Napoli capitale italiana dell’acqua pubblica

Napoli capitale italiana dell’acqua pubblica
dalla città partenopea una lezione di civiltà e obbedienza al popolo

Angelo Forgione – Nella seduta consiliare alla Sala dei Baroni al Maschio Angioino è stata approvata la delibera per la trasformazione dell’ARIN da S.P.A. in azienda speciale a carattere pubblico denominata “Acqua Bene Comune Napoli”.
Napoli è la prima grande città italiana ad obbedire al referendum, e quindi alla volontà della gente. Da Napoli parte il messaggio all’Italia: L’ACQUA CITTADINA NON SARA’ MERCE MA BENE PUBBLICO, E CIO’ CHE È DELLA VOLONTA’ DEL POPOLO, SIA DEL POPOLO” mentre le altre città stanno a guardare.
Ne abbiamo parlato con Padre Alex Zanotelli, in prima linea per questa ed altre battaglie, alla presentazione del nuovo lavoro discografico del cantautore Blandizzi che nel CD “Il mondo sul filo”, incentrato su importanti tematiche sociali, ha inserito un brano dedicato proprio all’acqua. Presente anche Eddy Napoli.

Anche se silenzioso, questo è un momento importante, di gioia per Napoli. È una vittoria per la cittadinanza attiva che si è impegnata a fondo, e per lunghi anni, per difendere “la Madre della Vita” dalla mercificazione. Nel 2004, 150 comuni di Napoli e Caserta votarono la privatizzazione dell’acqua e da allora i comitati si sono battuti per ottenerne la ripubblicizzazione con il rovesciamento della decisione ottenuto in due anni di battaglie. Il 31 gennaio 2006 i sindaci di Napoli e Caserta votarono la ripubblicizzazione ma a ciò non fu dato seguito coi fatti per l’opposizione di Bassolino e Iervolino. La svolta è arrivata prima con l’elezione di De Magistris a sindaco di Napoli che ha fatto dell’acqua pubblica uno dei perni della campagna elettorale, e poi con la vittoria del Referendum sull’acqua.

Sulla scia di questo “trionfo”, il 10-11 dicembre 2011 si terrà a Napoli il primo incontro della Rete Europea dei comitati per l’acqua pubblica. Questo per portare un milione di firme al Parlamento Europeo perché dichiari l’acqua un bene comune (a Bruxelles le multinazionali fanno pressione sul Parlamento affinché dichiari l’acqua una merce), in vista del Consiglio Mondiale dell’acqua di Marsiglia. L’obiettivo finale è quello di strappare un bene così prezioso dalle mani delle multinazionali dell’acqua. Il mondo intero deve capire che si tratta di un diritto fondamentale umano, un bene comune che deve essere gestito come “patrimonio dell’umanità”.

De Laurentiis: «Mi vergogno di essere italiano!»

De Laurentiis: «Mi vergogno di essere italiano!»
show eccessivo nei modi, giusto nella sostanza 

Angelo Forgione – De Laurentiis contro tutti alla formulazione dei calendari di Serie A 2011-12. Lo sfogo non è casuale e mette a nudo il pensiero del patron azzurro, negli ultimi tempi sempre più insofferente nei confronti delle componenti calcistiche italiane, e non solo calcistiche.
La fuga sullo scooter senza casco finale è un atto di sfida alle istituzioni, a tutti i livelli. E se i modi sono certamente sopra le righe, come nello stile istrionico di un uomo a cui piace il ruolo di protagonista, la sostanza del suo disappunto non può non essere condivisa alla luce del progressivo abbassamento di competitività del nostro calcio che fino a 10 anni fa era leader in Europa e ora, già sorpassato da Spagna, Inghilterra e Germania, rischia il 4° posto nel ranking UEFA a vantaggio della Francia. Colpa della fiscalità italiana sconveniente che ha allontanato i grandi calciatori dalla Serie A… colpa di chi non tutela i club che ci rappresentano in Europa pur avendone il dovere per ruolo e carica.
E così, mentre ci si accapigliava tra scandali e campanilismi vari, perdevamo un posto in Champions League. Nel frattempo, società e tifosi si misuravano nei recinti nazionali dentro stadi da terzo mondo, magari inseguendo posti in Europa League che poi puntualmente erano vanificati dalla sottovalutazione della competizione alla quale se una squadra arrivava ai quarti era già un miracolo, mentre negli anni ’90 era detta scherzosamente “Coppa Italia”.
La richiesta di De Laurentiis non era solo per tutelare il Napoli ma anche il Milan e l’Inter e il calcio italiano tutto, società alle quali evidentemente un simile discorso non interessa. Ecco perchè il presidente del Napoli ha ragione; noi italiani siamo minuscoli, mediocri! Infondo, sempre con la M iniziano le parole.