Lavezzi e il souvenir pompeiano

Angelo Forgione – Questa storia riporta alla mente i furti dei napoleonidi, quando, dal generale francese Jean Étienne Championnet in poi, le classicità di Napoli prendevano la via di Parigi con la scusa della libertà offerta dal Direttorio.
Giusto attendere sviluppi, ma intanto il fatto è accaduto. Poco più di un anno fa, quando Ezequiel Lavezzi lasciò Napoli per trasferirsi in Francia. Si preparava a imbarcarsi su un volo privato, con una gran quantità di bagagli al seguito. Scattarono i controlli da parte degli uomini dell’Agenzia delle Dogane di Capodichino che fecero la scoperta: in uno scatolone, ben imballato, c’era un reperto archeologico di inestimabile valore, ovvero un busto marmoreo risalente all’epoca romana. Un esemplare rarissimo risalente al primo secolo dopo Cristo, con tutta probabilità (secondo quanto riporta Il Mattino) proveniente dall’area delle città antiche vesuviane. «Mi è stata regalata – disse l’ex idolo azzurro – da un napoletano che vive a Posillipo. Altro non sono in grado di dirvi».
Lavezzi risulta per questo iscritto nel registro degli indagati per ricettazione di opere d’arte dalla Procura di Napoli, e non solo. È da qualche giorno indagato anche in Argentina per frode fiscale, riciclaggio di denaro e falsificazione di documenti, con pena massima il carcere.
Il ladro è ladro, ed è lì, sempre in agguato, a rovinare Napoli e non solo. Ma l’idea che anche gli strapagati “idoli” delle folle di Fuorigrotta portino via ricchezza napoletana, ricettata o meno, non facendosi bastare quella personale e aggiungendosi alla lunga lista di quelli che lo fanno da più di duecento anni, fa rabbia… molta rabbia. Prematuro criminalizzare prima che i fatti siano chiariti, ma oggi come oggi è meglio che l’amichevole Napoli-PSG di fine Luglio la si vada a giocare a Dubai, o dove c’è più introito, purché sia il più lontano possibile da Napoli.

Napoli fannullona? Anche Lavezzi ci casca.

Napoli fannullona? Anche Lavezzi ci casca.
ora è ufficiale, l’argentino si è perfettamente ambientato in Italia

Angelo Forgione – Gaffe innocente di Lavezzi nel dopopartita di Manchester-Napoli di Champions League che non è passata inosservata neanche a qualche quotidiano nazionale del nord. Intervistato da SKY, il campione argentino ha chiuso il suo intervento con una battuta certamente innocente ma figlia di un luogo comune ampiamente analizzato nei giorni scorsi (link in basso).
Dopo la splendida prestazione degli azzurri, Fabio Caressa dallo studio gli ha domandato se fosse cosciente che a Capodichino avrebbero trovato i Napoletani ad accogliere la squadra e la risposta, accompagnata da un sorriso sornione, è stata: «Non penso, la gente a Napoli lavora!». Subito sono scoppiate le fragorose risate di Ancelotti, Vialli, Rossi e dello stesso Caressa che poi sottolineava la battuta sdrammatizzandola con un «non se la prenderanno naturalmente (i Napoletani)… detta dal pocho…»
Purtroppo l’argentino del Napoli, magari infastidito dall’assedio dei tifosi in Via dei Mille di qualche giorno fa in pieno giorno (a proposito, ma quando capiremo che i giocatori sono uomini come gli altri?), non si è calato nella realtà identitaria di una Napoli che cerca di combattere gli stereotipi ma è vittima, non per sue colpe, della realtà italiana fatta di pregiudizi e luoghi comuni verso la totalità della gente che lui stesso rappresenta. Tuttavia, pur nella goliardia del siparietto, passa un messaggio negativo perchè trattasi di una battuta pronunciata da uno che a Napoli vive e che non è Napoletano, e per questo viene preso indirettamente sul serio. Lavezzi non si rende conto del danno d’immagine che arreca alla gente di cui difende i colori; ma non se ne può fargliene certo una colpa, anzi, va compreso.
Ritornano però in mente le “bacchettate” di De Laurentiis che alla vigilia della stagione ha indirizzato al suo calciatore la frase «Lavezzi faccia più il Napoletano e meno l’argentino», invitandolo a lavorare di più e ad evitare di tirar tardi la notte.
Certo, sono lontani i tempi di quell’altro argentino chiamato “sudaca” a Barcellona che non accettò i luoghi comuni contro i Napoletani. Quell’argentino si oppose al sistema come sempre nella sua vita per difendere, in ogni modo e finchè li ha rappresentati, anche i “suoi” Napoletani. E pagò pure quello.
Inutile evidenziare che i soliti buontemponi di turno hanno subito strumentalizzato la battuta di Lavezzi con titoli del tipo “anche Lavezzi prende per il culo i Napoletani”. Così come è inutile dire che stamane Napoli era già dalle primissime ore ingolfata dal solito intenso traffico quotidiano, e non si trattava certo di gente che tornava da Capodichino.
Per far festa al lavoro ci sarà tempo Lunedì 19, festività patronale di San Gennaro, almeno per l’ultima volta. Sperando che le cose vadano bene Domenica sera per il Napoli contro il Milan. Allora si che ci si potrà permettere di distrarsi per il Napoli senza il timore che qualcuno rida.

Spot e slogan su Napoli fannullona che non c’è

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