Un “sudaca” a capo dei terroni

Tre minuti a La Radiazza (Radio Marte) per descrivere il Maradona napoletano, immediatamente divenuto tale, non appena sbarcato nel paese in cui aveva cercato riparo da una Spagna ostile verso i sudamericani. Lui, giovane argentino catapultato in Europa dalla sua classe, non immaginava che in Italia avrebbe dovuto fare i conti con le stesse pulsioni avvertite in Catalogna. Capì che i napoletani erano il popolo da proteggere. Capì che Napoli era Buenos Aires.

Tutto quello che abbiamo fatto a Napoli lo sappiamo voi ed io. Sappiamo che abbiamo fatto tutto contro tutti e questo non si può cancellare. Io sarò sempre, sempre, Diego il napoletano.

D. A. Maradona, giugno 2010

Diego non muore mai

Angelo Forgione Napoli, l’Argentina, il Calcio e chi l’ha vissuto e amato per quel che era passano con dolore immenso al tempo senza Diego.
Mi passano negli occhi e nelle orecchie tanti bei momenti degli anni ruggenti, ma ho sorriso al pensiero di quelli in cui lui faceva un semplice dribbling in mezzo al campo, a lasciare sul posto l’avversario attonito, e noi, sugli spalti, tutti uniti in quell’improvviso e collettivo sussulto di stupore. «ua’ e che ha cumbinato». Poi tutti sorridenti, a guardarci per condividere la gioia, invece di osservare l’esito dell’azione. Era un momento che si ripeteva spesso durante la tensione delle partite, che così si stemperava. E lo ricordo più del visibilio dopo i suoi incredibili goal, perché era l’emozione inaspettata, da teatro più che da stadio. Era la gioia pura del bambino in ognuno di noi, rapito dall’illusionismo senza trucco, diversa dall’estasi del tifo.
Quanta gioia e spensieratezza ci ha regalato negli anni della Napoli che soffriva per le ruberie del post-terremoto, del declino del Banco di Napoli e delle acciaierie di Bagnoli. Se era sbarcato da noi, nella periferia del grande calcio, era stato proprio per volontà scientifica della politica. Troppa tensione sociale, troppa disoccupazione, troppa camorra. Panem et circenses, e noi ce lo siamo goduto tutto quel fenomeno circense che ci ha deliziato con i suoi numeri e ci ha condotto ai trionfi come mai era accaduto.
Lui è calato a Napoli senza conoscerla e si è sentito napoletano dentro. Perché era esattamente come Napoli, discriminato e maltrattato, usato e tradito. Felice e spensierato alla domenica per una palla e poi sofferente tutti i giorni per i suoi problemi. Dentro quello stadio non entravano né i problemi e né i cattivi pensieri. Era il tempio della felicità e della spensieratezza attorno alla fedele amica palla, che assecondava sempre la sua volontà.
Da oggi quel tempio porterà giustamente il suo nome. Dovrà fargli posto un illustre apostolo che, navigando verso Roma, era sbarcato sulle coste flegree, ma sarà contento anche lui di lasciare al legittimo proprietario quell’arena. In fondo si passa a furor di popolo da un santo a D10S.
Ho visto Maradona. E che privilegio!
Ma Maradona non muore. Il suo mito sopravviverà per sempre. Sempre!
Grazie di tutto, campione mio. Viva il Re!

L’inutile fuga

Angelo Forgione Due uomini in fuga, senza scampo, in una lussuosa dimora con vista Golfo a qualche centinaia di metri da Pompei, rinascono dalle ceneri vesuviane grazie alla tecnica ottocentesca dei calchi in gesso di Giuseppe Fiorelli.
Ma davvero pensi che fossero questi signori così sprovveduti da decidere di vivere sotto un vulcano pronto ad esplodere? No, non sapevano, e alcun studioso li aveva avvertiti della minaccia. Per loro era un innocuo monte dalla vetta pianeggiante e dalle pendici fertilissime, ben diverso nell’aspetto da quel che conosciamo oggi. La quiete era durata circa otto secoli e Plinio il Vecchio, nel 77 dC, elencando i vulcani attivi di quel tempo in Naturalis Historia, non aveva incluso il Vesuvio. Si accorse dell’errore solo qualche mese dopo, vedendolo eruttare da Misenum, e da lì attraversò il Golfo verso la morte.

Tracce mirabili di una catastrofe non annunciata, e noi qui affascinati dalla storia di un’eruzione, la più famosa, che riemerge senza insegnarci la metafora di una Natura che è sovrana. Siamo noi i veri sprovveduti che la sfidano sapendo che ha già vinto, non i due fuggiaschi tra i tanti ignari vesuviani del tempo che fu.
No, non mi riferisco alla convivenza con il vulcano d’oggi, supermonitorato come nessuno al mondo. Parlo del riscaldamento globale e delle mutazioni climatiche. Parlo delle manipolazioni di ogni tipo e dei virus di cui siamo responsabili con le nostre attività. Parlo di tutto ciò che crediamo di poter controllare in nome del guadagno a breve termine e dell’eccessivo sfruttamento delle risorse comuni, sperando neanche tanto fortemente nella mano invisibile del fato, ignorando che quella conduce l’eroe delle tragedie greche verso l’inevitabile catastrofe. I fuggiaschi di Pompei siamo noi.

80 sofferenza

Angelo Forgione Ho tanta sofferenza dentro per la scomparsa di un Maestro, sempre elegante e mai volgare, espressione massima dell’attorialità romana più colta.
Oggi è il suo 80° compleanno, non il giorno della sua scomparsa, perché i grandi non scompaiono.
Auguri per il tuo nuovo percorso, Gigi, e grazie per i sorrisi che ci hai donato.
Applausi tantissimi!

«Ho un’antica e profonda venerazione per Napoli. Che dire della lingua, che avrei voluto imparare alla perfezione, cosa però impossibile.»

Gigi Proietti, settembre 2018

Made in Naples al MAVV (Reggia di Portici)

Il MAVV Wine Art Museum presenta un ciclo di incontri con Angelo Forgione e i suoi successi in libreria ricchi di storia di Napoli e del Meridione.

Sabato 17 ottobre si inizia con il primo appuntamento: presentazione del libro Made in Naples, un viaggio nel tempo libero da nostalgie e ricco di lucidità, senza mai perdere il contatto con un difficile presente in cui Napoli è, nonostante tutto, ancora protagonista. Una radiografia storica per scoprire chi ha cercato e chi cerca di cancellare, e perché, l’identità di una città che ha fortemente contribuito a plasmare l’Europa.
Con ventidue mattoni, rigorosamente di tufo giallo, l’autore ricostruisce “il muro della cultura napoletana” e ci accompagna in un piacevole viaggio nella storia dal Seicento ai giorni nostri.

Dialoga con l’autore Francesco Castagna (Imprenditore, docente ed esperto di innovazione)

Ingresso gratuito (con brindisi e visita al museo)
Per prenotarsi, inviare un email a staff_angelo_forgione@email.it
MAVV – Museo del Vino / Reggia di Portici – Via Università, 100
(Mascherina obbligatoria – norme anticovid)

Lo scrittore francese JeanNoël Schifano descrive nella prefazione il messaggio che l’autore vuole trasmettere a chi legge il libro:

”Forgione ci dà, con questo decisamente storico e attuale Made in Naples, il grande libro-vademecum per tutti quelli che vogliono sapere, semplicemente, chiaramente, passionalmente a che punto sta, e perché, e fino a quando, la trimillenaria e così giovane e irriducibile Napoli. Il libro da portare con sé come il respiro della propria civiltà e lo specchio della propria vita.”