo di cui sopra si sbraccia per richiamare l’attenzione di qualcuno nei paraggi (forze dell’ordine in piazza del Gesù?), ma inutilmente. Quando lo scippatore riparte, l’uomo sembra fare un gesto come per dire «non si muovono!».
Fermo restando che l’encomiabile Benjamin è stato il più risoluto, anche perché è quello che ha capito bene cosa sia successo essendone rimasto coinvolto, e che gli altri avrebbero potuto fare certamente molto di più, il vero colpevole del video è l’uomo che, mentre accade il fatto, cammina in alto e fa finta di non vedere nulla, tirando dritto. Peggio dell’altro testimone oculare che entra da destra e lo si vede solo indicare il malvivente. Va bene analizzare il disagio dei napoletani e i loro timori, ma ricamare sull’indifferenza e addirittura sul favoreggiamento mi sembra l’ennesimo atto di sciacallaggio mediatico che ingigantisce i pur gravi problemi sociali di Napoli comuni ad altre città. La manipolazione è forzata a puro scopo sensazionalistico, e di precedenti pure ce ne sono (guarda qui). Il malvivente è stato poi identificato ed arrestato dai Carabinieri, ma presto sarà libero, perché così funziona in Italia. Questo è il vero problema su cui si dovrebbe discutere.
Non ho alcuna voglia di difendere nessuno ma solo l’esigenza di dire quello che ho percepito con obiettività in un filmato muto. Se mi sarà sfuggito qualcosa, me lo si perdoni. Certo è che se la prossima volta si eviterà al malfattore di svignarsela avremo fatto un passo avanti. Questi miserabili agiscono in pieno giorno e tra la gente proprio perché sanno che la reazione non è mai troppo decisa. A me non piace questa Napoli e preferisco concentrarmi sulle parole di Benjamin dopo l’accaduto dette a Fanpage, una vera e propria lectio magistralis di vita di una persona povera che non va a rubare ma chiede aiuto alla gente.

Ammazziamo Pulcinella #10
LA MANIPOLAZIONE MEDIATICA CHE INFAMA I NAPOLETANI

Nel nuovo videoclip della serie “Ammazziamo Pulcinella”, è analizzata la manipolazione delle notizie da parte degli organi di informazione nazionali ai danni di Napoli e del Sud, pratica che provoca incalcolabili danni in termini sociali alla reputazione dei Napoletani e ai Meridionali perbene.
Napoli violenta, come Roma e Milano. Ma i Napoletani perbene non meritano di essere infamati. Anzi!