De Masi contro pizzaiuoli e finti creativi napoletani

Nel suo nuovo libro Tag, il sociologo Domenico De Masi attacca la creatività napoletana (un luogo comune) e i pizzaiuoli di Napoli, rei questi ultimi di non aver mai brevettato e industrializzato la pizza mentre ora sono «poveri nani» in mezzo a concorrenti giganti che vendono pizze napoletane in tutto il mondo.
Sul Corriere del Mezzogiorno, il dibattito sul pensiero del sociologo molisano al quale si oppone la mia risposta.demasi

Imbrattata Milano, si se putèsse vede’

Angelo ForgioneNottetempo, qualcuno ha pensato di imbrattare con una ‘tag’ la ‘Porta di Maria’ bronzea del Duomo di Milano. In poche ore, la scritta è stata rimossa. Alla luce del giorno, i monumenti di Napoli vengono ricoperti di spruzzi e nessuno interviene. A Milano, per conservare e valorizzare il Duomo si spendono 50mila euro all’anno con interventi rapidi. A Napoli si lascia marcire l’immenso patrimonio, educando i cittadini più giovani al brutto e, cosa ancor più grave, all’emulazione. E poi arriva, una tantum, la pulitura d’emergenza che non risolve il problema. Di esempi se ne potrebbero fare tanti, a cominciare dalla basilica di San Francesco di Paola, passando per la basilica di Santa Chiara e la fontana di Carlo II a Monteoliveto, senza dimenticare il portale d’ingresso del Maschio Angioino, ripulito qualche anno fa dopo che per mesi era stato lasciato “marcire” alla vista dei turisti. Tutto ciò evidenzia la necessità a Napoli di un nucleo antigraffiti efficiente come quello di Milano e un diverso approccio alla grave problematica, risorse permettendo.

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