Fontana Monteoliveto: tra pulizia e polemiche già nuove scritte

Angelo Forgione fontana_monteoliveto_1È accaduto, finalmente: sabato 24 gennaio la fontana di Carlo II a Monteoliveto in Napoli è tornata a presentarsi decorosamente. Era una delle più colpite dal vandalismo a colpi di spray. Ripulita; non nettamente, ma ripulita. Un vero e proprio miracolo, perché nessuno ha visto impalcature perduranti. Tutto in “day-hospital”, senza ditte e spese, con intervento lampo firmato dai volontari del gruppo ‘Sii Turista Della Tua Città‘.
E poi è nata una polemica. Perchè è accaduto, finalmente, sì, ma in che modo? Chi ha autorizzato l’intervento su un monumento di interesse storico? Quale esperto di restauro l’ha condotto? E con quali modalità si è operato? Forti le preoccupazioni, anche perché nell’annuncio di adunata era richiesto di munirsi, tra le altre cose, di due pacchi di retine a testa (che, secondo gli organizzatori, sarebbero state utilizzate solo dove la situazione era critica per la presenza di pittura più resistente ai diluenti). E così il Comitato Civico di Portosalvo, impegnato da anni in un ampio dibattito sul degrado e la tutela del Centro Storico Unesco e sulla necessità di un Piano di Gestione, ha chiesto una verifica della Fontana alla Soprintendenza, i cui funzionari pare abbiano rilevato qualche danno.
Allarmato anche Francesco Chirico, il presidente della Muncipalità 2, che si è voluto accertare del risultato della pulizia. Anche a loro la Soprintendenza avrebbe comunicato che l’intervento non è stato fatto a dovere, cioè senza restauratori, e che molto probabilmente, dalle prime verifiche, le retine incriminate avrebbero fatto danni. I protagonisti dell’intervento, invece, non ci stanno e rassicurano: L’intervento – dicono i volontari – è stato fatto in collaborazione con restauratori nel pre-evento, ma anche durante e dopo. Abbiamo seguito le procedure e a conclusione del lavoro abbiamo anche sciacquato con l’acqua tutta la fontana per non lasciare agire i diluenti residui. Non abbiamo avuto nessuna autorizzazione, ma si è presentata spontaneamente l‘assessore alle Politiche Giovanili Alessandra Clemente, che ha indossato mascherina e guanti e si è messa a pulire un punto della Fontana”. Anche lei, l’assessore Clemente, ha rassicurato tutti sulla presenza di restauratori e sulle procedure usate, ma proprio la sua partecipazione apre una riflessione necessaria, perché la fontana di Monteoliveto era ed è inserita in un ampio programma di restauri assegnati dal Comune di Napoli ad una società-sponsor, nell’ambito del programma ‘Monumentando Napoli‘, un progetto di 3,5 milioni di euro con cui Palazzo San Giacomo ha garantito che l’esecuzione degli interventi di restauro di 27 monumenti sarà prossimamente eseguito esclusivamente da imprese qualificate e con l’alta sorveglianza delle Sovrintendenze di riferimento. Prossimamente, ma non si conoscono i tempi precisi, che sono evidentemente lunghi a Napoli, città dove la Soprintendenza è rigida nel vagliare progetti ma non altrettanto nel sollecitare la realizzazione di quelli approvati, e neanche si esprime sulle condizioni dei monumenti cittadini, lasciati alla mercé dei vandali. Il Comune ha approvato la Delibera dei restauri (non semplici pulizie) il 21 giugno 2012, e la Fontana, a distanza di due anni e mezzo, non ha goduto di alcuna lavorazione. Uno stallo dell’intero progetto, e tanti interrogativi aperti dalla presenza attiva di un assessore durante la pulizia-flash dei volontari.
Proprio in tal senso, il presidente della Municipalità Chirico ha scritto all’assessore all’Urbanistica Carmine Piscopo, chiedendo di intervenire presso la società aggiudicataria della gara per invitarla a utilizzare parte dei finanziamenti risparmiati con l’intervento di fontana_monteoliveto_4pulizia nella realizzazione di una recinzione al monumento (come dal sottoscritto sollecitato per altri monumenti cittadini) da sottoporre preventivamente alla Soprintendenza, in modo da preservarlo dall’aggresione che l’ha deturpato negli ultimi anni. Nuove scritte iniziano già ad affiorare (vedi foto a destra), ed è inutile dire che se non ci fossero coloro che imbrattano i monumenti non ci sarebbero neanche simili polemiche.
Resta l’interrogativo: i volontari hanno creato problemi ai marmi oppure no? La Soprintendenza, che parla di danni, farebbe bene a precisarli e testimoniarli. C’è bisogno di chiarezza, anche e soprattutto prima di certi interventi su antiche superfici, che sicuramente non possono essere improvvisati ma affidati a personale esperto. La chiarezza è fondamentale non solo per garantire l’integrità dei monumenti ma anche per evitare di mortificare il grandissimo esempio di civiltà e amore (di cui una certa parte di napoletani ha fortemente bisogno; ndr) offerto dai ragazzi di ‘Sii Turista Della Tua Città’, che nel cambiamento credono davvero. Vedere la fontana di Monteoliveto pulita dopo tanto tempo, troppo, è davvero un gran piacere, e operazioni del genere che sgretolano la burocrazia, se legittimate e chiarite, potrebbero rappresentare un volano di risveglio civico, attrarre altri volontari e creare emulazione positiva, nella certezza di operare nell’interesse comune e di non creare alcun danno al patrimonio.
L’Occidente deve la sua esistenza a Napoli, e questa cultura, questa città, meritano altro destino rispetto a quello che vogliono assegnarci per forza”. È la migliore riflessione che i volontari potessero esprimermi, per evidenti motivi.

Su Rai radio2, Paolo Filo Della Torre contro meridionali

Su Rai radio2, Paolo Filo Della Torre contro meridionali
caso di razzismo filo-risorgimentale ai giorni nostri 

Giovedì 28 Aprile, su Rai radio2 va in onda la trasmissione radiofonica “Un giorno da pecora“, e con essa il più sfacciato razzismo contro i meridionali.
Ospite dagli studi di Napoli l’Onorevole Clemente Mastella per dibattere delle elezioni amministrative nel capoluogo campano. Ma la discussione politica assume “drammatici” toni sociali quando il dibattito si sposta sul matrimonio di William e Kate del giorno seguente e viene introdotto in diretta telefonica il Conte Paolo Filo Della Torre, giornalista e scrittore, uno dei pochi italiani invitati all’evento.
All’aristocratico viene chiesto se Luca di Montezemolo sia di destra o di sinistra e la risposta scatena un conflitto verbale quando vengono attribuite al presidente della Ferrari delle qualità relative: «Secondo me è di destra, ed è anche un gentleman… poi è nordico».
Mastella chiede chiarimento: «Uno di destra è nordico e quello di sinistra è sudico?».
«Si, quello di sinistra è un po’ sudicio», ribatte Filo Della Torre.
I conduttori evidenziano che l’ospite è uno dei tre soli italiani invitati alle nozze del secolo. E qui parte il richiamo alle vicende risorgimentali che sottomisero le Due Sicilie grazie alla regia inglese.
«Di italiani esportabili – dice Filo Della Torre – siamo (e non “sono”) molto pochi. Se qui ci mandassero di nuovo i sudici sarebbe veramente un disastro. Gli inglesi dovettero sovvenzionare Garibaldi per “annettere” il sud d’Italia al nord, se non ci fossero stati i soldi inglesi per il vecchiaccio con la camicia rossa…».
E poi ancora spocchia: «Mi hanno invitato perchè gli inglesi, a differenza degli italiani, sanno fare le cose. Sono dei signori, non sono dei sudici così come gli “accentacci” dell’Italia del sud».
Clemente Mastella, a questo punto, salta dalla sedia e chiede rispetto al posto di simili “stronzate”. Filo Della Torre incalza: «È la verità, registrati e sentiti come parli. La maggior parte dei meridionali sono sudici». Poi, colpito dalle definizioni dell’onorevole di Ceppaloni (“broccolo”), diventa anche lui un sudicio e chiede: «ma che ca..o dici?».
I conduttori riescono a sedare la gazzarra chiedendo allo scrittore se fosse sicuro che non fossero invitati degli italiani del sud al matrimonio di William e Kate. La risposta è non meno irriverente e ricca di pregiudizi: «Difficile che potessero esserci. Se ci fosse stato ancora quel “simpaticone” del grande comandante Lauro, forse anche per divertirsi, l’avrebbero invitato. Ma adesso il sud equivale ai burini».
«Ci dissociamo, neanche Borghezio – dice uno dei conduttori – ha delle posizioni così».
L’intervento razzista sfuma tra altre illazioni del soggetto in questione che una cosa giusta finisce per dirla: «Gli inglesi sono gente seria, infatti non hanno invitato neanche i Savoia».
Certo, i Savoia no, ma i Borbone si! E sebbene l’erede della Real Casa delle Due Sicilie sia nato in Francia, è meridionale a tutti gli effetti in quanto rappresentante della famiglia reale dell’antico stato del sud. Tanto per chiarire chi fossero gli italiani invitati alle nozze dei serissimi inglesi.
Poi il “nobile” saluta, non prima di aver dibattuto sul suo prossimo libro in uscita e sponsorizzando la superiorità della razza ebraica. A questo punto i conduttori si dissociano completamente e un disgustato Mastella ribadisce che c’era da dissociarsi già precedentemente, quando era stato offeso il sud.

Ascolta le affermazioni di Paolo Filo Della Torre (al minuto 50:13)
http://www.radio.rai.it/podcast/A9143475.mp3

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